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Orban

Orban ha cacciato Soros e il fondo monetario internazionale.
Ha restituito in anticipo l’ultima tranche di un prestito e ha specificato:”non ci serve nulla”, pretendendo la chiusura degli uffici di Fmi e Soros a Budapest.

Sotto il profilo della produzione, le costruzioni sono aumentate del 32%, l’industria del 3,9%, i servizi del 3,3% e l’agricoltura del 9,0%.
Sotto il profilo della spesa, i consumi delle famiglie sono aumentati del 4,1%.
Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 17%.
Le esportazioni sono cresciute dell’8,1% e le importazioni dell’11,3%,
Altra spinta alla crescita è venuta dai consumi, a loro volta sostenuti dall’aumento dei salari e dalla forte crescita del turismo. Accanto alla tradizionale industria automobilistica, il settore delle costruzioni e del turismo (fatturato +15,6%) sono stimati ad oggi i settori con più elevato livello di crescita per il 2018. Il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 4%, mentre quello di occupazione è cresciuto dell’1,6%

Non ha aderito all’Euro.

Ora ha portato il Pil a +6%, ha diminuito le bollette di acqua luce, e stabilito una flat tax del 9%.
Per tutti.

L’oligarchia finanziaria Europea che ha privato la Grecia dei diritti umani essenziali, che ci ha imposto l’Euro , l’austerità, e l’aumento del poveri del 130%, padrona di tutti i media, lo chiama fascista.

Punto.

Ci vogliono i morti

Ci vogliono sempre le vittime.
Ma devono essere tutte insieme.

Se sono un paio al giorno, anche se in un anno fa 700, non le sentiamo.
Come i suicidi per povertà o disoccupazione.
I morti inspiegabili in culla.
I morti per malasanità…

Ci vogliono i morti, e tanti, tutti insieme, per scoprire che un grande gruppo ci ha preso per un bancomat e succhia 1,1 milioni di euro per OGNI chilometro di autostrada.
785000 netti. all’anno. A chilometro !
Autostrada.
Paghiamo a loro l’affitto per una cosa nostra.
FATTA DA NOI. Con i nostri soldi.

Ma è la stessa cosa per tutte le altre imprese, aziende, ospedali, utenze, acque, gas , luce, tralicci, miniere, terreni, fondali, concessioni , spiagge, ecc.ecc.

Un problema grave è la disoccupazione, ma ancor più grave è l’occupazione che questi grandi gruppi hanno fatto delle Istituzione e dell’Italia tutta.

Ci vogliono i morti, se no pensiamo sempre alle cazzate.

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Ma perché i giornali non ci avevano detto nulla di Benetton ?

Perché i giornali sono i loro.

O degli amici loro. Che fanno le stesse cose.
Gli Agnelli, Berlusconi, Cairo, Lucchini, Gavio, Menarini, Caltagirone, ecc.ecc.

Una stampa libera, di proprietà COMUNE, cioè dove un azionista non può superare lo 0,5% delle quote, né fare finanziamenti di più di 500 euro, è l’unica barriera contro la truffa perenne che i grandi gruppi sempre perseguiranno contro il popolo.
Nulla potrà mai esser fatto senza una STAMPA libera e indipendente.

La colonna più importante di DEMOCRAZIA è una stampa libera.
Difficile, ma senza quella, il resto diventa finzione.

Dobbiamo STAMPARE il nostro denaro e
Dobbiamo stampare la verità.

Noi.

Il nostro bel paese che dobbiamo riprenderci.

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Quando gente con miliardi di euro parla con dei politici, vince lei e perdiamo noi.
E’ normale.
Troppo facile.
Quando hai miliardi di euro hai anche giornali, puoi finanziare campagne, pro o contro, puoi avvisare l’amico giudice, o farlo bloccare, puoi scatenare il fuoco, puoi tante cose.
Puoi mandare dieci milioni in nero sul conto del politico, cifrato, alle Cayman. Da li un poi, non gli chiedi più, ma gli dai ordini….perché hai le ricevute, le reversali….

E allora si spiegano i favori continui e ingenti fatti dai politici ai potenti. D’altronde il potere è anarchico per definizione.
Le regole e le leggi sono per noi.

La democrazia è una bellissima casa.
In stile Giapponese.
Ha fragili pareti di carta, leggere e trasparenti, delicate e sottili, ma sufficienti a garantire luce soffusa, isolamento dai venti e dal freddo, e dalla vista indiscreta.
Ma non sono adatte a difendere da un elefante o da un camion.

Le fragili e sottili regole della democrazia sono tali perchè devono garantire la libertà a tutti. Un potere forte e centrale , con pareti spesse a fortezza, abusererebbe di queste prerogative garantendo ordine, ma sopprimendo le libertà.

Purtroppo queste pareti sottili, queste regole molteplici e sottili non sono adatte a fermare un troppo ricco. Un grosso gruppo.
Un gruppo troppo ricco travolgerà queste pareti, questo insieme di sottili regole piegandole una ad una al suo potere, pagando i giudici, ricattando i politici, influenzando l’opinione pubblica con giornali comprati, con campagne, pagando “opinion maker”, attori , cantanti, visi noti.

L’esistenza insomma, di miliardari in euro , e la democrazia, non sono compatibili.

Il troppo ricco prenderà per se cose costruite coi soldi di tutti. Farà funzionare male le cose pubbliche pagando i giornalisti per dire “privatizziamo, privatizziamo, non se ne può più !!
Con questo sistema si son presi autostrade, i ponti, le banche, le fabbriche, le aziende di telecomunicazioni, le aziende del cibo, dell’estrazione, delle assicurazioni.
Erano tutte nostre. Si chiamava IRI.

Uno straniero arrivava a Genova con un aereo di Alitalia-. IRI , nostra.
atterrava in un aeroporto dell’IRI, nostra.
costruito col cemento dell’IRI, nostra.
cambiava i soldi in una banca dell’IRI, nostra,
telefonerà a casa che va tutto bene, usando ASST, o la Sip, dell’IRI, nostre.
affittava una bella Alfa Romeo, dell’IRI, nostra.
prendeva l’autostrada del sole, dell’IRI, nostra, e andava a visitare il paese più bello del mondo.

Il nostro.

Il nostro bel paese che dobbiamo riprenderci.

Filiera corta, vita lunga.

Un grande campo di ettari di pomodori, o di fragole, una grande estensione di UN SOLO tipo di ortaggi, o frutta.

Ci viene in mente lo sfruttamento, il caporalato, le grandi produzioni e i supermercati.

GIusto.

Ma sappiate che in natura grandi estensioni di una sola pianta, non esistono.
Se mettete insieme grandi quantità di una stessa pianta le radici affonderanno tutte alla stessa profondità, consumeranno tutte la stessa sostanza esaurendola rapidamente, attrarranno lo stesso predatore che farà un’ecatombe, le piante prenderanno una malattia in grado di attaccare tutte le altre, svilupperanno squilibri e patogeni in grado di distruggere tutta la popolazione vegetale presente.

In natura funziona in maniera molto diversa.

Si mischiano sempre specie e sottospecie diverse, di famiglie diverse. Le radici affondano diversamente, gli essudati e le micorrizie delle une, sono il cibo o l’enzima catalizzatore delle altre, consumano sostanze diverse, a volte lo scarto altrui, alcune sono produttrici di azoto, altre forti consumatrici, attraggono insetti antagonisti del predatore di quella a fianco, non prendono le stesse malattie, tengono il terreno in equlibrio: si aiutano, si fanno ombra, si scambiano una messaggistica molto ricca soprattutto sottoterra per via elettromagnetica a base fungina. I permacultori questo lo sanno bene e utilizzano infatti le consociazioni.

Piante diverse maturano però in tempi diversi, la raccolta di specie diverse mischiate a piante non commestibili, o a “semplici ” fiori, sarebbero un incubo per l’agricoltura industriale meccanizzata che deve portare centinaia di tonnellate di quell’ortaggio, tutte insieme, tutte uguali, raccogliendole tutte nello stesso momento, spendendo pochissimo….senza avere piante malate.

E allora ?

E allora si fa un uso intensivo di “trattamenti”.
Si usano quantità industriali di “fitosanitari”.

Grazioso eufemismo perché dire “si riempe di veleno prima il campo e poi gli ortaggi”, pareva brutto.

Però è proprio così.
Per pomodori e fragole, per esempio, si usa la Cloropicrina.
Che dopo, in aria, degrada nel Fosgene, un gas usato nella guerra chimica, proibito dalla convenzione di Ginevra, in quanto letale.
Si sparge una quantità incredibile di veleno sul terreno prima della semina. Così muore tutto. Patogeni, insetti, micorrizie, batteri amici, nemici, insetti, api,coccinelle, uccelli che se li mangiano, ecc.
Poi si semina, o si mettono a dimora le piantine, poi si sparge un’altra volta la Cloropicrina per evitare micosi, muffe, parassiti, ecc.

E noi ci mangiamo una bella coppa di fragole, tutte grosse, tutte rosse, tutte belle….tutte uguali….

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“Un domani i nostri nipoti guarderanno a questa era oscura, e si chiederanno come sia stato possibile che si ritenesse una buona idea cospargere di veleno la terra e il cibo”.

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Le cose stanno cambiando. Mercatini Bio, filiere corte, piccole produzioni e autoproduzioni e GAS, stanno crescendo ovunque.

In Italia, soprattutto al Centro e al Sud, c’è ancora la possibilità di avere contatti diretti con chi produce cibo buono.

Costa di più alla fonte, ma calcolando che si salta il passaggio commerciale, alla fine costa uguale, il sapore non è paragonabile,
salvate il pianeta, voi stessi, e i vostri figli.

Quando invece comprate alla grande distribuzione finanziate camorra, caporalato e l’avvelenamento vostro e del pianeta.

Agite di conseguenza.

Le chiacchiere, come sempre, stanno a zero.

Marchionne

Su Marchionne e stato detto tutto, o quasi.

Dell’uomo Machionne non ci interessa.
Non può interessarci, non ne sappiamo nulla, si può dire quasi non sia esistito.

Neanche per Marchionne stesso, che si è sempre e solo interessato del lavoro, e per nulla della sua esistenza, o della sua essenza, con esiti fatali.

100 sigarette al giorno e tre ore di sonno sono un suicidio dell’uomo sull’altare della sua efficienza.

Sul manager Marchionne è stato detto di tutto.

E non aggiungiamo nulla.

La ricchezza può esser ottenuta per generazione , o per estrazione.

Per generazione si intende l’adduzione di intelligenza ai processi, con l’invenzione, la modernizzazione o la riscoperta, con la qualità, con la collaborazione, con la creazione di nuovi manufatti o studi o scoperte o processi innovativi, col risparmio e con la bellezza. Con l’applicazione delle nuove tecnologie al riciclo, al benessere, all’utilizzo delle tonnellate di intelligenza che covano inesplorate e inespresse nelle mille pieghe della società e nell’intelligenza umana.

Per estrazione si intende invece prendere la ricchezza preesistente e appropriarsene. Significa predare. Si intende accumulare pagando meno gli altri, pagando meno tasse, prendendo più incentivi statali, azzerando i diritti altrui, cercando luoghi dove il lavoro costa sempre meno. Estraendo magari beni da sottoterra. Estraendo ricchezza da operai sempre più poveri. Estraendo il bene dalla società e prendendoselo per se.

Che strada avesse scelto Marchionne è facile intuirlo.

Veniva d’altronde dal mondo bancario che non producendo nulla, è estrattivo per definizione.

Si è fatto pagare dai contribuenti americani il risanamento Chrisler, da quelli italiani quello Fiat. Poi ha chiuso quasi tutto, ha disdettato i patti e se n’è andato.

Anche adesso la Maserati fa fare straordinari una settimana, vende la auto con forti margini, e poi fa una settimana di cassa a zero ore, pagata dall’INPS.

Il lavoro principale di Marchionne era pagare gli operai prima 60, poi 50, poi 45, poi, 30, poi 25, infine 20 dollari al giorno.

Se poteva fare 19 ci si ammazzava per farlo.

Facendo così faceva guadagnare ai sui padroni 3/4 miliardi l’anno.

La sua provvigione era di circa 160 mila euro al giorno.

Marchionne ha raggiunto un moltiplicatore di uno a sedicimila, rispetto a un operaio di Kraghjijevac, Serbia, dove si produce la 500L. Uno a sedicimila.
Una sua ora valeva 2 anni e mezzo di un operaio.

Una cosa ci ha insegnato Marchionne: che predare , predare, e accumulare, non serve a nulla.

Sei comunque la somma di ciò che hai dato. Ti porti davvero dietro solo ciò che ha donato.

Il manager Marchionne si è schierato contro i molti. in favore dei pochissimi ricchi suoi mandanti.

Si è schierato contro chiunque volesse una vita dignitosa e sulla sua strada non ha visto nè voluto vedere nulla.

Ha calpestato tutto, ha calpestato anche l’uomo Marchionne, uccidendolo.

Pace all’anima sua.

AiutiAmo l’Africa – un’idea.

Ho un’idea su come utilizzare gli immigrati che arrivano a migliaia, soprattutto gli africani.

Come premessa, vanno sottratti alle grinfie delle organizzazioni varie che danno loro 2 euro al giorno, intascandosi la differenza milionaria creando miserabili da un lato, criminali ricchissimi dall’altro. Questo è pacifico.
I delinquenti riconosciuti paghino e contribuiscano al bene comune: ai lavori forzati, insomma, insieme a giornalisti mendaci, politici corrotti, teppisti di varie fogge e fenotipi; pacifico anche questo.

Per la stragrande maggioranza di giovanotti di belle speranze, e fisici robusti, e tante donne africane, esseri per lo più meravigliosi, proporrei questa strada.

Li avvierei a una conoscenza diretta di quelle che sono le tecniche per l’avvio del nuovo paradigma: agricoltura sostenibile, gestione delle acque, delle fonti, dei pozzi, dei deserti, selezione agriculturale, costruzione di serre e barriere , innovazione tecnologica, permacultura, autoproduzione- da quella artigianale a quella ad alta tecnologia con stampanti 3D. Scuola, educazione, lingua e storia italiana, storia dell’arte, grafica, comunicazione.

Creiamo nuovi cittadini evoluti e pronti per esser più che utili al mondo che verrà. Che DEVE venire.

Daremmo un mare di lavoro a insegnanti di permacutura, esperti di energia, di fotovoltaico, di acqua, di un sacco di materie. Abbiamo una marea di tecnici a spasso, investiamo dove serve: sul futuro del pianeta.

Quando saranno pronti, esperti e consapevoli decideranno loro se tornare in Africa e aiutarla a risollevarsi, a passare direttamente al benessere sostenibile, al nuovo luminoso paradigma o applicare le loro competenze qui, nella loro nuova patria.
Il mondo avrà bisogno di loro sia la che qua: avranno l’imbarazzo della scelta.

Una delle idee più malsane del capitalismo è vedere le persone come costi, come problemi.

Le persone non sono un costo, sono capolavori unici e irripetibili di consapevolezza e in senso comunitario possono essere, SONO, delle risorse eccezionali.
L’Europa colmerebbe così, tra l’altro, l’enorme, spaventoso debito contratto con l’Africa, da sempre bistrattata, schiavizzata, uccisa , depredata, ferita.

Compito della politica, e di ogni persona di buona volontà, è fare si che si verifichino le condizioni affinché ciò sia possibile, sia realizzabile, duraturo e splendente.

Trump & Salvini

Fatti i doverosi distinguo, di nazione, di cultura, di estrazione sociale ed economica, di ambiente, di lingua, e soprattutto di scala di grandezza , di nostra percezione e carenza informativa, c’è un clamoroso parallelo di personalità sul piano politico globale.

Tra Trump e Salvini.

Chiunque si interessi di politica o del sociale da tempo, non può non provare un moto di disgusto al pensare all’uno , o all’altro.
Così distanti entrambi dall’ideale di intellettuale, motivato socialmente, conscio, parco, fermo , onesto e consapevole, determinato e lucido che tutti vorremmo a capo di un governo per opporsi ai delinquenti di tutte le fogge.
Questo personaggio non c’è. E se c’era non arrivava neanche vicino alla stanza dei bottoni, o dei finti bottoni.
C’era, ma è saltato l’aereo.
C’era, ma è finito nel cofano di una R4.

Chiunque si interessi di politica da un pò non può non aver notato le incongruenze sia di Salvini che di Trump. L’uno alleato coi peggiori, e motore delle peggiori spinte classiste, antimeridionaliste, separatiste, l’altro comunque espressione di quel capitalismo yankee feroce e spregevole.

Ora sono al potere entrambi, fatti i dovuti distinguo.

Uno, Trump, con una operazione fantastica, ha battuto il gotha della politica imperiale Usa.
Quell’intreccio potentissimo tra finanza, militari, servizi segreti e media, il famoso deep state americano, vero dominus dell’impero che di solito i presidenti li sceglie, e se non rigano dritto, li elimina.
Loro, increduli, ora attaccano con ferocia con l’unica arma rimasta loro: i media. Ma Trump si è circondato di consiglieri espertissimi, e soprattutto ha come guardia del corpo il Pentagono, suo mentore forse fin dall’inizio, e li sta battendo.

Quello che accade al centro dell’Impero, succede anche fuori. Ed ecco allora che lo sfacciato Mattarella, reidratato dai vasi canopi in cui era stato riposto, si oppone al volere popolare con soluzioni imposte dall’altro: un governo tecnico in salsa ellenica con Cottarelli, poi però riceve di colpo ordini da ancora più in altro, e risparisce nel sarcofago. Cottarelli evapora.
La Merkel che non ricevette Gentiloni, straccia la bozza fatta con Macron, pur di avere Conte al summit.
Di colpo contiamo, eccome.
Siamo di nuovo un ago della bilancia sullo scacchiere mondiale , e tutti ci vogliono, tranne Macron, che l’ago voleva esserlo lui.

Anche da noi, tutti i media , vanno come per conto loro. Cantanti, nani e ballerine, scrittori di camorra e rapper, tutti i coscritti del mondialismo sorosiano battono inferociti sullo stesso tasto accusando il governo di ogni cosa, che l’abbia fatta o meno.
Che l’abbia fatta lui o meno.
Che sia vero o meno.
Come per Trump, così per Salvini.
Se Salvini starnutisce, esplode il comitato italiano raffreddori.
Se Salvini blocca una nave, diventano tutti accoglienti lo stesso minuto: sindaci italiani, premier stranieri, il papa, navi pirata, la federazione galattica. Salvo cacciar via tutti il giorno dopo a rotative spente….
Idem per Trump al muro col Messico. Costruita da Clinton, rafforzato da Bush e Obama, la legge che separa genitori e figli al confine, viene fatta passare come idea sua.

Salvini insomma, è al potere insieme a M5s in Italia, perché l’ha imposto Trump in funzione anti tedesca, e ora la Germania, stretta tra scandali al gasolio, voragini bancarie e daziamari, trema perché ha puntato tutto sulla globalizzazione che Trump invece vuole eliminare. Macron da di matto perchè voleva esser lui il pupillo di Trump, ma venendo da Rothschild è tra due fuochi, e anche la Francia senza le rimesse in CFA delle ex colonie, prenderebbe fuoco dalle banlieu all’Isle de France.

Trump ha capito che gli Usa devono arretrare.
Gli Usa spendono due miliardi al giorno in armi, hanno novecento basi in giro per il mondo. Devono mantenere l’impero in armi, di gran lunga più costoso della storia , ma non ce la fanno più. Da un lato hanno contro la Cina, molto più forte industrialmente, dall’altro la Russia, un serbatoio di materie prime quasi infinito e soprattutto, in grado di azzerare la flotta americana in 20 minuti: i nuovo missili russi, di gran lunga superiori a quelli americani, volano a 20.000 km/ora, rasoterra, non li ferma nulla di conosciuto, e due di quelli, per un costo di 600.000 dollari, colano a picco una portaerei della classe Kennedy da 12,8 miliardi dollari.

L’America in questo dissennato sforzo espansivo, è rimasta senza fiato: Ha 43 milioni di poveri, 2,3 milioni di persone in galera, la cintura della ruggine di fabbriche chiuse da Detroit a Cleveland e Mildwakee. La cotton belt di agricoltori indebitati. Una middle class che con le unghie tenta di non diventare Low.
E concorrenti sul pianeta che vanno a doppia velocità rispetto a lei. E’ così da parecchio ma prima gli Usa colmavano questo divario con l’esercito. O ti prendevi i dollari o ti prendevi i dollari. Se no finivi nella lista dei “paesi canaglia” e con le buone o con le cattive, ti prendevi i dollari.
Ora non più. Russia, Cina, India, Indonesia Sudafrica prendono euro contro petrolio, o Remimbi (Yuan)..
Il dollaro sta finendo e per vivere bisogna produrre.
Trump l’ha capito e riporta a casa fabbriche, lavoro, soldi e competenze. Mette dazi dove vuole e chiunque aveva puntato tutto sull’esportazione , come la Germania, che con 317 mld dollari aveva superato addirittura la Cina, ora è nei guai. Guai seri e almeno l’Italia se la vuol tenere , ma è tardi.

Sia Trump che Salvini parlano come burini, rozzi a volte ma chiari.

La gente s’è rotta i coglioni, ma se li è rotti in una maniera fantastica, del politicamente corretto.
Si è rotta da morire di chi si mostra sdegnato dai toni.

Alla gente non gliene frega un cazzo dei toni, anzi, plaude a chi usa gli stessi toni che userebbe lei.
Senza infingimenti.
Giusto o sbagliato che sia la gente plaude a chi parla come parlerebbe lei.

Si concentra sui toni, sui modi rozzi, sulle ipotesi di “fascismo” chi ha il conto a posto, i pagamenti fatti, e le bollette pagate.
Le vacanze pronte….. Linosa o Filicudi ?

Chi è in rosso, chi è incazzato, chi davvero non sa cosa accadrà a lui e ai suoi figli, e aspetta una pensione che gli permetterà un cartone alla stazione Tiburtina, dei toni se ne fotte. Vuole che un politico mantenga quello che diceva in campagna elettorale.
Col martello. A mazzate.
Niente toni morbidi o “adesso vedremo…”.
Tant’è.

Sia Trump che Salvini incarnano in loro stessi questo approccio rozzo, vogliamo dire populista ? E diciamolo.

Ma, sorpresa sorpresa, si circondano dei migliori.
Consulenti cazzutissimi e raffinati.

O vogliamo paragonare Bagnai, Borghi e Barra Caracciolo a Calenda, Boschi o Razzi ?

O a Sibilia, Ruocco o Taverna ….?

Non ce n’è per nessuno,

La storia è questa.

E’ una fase estremamente interessante in cui si sono riassestati equilibri che sembravano inamovibili.
Gli antichi oligarchi sembrano in forte difficoltà.

Alla vecchia nomenclatura sono rimasti i Media.
Tutti i giornali, tutte le Tv, tutte le agenzie di stampa.

Questo provoca una dicotomia delirante tra realtà fattuale, e realtà descritta dai media, che con la prima non ha relazioni, se non dopo una inversione di polarità totale.

Viviamo in uno specchio ologrammatico che tutto distorce.

Ma la realtà traspare, a chi la sa vedere, a chi studia un pò, a chi ha pazienza e soprattutto a chi non si fa perculare da antichi schematismi, destra sinistra, fascisti comunisti, accoglienza coi porti degli altri, ong criminali, navi pirata e nuovi penefattori.

Difficile amare Trump o Salvini.
Difficilissmo.

Per fortuna non ci è richiesto.

E’ difficile anche amare un martello, o una mazzetta.

Ma certe volte serve quello.

Se devi buttare giù una incrostazione di decenni, serve quello.

E poi ? E poi ci saranno gli altri.
La retrovia che già si intravede.

E noi. Che non dobbiamo mollare mai
Nella nostra azione quotidiana per il bene comune.

Che è il nostro.

ONG

"Sfruttare per bene gli italiani è diventato impossibile.
Un impazzimento.
Vogliono uno stipendio decente, le ferie, la domenica libera, addirittura la sera libera.
Per lavorare la notte , o la domenica vorrebbero ancora più soldi.
Vogliono poter mantenere i figli, farli crescer bene.
Neanche basta loro una minestra a casa, vogliono andare ogni tanto a mangiar fuori, magari una pizza.

Non se ne può più. 

Facciamo venire chi non romperà tanto i coglioni. 

ONG."
Sfruttare per bene gli italiani è diventato impossibile.
Un impazzimento.
Vogliono uno stipendio decente, le ferie, la domenica libera, addirittura la sera libera.
Per lavorare la notte , o la domenica vorrebbero ancora più soldi.
Vogliono poter mantenere i figli, farli crescer bene.
Neanche basta loro una minestra a casa, vogliono andare ogni tanto a mangiar fuori, magari una pizza.

Non se ne può più.

Facciamo venire chi non romperà tanto i coglioni.

ONG.

La fase si prospetta estremamente interessante.

La fase si prospetta estremamente interessante.

Chi non ha capito che la UE è una gabbia di contenzione, fatta per stritolarci, è scemo. I dati sono troppi. Studiasse un po’, non so più come spiegarlo.
Sulla strada dello strapotere delle multinazionali, di qualunque ramo, ci sono rimaste solo le nazioni e la famiglia, ultimi porti franchi della gratuità.
Loro vogliono che paghiamo tutto; “gratis” per loro è bestemmia. Arrivano a dire che i vecchi vivono troppo, che “costano” troppo”, che la sanità è un lusso…

Le nazioni sono sotto attacco pesantissimo.
Con eserciti, droni e finti terroristi quando i beni da depredare sono fossili e quindi asportabili; con moneta eteroprodotta quando i beni valgono solo in loco, e quindi non si può bombardare: Ti do dei foglietti con su scritti dei numeri, in cambio quello che è lì, diventa mio, come qui in Italia.

—- Bisogna riprenderci la nostra sovranità —

Poi ricominceremo, magari all’italiana, con qualche ruberia, molti furbi, molti gran lavoratori, troppi preti e troppi furbi magari.. e vabbè.
Come era prima, magari meglio, perché si può. Eccome.

Tecnicamente però una guerra non si vince con i proclami.
Anzi. Strategia esige silenzio.
Sicuro è che la partita contro l’oligarchia è pesantissima.
Hanno tutte le armi: sia mediatiche, che militari, informatiche, sociali, economiche, criminali, giudiziarie, per intimidire, blandire, corrompere, ingannare infine, eliminare, se nel caso.

Mattei, Moro, Falcone, Chinnici, Borsellino, Impastato, Fava, ecc. non sono morti di malattia, né suicidi.

Nessuno può farcela se non lo aiutiamo, se ognuno di noi, nel suo piccolo, non fa la parte sua.
Chiunque si esponesse solitario, in prima persona, verrebbe ricattato, con le foto dei figli sulla scrivania, con un finto scandalo a luci rosse o verdi… con uno strano incidente in discesa….è matematico.

E anche se un movimento si ponesse frontalmente all’oligarchia dicendo : “domani esco dall’euro, dalla UE, dalla Nato …” dove sono i cinquanta tecnici informatici, i duecento tecnici bancari, le tipografie, i duemila addetti alla sicurezza per garantire di non saltare in aria in una settimana ?
Dov’è il piano informatico, finanziario, economico, militare di sicurezza interna, per garantire tutto ciò ?
chi sono i capi di queste sezioni ? vagliati, nominati e garantiti da chi ?
La Pdue, che dominava ogni settore della vita istituzionale negli anni 80, che fine ha fatto ? e’ sparita ?
la Cia, starebbe buona ? quante bombe farebbero esplodere ?

L’oligarchia mondiale del cibo e dell’energia, cosa farebbe ? ci bloccherebbe i porti ? come manderemmo avanti la baracca ?
Siamo resilienti a sufficienza, alimentarmente e energeticamente ?
La risposta purtroppo è no.

Vinceremo solo se saremo tanti e uniti.
E preparati.

Da qualche anno penso a come risolvere queste problematiche, adottando piccole soluzioni che sarebbero , badate bene, estremamente opportune anche in caso tutto andasse benissimo.
La resilienza è rendersi un po’ autonomi. Non dico di riempirsi la casa di scatolame e chiudersi in un bunker come fanno gli americani, al contrario, aprirsi, fare comunità, scambiarsi i semi della terra e della testa, cioè le idee.
Mantenere diversità.
Fare il pane e imparare a farsi i detersivi da soli. Senza inquinare e senza finanziare gli stessi che poi investono in carri armati….
Facendo il compost, e risparmiando energia e recuperando l’acqua piovana…
Opponendosi senza se e senza ma alle follie, alle illegittimità, a costo dell’arresto: Volete avere o no un domani qualcosa che meriti di esser narrato ai nipotini, ecchediamine ! La paura sicuramente aiuta nella conservazione dell’integrità del corpo fisico, il coraggio però assicura il mantenimento dell’integrità dell’anima.
E del futuro di chi verrà.
Sono veleni ? e allora niente pesticidi, niente vaccini, mandateli affanculo.

Bisogna fare comunità creando collettivi e idee. Prestando libri e spargendo informazioni. Facendo le piantine in serra e regalandole.
Regalando. Donando. Quel che si ha.

Il resto verrà da se.
Si può fare. Da domani.

Questa è una soluzione. Ma ce ne sono mille.

Io credo che lo dobbiamo.
A coloro che sono morti per la nostra libertà, a noi stessi, ai nostri figli e al paese più bello del mondo.

Il nostro.