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Category Archives Permacultura

Il mondo è grosso

Il mondo va veloce. — Ed è grosso.

Sapete quanto ci mette a fermarsi una petroliera ?

– Otto kilometri.

Il mondo è più grande e più rapido.

Quando si va veloci e si è grossi, bisogna guardar lontano.
A trecento all’ora vedere un ostacolo a 80 metri serve a poco, pochi secondi e l’hai preso.

Lo stesso dicasi per la “visione” che un movimento, una nazione, una comunità, ma anche una persona, devono avere.

La particolarissima unione di vivere il presente e guardare a concetti apparentemente lontani, a un futuro così lontano che neanche ne potrai mai fruire, questo credo sia il segreto.

Goditi il presente e pensa al futuro di chi verrà.

Pianta ulivi e, dopo averli abbracciati, immaginali centenari.

Molto semplice.




Gli alberi comunicano

foto di Francesco Neri.
I Biologi dicono che gli alberi sono esseri sociali.
Sanno contare, imparare e ricordare.
Si prendono cura dei membri ammalati, si avvisano l’un l’altro dei pericoli mandando segnali elettrici tramite una rete fungina e, per ragioni sconosciute, tengono in vita per secoli antichi ceppi, come compagni di lunga data, mandando loro soluzioni alimentari tramite le radici.



Ultimo avviso

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Il mondo così come lo conosciamo, sta andando a scatafascio.

Il mondo dei megacontainer, del petrolio, di cento guerre, sopratutto il mondo dei figli che stanno meglio dei genitori, e molto meglio dei nonni.

La crisi, cosi la chiamano, non è passeggera, siamo passeggeri noi di un pianeta che “non ci vuole più” e ne ha tutte le ragioni.

La crisi, cosi la chiamano, ha portato suicidi, pensieri, negatività, povertà, mortalità, malattia.

Ecco. Malattia.

La società era già malata, ora i sintomi si sono fatti manifesti.

Finchè un miliardo di persone, NOI, consumavano il 70% di tutto, e inquinavano per il 90%, a noi andava bene. Ma la malattia, cioè noi, era già presente.

La crisi, così la chiamano, non è il disastro, è l’allarme.

Senza la crisi, se fosse andato tutto bene, se avessimo ancora tutti il lavoro,e un pò di migliaia di euro, anche per il mare d’inverno e la settimana bianchissima, non ce ne fregherebbe un cazzo del pianeta, di Sumatra e neanche del Glifosato.
Ma sarebbe stato un disastro lo stesso: Un miliardo di pazzi il pianeta poteva sopportarlo per cento anni, e forse più. Con l’entrata nel gioco di Cina e India, duemiliardi e mezzo in un colpo, nel novero dei pazzi che pretendono auto, frigo, tv, smart, condizionatore, lavatrice, a volte in triplice copia, il pianeta non ha altra soluzione che liberarsi di noi. E lo farà.

Gli alberi, all’apice della catena verde, che esiste da un miliardo di anni, che raffigurata linearmente sarebbe, poniamo, un kilometro, resteranno a guardare, probabilmente sollevati.
Noi siamo comparsi duecentomila anni fa, che sulla scala sarebbero 20 centimetri, siamo coinvolti nell’industria pesante da due secoli, che in questa metrica sarebbero 2 decimillesimi di millimetro.

In questo tempo molecolare abbiamo distrutto OGNI cosa che abbiamo toccato, razionalizzato. Convinti di essere la punta di diamante, l’apice dell’evoluzione ancora facciamo fatica a capire che siamo una particella del tutto, che nella sua boria spasmodica, distrugge tutto ciò che l’ha generata e che la sostenta.

Spariremo.

La crisi, così la chiamano, anche se ordita da pochi ai danni di tutti, può essere la nostra salvezza.

E’ forse l’ultimo avviso.

Ci dice, per l’ultima volta che o capiremo di essere parte di un tutto, padroni di niente.
Figli della terra, non i suoi padroni.

O spariremo.

Tutto ciò che ci serve c’è già. Basta fare poco. Modificare poco, in punta di piedi, senza spostare montagne, tagliare alberi, bucare terre e mari, senza creare i mezzi per parlare col mondo ma senza aver nulla da dire, senza distruggere l’essenziale, per fabbricare il superfluo.

Tutto ciò che c’è, c’era un miliardo anni prima della comparsa del primo uomo, e ci sarà per altri miliardi, dopo la scomparsa dell’ultimo.

Siamo quì per osservare, dare del nostro meglio, amare, e poi tornare da dove siam venuti.

La crisi, così la chiamano, ha sicuramente uno scopo.

Questo.

E’ l’Ultimo avviso.




Ci siamo messi a zappare

Tutto è nato da conferenze sulle moneta,
di cui la gente al 99% non sa nulla.

Dopo molto, abbiamo trovato la soluzione.
Ci siamo messi a zappare.
Siamo matti ?
Il salto logico è grosso, in effetti.
Ma la scelta è molto, molto ponderata.

I nostri nemici non sono la Merkel, Renzi, Draghi, Prodi, D’Alema, la Gruber, Olly Rehn, Junker. ecc.ecc. Questi sono gli scagnozzi, senza potere proprio, senza nulla, figure di una recita, spesso ben fatta: sono bravi attori.

Il nostro nemico è il grandissimo capitale.
Le multinazionali, siano esse
del denaro, intente a farcelo mancare,
della farmaceutica, intente a farci ammalare,
delle armi, produttrici di guerre,
delle sementi, fautrici di sterilità,
di menzogna, si son comprate i media
ecc.ecc.

Dobbiamo agire dove non se l’aspettano, dove fa loro male.

Non comprando più da loro.
Autoproducendo tutto.

Loro hanno i cannoni, ma non sono attrezzate per i moscerini.

Dobbiamo rimanere piccoli, ma diventare tantissimi.
Non ci vedranno, non capiranno.
Sono già morti.

Noi invece vogliamo la vita.
Una vita di fiori, di fatica felice, di comunità, di orti, di scienza applicata, di scambi locali, di qualità, di silenzi e di risate, di paese, di bellezza, di amore, di libri, di legno, di profumi, di musica, di rapporti, di vecchi e di bambini, di verdure e animaletti, di alberi, di invenzioni, di attrezzi e conserve, di piantine che germogliano, di calli, di freddo e di caldo, di acqua e camino, di vino, di piccoli progetti e grandi risa, di salute e abbracci.

Vogliamo questo e faremo questo.

Avete un’idea migliore ?




TTiP

TTiP – Trattato di commercio transatlantico.
—— Cioè tra Unione Europea e Stati Uniti.

E’ in via di approvazione.
I parlamentari Europei stanno per firmarlo ma per legge è segreto: non possono leggerlo !

Eliminerà i dazi e SOPRATUTTO le regole del commercio tra europa e Stati Uniti.
Cosa vuol dire ?
Che le Multinazionali Americane, che lo stanno scrivendo, uccideranno tutti i produttori europei.

Da noi, per esempio, vige il codice di precauzione: cioè un prodotto si può mettere in commercio solo dopo che si è dimostrato innoquo. In America lo si mette in commercio e lo si ritira solo dopo che qualcuno ha dimostrato che fa danni.

– Questo varrà per il pollo al cloro, per gli organismo modificati geneticamente, per moltissime sostanze chimiche, per le centrali nucleari.
I referendum saranno carta per i pacchi….

Una volta approvato, se, per esempio, l’Italia varerà una legge contro la soia transgenica, la ditta che la produce potrà fare causa direttamente all’Italia.
L’italia, o una regione, un comune, (come la Francia, la Spagna, la Catalogna, ecc.ecc) non potrà fare una legge, un decreto, un regolamento contro quel tal prodotto, contro quel veleno….
La ditta che lo produce ci farebbe causa.

Presso quale tribunale ?

Segreto. Nominato da loro…..

Auguri.

Se passa questo trattato siamo spacciati………

I vostri figli vivranno in un mondo di veleni, perchè quel giorno eravate distratti…..
magari c’era la partita….




Orto

ll più grosso cambiamento che possiamo realizzare è passare dal consumo alla produzione, anche in una piccola scala, nel nostro orto.
Se lo facesse anche solo il 10% di noi, ce ne sarebbe per tutti.
Da quì la futilità dei rivoluzionari che non hanno un orto, che dipendono totalmente dal sistema che attaccano, e che producono parole e pallottole, invece di cibo e abitazioni.

Bill Mollison