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Ogigia

foto di Francesco Neri.
Chi ha, o ha avuto, animali, fa e dice delle cose , io credo, incomprensibili a coloro cui fu preclusa questa gioia.Questa quì sotto è Ogigia.

E io la amo.
Altri termini sarebbero falsati da un pudore fuor di luogo.

Arrivò una mattina di 13 anni fa. Si accasò. ci provò con Orfeo (che nel tempo diventò Peo Pelotto…) ma egli, castrato, non si rivelò interessato. Era una gattina piccola e carina.

Ogigia ci fece negli anni, con accuratezza e intelligenza da mamma perfetta svariate cucciolate di splendidi gatti rossi: bellissimi: sempre 4, a volte cinque.
A marzo era incinta, tutti gli anni, spariva , veniva , mangiava come un boscaiolo canadese, e rispariva.
Ogni mio pedinamento per vedere i ” sorcetti” era infruttuoso. solo una volta li intuii sotto un pallet in cantina.

E sempre, a maggio, una mattina, vedevo, inaspettati , 4 o 5 marmocchietti giocare in giardino: erano pronti:
Me li aveva portati.
Quattro rossi e una tricolorina, di solito.
La felicità.

Le sue figlie fecero gattini, che diventarono gattoni…persi il conto.

E ora, che son passati anni, la sera viene a mangiare, e mi emoziono.

Si. sarò imbecille. Sono innamorato di una gatta BELLISSIMA.
Una creatura soprannaturale che mi degna delle sue visite.

Grazie Ogigia.

(le ho dato dei resti buonissimi, e si sta leccando i baffi…..)

Bogoria

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
L’Africa e le sue paure….. inverno 86Ci sono stato la prima volta l’estate, ci torno subito appena posso, fine dicembre e gennaio.
Con un amico.
Prendiamo una Toyota Corolla, la suzukina l’estate mi ha sbriciolato le vertebre sulle buche Keniote, tanto, ho visto, se piove ci vogliono i cingoli, il 4×4 serve a poco.,
Via.
Andiamo negli stessi posti dove sono stato in Estate.
Naivasha, lago bello poi su.
Nakuru, una meraviglia, poi avevo letto del lago Bogoria che non ha i 500.000 fenicotteri rosa del Nakuru, ma due milioni: andiamo.
Ci perdiamo. E’ buio.
12 ore di macchina, in strade sconosciute, fino a una selva, poi una lago: sarà il Bogoria, deduco….
Montiamo la tenda. Non trovo i picchetti, li fabbrico.
Facciamo il fuoco, Antonino timorosissimo, in pratica sta dentro il fuoco….
Abbiamo rimediato due cocciolate e le spiacicoliamo sul chapati: meglio di niente.
A qualche centinaia di metri abbiamo notato una paio di land rover camper, un piccolo accampamento, inglesi, credo.Io vado un pò in giro, in mezzo a ficus giganteschi, a raccoglier rametti, finhè, da dietro un albero, un ruggito.
Raggelo e piano piano, camminando all’indietro, senza dar le spalle al buio, torno al fuoco: i rametti sono sufficienti, decido !
Antonino, per darsi coraggio canta Michelle , da cani, con la mia chitarra: viene minacciato seriamente e desiste: non posso concepire di esser arrivato fino a Bogoria per sentire una capra storpiare un capolavoro….e sovrapporsi ai mille suoni di quel bosco nerissimo.

Alla fine ci infiliamo in tenda: io vorrei lasciar aperto, solo la zanzarierina, lui è ferreo: vabbè.

Dopo un pò stiamo per addormentarci, qualche rumore un pò troppo vicino, un rametto, un respiro: siamo vigili, allertati. Arrivano ancora più vicino……sono parecchi…
Poi indietreggiano. Spariscono. Boh.

Stiamo per addormentarci: un macello.
Dall’accampamento degli “inglesi” viene un rumore incredibile.
Urla agghiaccianti, strepiti, fischi, ruggiti, grugniti (oh, ho finito i verbi, di tutto e di più, ) emessi da moltissimi esseri non identificati. Nessun umano, nessuna parola o grida umana: dieci minuti di inferno a un volume incredibile.
Poi il silenzio.

Come stai in tenda, al buio, in un bosco, così ?

Voi non ci crederete, ma a me non me ne fregava nulla: forse sono matto ma credo che l’ottimismo sia barriera invalicabile.
Mi sentivo benvoluto, in armonia.

Riproviamo a dormire…un pò ci vuole però.
Cazzo, stavo per dormire: un rametto, vicino.
Occhi aperti. Un altro rumore, ma di la. Un ansimare, vicino, respiri, presenze, le senti, respiri, tantissimi, tutti attorno, destra, sinistra SOPRA….vicinissimi…
di colpo: l’inferno.

Una tale massa di grida, strepiti, grugniti, latrati, ringhii, sbuffi, urla, fischi, vicini, a mezzo metro da noi ma proprio da ogni direzione, una quantità enorme di…..non so, sta facendo un casino come mai nella vita, in Africa, al buio, che li potrei toccare, appena dietro la sottilissima tenda….

Non si resiste: battiti e adrenalina ci stanno schizzando fuori dal naso: Antonino (è vero, succede) ha proprio i capelli dritti, in verticale. Sotto l’abbronzatura, è bianco.

Decido una sortita: Decido e impongo la decisione ad Antonino, è l’unica.
Prendo la torcia, spalanco la tenda, e esco urlando come un pazzo, vaffanculo, mi sgolo, a manetta, sventolando la torcia.

Un pazzesco rumore di fronde di mille animali che scappano. Faccio il “velo” ad Antonino che raggiunge la Toyota, la apre, si infila.
Io torno indietro, chiudo bene la tenda. Con passo calmo, torno alla Toyota, apro, mi seggo, e, sbattuto lo sportello, ci addormentiano quasi subito.

P.S.
Non abbiamo mai capito se era il lago Bogoria.
Erano un paio di centinaia di Babbuini, grando imitatori di voci animali, molto territoriali e quindi incazzati, quelli erano alberi “loro” e comunque animali molto potenti: un paio di loro attaccano anche un leopardo, o quantomeno possono difendersi molto bene fino ad ucciderlo.
La mattina:
Gli inglesi erano spariti.
Il lago erano molto vulcanico: sulle rive bolliva e ci ho fatto il caffè.

Se potessimo 2

Se potessimo 2

Se potessimo emettere moneta, potremmo dare a tutti, a TUTTI, appena nati, una carta che tutti mesi si carica fino a 500 euro. Indipendentemente da quanti ne sono rimasti dal mese prima.

Non li hai spesi ? Peggio per te.

Non puoi prenderci contanti, non puoi giocarteli alle slot, non puoi versarli in banca ne comprarci i bot, puoi solo spenderli.

Pagarci bollette, tasse, conti, qualsiasi cosa.

Una famiglia di 4 persone si trova 2000 euro al mese in più.
Un “single” 500.

Chi guadagna 1200, va a 1700.
Chi guadagna 20.000, va a 20.500.

Un pensionato va da 450 a 950.

Ecco il decreto Riparte Italia.

Liscio come l’olio.


Quota

Dipende a che quota hai posto il punto di osservazione.

Da pochi metri vedi il lucchetto della gabbia in cui ti hanno rinchiuso: questo è l’accoppiata euro-fiscalcompact, per sintetizzare.
Se non infrangi quello, non fai politica, fai teatro.
La politica la fa chi può emettere.

Da più in alto vedi i trattati, da maastricht, vedi l’abbattimento della prima repubblica, anni di diffamazione della Dc, e poi di Craxi: rubacchiavano ,si, ma rubacchiavano una piccola parte dei nostri guadagni, ora Renzi&C hanno il diritto di saccheggio, una piccola parte di quanto ci viene rubato da fuori. Cioè tutto.

Dall’alto ancora vedi anche i potenti mezzi di ipnosi di massa, il lavoro egregio di Repubblica che ha traghettato in vent’anni di begli articoli, bella carta, cultura, milioni di lettori dalla visione di sinistra, alla sinistra visione liberista della società.
Solo per fare un esempio.

Da ancora più in alto vedi la selezione intraspecifica aver reso paganti caratteristiche antiumane,e comandare i peggiori.
Vedi l’antropocentrismo sfondare il pianeta in una furia suicida che lascia basiti.

Ancora più su, scopri che la terra è la palestra in cui le anime provano l’inusitata sensazione della limitatezza, e poi tornano a casa, o fanno un’altro giro. Fanno giri felici se sincronizzate su frequenze armoniche con le altre entità, infelici se in contrasto, in controfase con esse. Indipendentemente dalla condizione sociale, economica, dalla politica, da tutto.

Tornando rasoterra, c’è il livello proprio con la faccia per terra, un miscuglio brodoso di invidia sociale, di schemi etici semplificati, di moralità ferrea applicata agli altri, di pauperismo urlato, positivo in se, ma utile come una aspirina se ti investe il Pendolino.
Questa è la quota del “tutti a casa”, di “casta cricca corruzione”, da dove praticamente non si vede un cazzo.
Quasi come gli altri, allo stadio.

Quelli con gli occhi chiusi.

Cri

Cri

Dal greco Κρινὼ (si legge crino ), separare, secernere, scegliere.

Da cui CRInale, CRItica, CRIsi, ipoCRIta ,

Il crinale è dove un monte si divide tra un versante, e quello opposto.

La Critica è quell’operazione che cerca di separare un oggetto dialogico, un concetto, un accadimento , in diverse parti per analizzarle separatamente, oppure osserva un fenomeno nelle sue fasi temporali e le separa per un osservazione passo passo (cronocritica) o ne analizza i diversi , e spesso controversi aspetti.

La Crisi, in origime il termine si riferiva solo a fenomeni naturali e indicava il momento di manifestazione di un passaggio da uno stato al seguente tramite il peggioramento del primo.. La rottura di un equilibrio preesistente.

Ipocrita ( “upo” , di pronuncia ipo : sotto , giù e “cri” , separare, discernere appunto) : colui che sceglie di non scegliere, o finge di scegliere; non riconosce la crisi e usa le sue energie per mascherarla , invece che affrontarla, la nega,
Scappa di sotto dalla crisi, rifugge dalla critica.

La rivoluzione

Il gruppo Premablitz Prenestino ha una finalità: creare i presupposti che diano la possibilità per la comunità, di produrre a costi bassissimi e a impatto zero ciò che le occorre, e a poterlo scambiare all’interno del territorio.

Abbiamo cominciato con il cibo, creando orti sinergici, che continueremo a svluppare , e per i quali abbiamo creato una lista d’attesa. Proseguiremo con l’energia: le stufe a razzo da ottobre e il motore sterling a seguire. L’associazione da noi creanda si interesserà di acquisire, nelle forme apposite, terreni grandi affinchè le comunità ne abbiamo i frutti. Abbiamo già offerte di terreni a Zagarolo, Palestrina, San Bartolomeo, Castel San Pietro, Guidonia, Villanova, Gallicano, Genazzano, ecc.ecc.

Nel frattempo stiamo creando un mercato per il libero interscambio di ogni tipo di merci o servizi. Tramite il riuso, il riutilizzo e il riciclo chiunque può offrire merci di cui non fa più uso, prodotti di cui dispone in eccesso o tempo di cui ha grande disponibilità, sottoponendo invece una necessità.

L’istituzione nel futuro di moneta locale renderà tutto ciò estremamente più efficiente.

La normale prassi prevede questo iter: una microconferenza spiega che cosa andremo a fare, una serie di laboratori fattuali mette in pratica, crea un evento u FB e invita tutti a venire, a fare: si passanbo tra l’altro giornate bellissime all’insegna della comunità, della solidarietà, della collaborazione e del divertimento: funziona !

Abbiamo poi altri piani e proigetti molto ambiziosi per arrivare a produrre e scambiare di tutto.

Vogliamo creare un orto a che permetta l’agevole passaggio di una sedie a rotelle di modo che anche chi abbia problemi di deambulazione possa curarsi il syo orto: sappiamo come fare.

Faremo un laboratorio per soli bambini: bisogna ripartire da capo.

E’ prevista a breve anche la produzione di piante non dedicate solo all’alimentazione umana ma anche alla produzione di detersivi o alla cura di problematiche specifiche, come il Diabete, ecc.ecc.

Dobbiamo usare quel che c’è, comprare il meno possibile, sprecare nulla, aiutare chi non ha.
DE-Monetizzare il mondo, cominciando dal nostro territorio.

La Rivoluzione è questa quì.