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La fase si prospetta estremamente interessante.

La fase si prospetta estremamente interessante.

Chi non ha capito che la UE è una gabbia di contenzione, fatta per stritolarci, è scemo. I dati sono troppi. Studiasse un po’, non so più come spiegarlo.
Sulla strada dello strapotere delle multinazionali, di qualunque ramo, ci sono rimaste solo le nazioni e la famiglia, ultimi porti franchi della gratuità.
Loro vogliono che paghiamo tutto; “gratis” per loro è bestemmia. Arrivano a dire che i vecchi vivono troppo, che “costano” troppo”, che la sanità è un lusso…

Le nazioni sono sotto attacco pesantissimo.
Con eserciti, droni e finti terroristi quando i beni da depredare sono fossili e quindi asportabili; con moneta eteroprodotta quando i beni valgono solo in loco, e quindi non si può bombardare: Ti do dei foglietti con su scritti dei numeri, in cambio quello che è lì, diventa mio, come qui in Italia.

—- Bisogna riprenderci la nostra sovranità —

Poi ricominceremo, magari all’italiana, con qualche ruberia, molti furbi, molti gran lavoratori, troppi preti e troppi furbi magari.. e vabbè.
Come era prima, magari meglio, perché si può. Eccome.

Tecnicamente però una guerra non si vince con i proclami.
Anzi. Strategia esige silenzio.
Sicuro è che la partita contro l’oligarchia è pesantissima.
Hanno tutte le armi: sia mediatiche, che militari, informatiche, sociali, economiche, criminali, giudiziarie, per intimidire, blandire, corrompere, ingannare infine, eliminare, se nel caso.

Mattei, Moro, Falcone, Chinnici, Borsellino, Impastato, Fava, ecc. non sono morti di malattia, né suicidi.

Nessuno può farcela se non lo aiutiamo, se ognuno di noi, nel suo piccolo, non fa la parte sua.
Chiunque si esponesse solitario, in prima persona, verrebbe ricattato, con le foto dei figli sulla scrivania, con un finto scandalo a luci rosse o verdi… con uno strano incidente in discesa….è matematico.

E anche se un movimento si ponesse frontalmente all’oligarchia dicendo : “domani esco dall’euro, dalla UE, dalla Nato …” dove sono i cinquanta tecnici informatici, i duecento tecnici bancari, le tipografie, i duemila addetti alla sicurezza per garantire di non saltare in aria in una settimana ?
Dov’è il piano informatico, finanziario, economico, militare di sicurezza interna, per garantire tutto ciò ?
chi sono i capi di queste sezioni ? vagliati, nominati e garantiti da chi ?
La Pdue, che dominava ogni settore della vita istituzionale negli anni 80, che fine ha fatto ? e’ sparita ?
la Cia, starebbe buona ? quante bombe farebbero esplodere ?

L’oligarchia mondiale del cibo e dell’energia, cosa farebbe ? ci bloccherebbe i porti ? come manderemmo avanti la baracca ?
Siamo resilienti a sufficienza, alimentarmente e energeticamente ?
La risposta purtroppo è no.

Vinceremo solo se saremo tanti e uniti.
E preparati.

Da qualche anno penso a come risolvere queste problematiche, adottando piccole soluzioni che sarebbero , badate bene, estremamente opportune anche in caso tutto andasse benissimo.
La resilienza è rendersi un po’ autonomi. Non dico di riempirsi la casa di scatolame e chiudersi in un bunker come fanno gli americani, al contrario, aprirsi, fare comunità, scambiarsi i semi della terra e della testa, cioè le idee.
Mantenere diversità.
Fare il pane e imparare a farsi i detersivi da soli. Senza inquinare e senza finanziare gli stessi che poi investono in carri armati….
Facendo il compost, e risparmiando energia e recuperando l’acqua piovana…
Opponendosi senza se e senza ma alle follie, alle illegittimità, a costo dell’arresto: Volete avere o no un domani qualcosa che meriti di esser narrato ai nipotini, ecchediamine ! La paura sicuramente aiuta nella conservazione dell’integrità del corpo fisico, il coraggio però assicura il mantenimento dell’integrità dell’anima.
E del futuro di chi verrà.
Sono veleni ? e allora niente pesticidi, niente vaccini, mandateli affanculo.

Bisogna fare comunità creando collettivi e idee. Prestando libri e spargendo informazioni. Facendo le piantine in serra e regalandole.
Regalando. Donando. Quel che si ha.

Il resto verrà da se.
Si può fare. Da domani.

Questa è una soluzione. Ma ce ne sono mille.

Io credo che lo dobbiamo.
A coloro che sono morti per la nostra libertà, a noi stessi, ai nostri figli e al paese più bello del mondo.

Il nostro.

Scoop ! Il mio discorso a Cernobbio

MI chiedono:
Eh, ma se tu fossi Di Maio cosa faresti ?
——————————–
Vi ricordate il discorso di Di Maio a Cernobbio ?
Sembrava Colaninno.
Ecco. rileggetevelo.

Il mio discorso a Cernobbio invece sarebbe stato questo:

“Mi fa piacere essere qui oggi e avere l’opportunità di raccontare anche dinanzi a questa platea l’idea di Paese che abbiamo in cantiere, il programma e le idee che abbiamo in mente per l’Italia.

Nella vostra accezione di questi termini, SI, la visione che abbiamo del paese.
Populista ? Si, nel senso che abbiamo a cuore e difenderemo strenuamente gli interessi del popolo, a partire da chi è in difficoltà, chi è senza lavoro e senza soldi, chi fa fatica.

Estremista ? Si, anche questo termine si attaglia a quello che sarà il nostro atteggiamento: saremo estremamente determinati nell’impedire a pochi di arricchirsi ulteriormente a danno di molti, saremo estremamente fermi nel garantire a tutti accesso a Sanità, Libertà, Giustizia, Acqua, Energia. In questo saremo estremisti, si.

L’Italia è in Europa, certo, e ne è fiera. L’Europa, e il mediterraneo sono state la culla della civiltà e torneranno, nei nostri piani, ad esserlo. L’Europa dei popoli, della civiltà appunto, della musica, delle libertà, dell’evoluzione sociale, del benessere diffuso, della cultura, delle diversità.
L’europa comandata dalle banche è il contrario di tutto ciò.

E’ nemica dei popoli, del benessere diffuso, del “welfare”, della sanità gratuita, dell’acqua proprietà comune, delle sovranità Italiane: monetaria, alimentare, energetica, culturale.

Come tale è nemica nostra.

L’Italia è la preziosissima propaggine dell’Europa nel Mediterraneo, L’Italia sarà sempre Europa a tutti gli effetti. Con noi al potere non sarà più, mai più alleata del potere finanziario che ha dichiarato guerra ai popoli.
Noi siamo il popolo, i popoli, a quelli rispondiamo e risponderemo sempre, mai alle banche.

Questo vi sia chiaro, ora e per sempre.

Che Italia vogliamo ?

Lo schema base è abbastanza semplice. Le applicazioni e le implementazioni sono migliaia: in questa sede vi posso dare solo alcuni esempi ma dossier piuttosto corposi e dettagliati per argomento vi possono esser inviati a breve.

Vogliamo una Italia Sovrana.

Proprietaria, libera emettitrice e dominus della propria moneta, che emetterà per coprire tutte le sue esigenze.

Proprietaria della libera gestione del suo immenso capitale agrario. Vogliamo un’Italia autosufficiente in quantità per quanto riguarda tutte le sue esigenze alimentari, autonoma per quanto riguarda l’elevatissima e unica al mondo qualità delle sue produzioni alimentari. Ora importiamo veleno da tutto il mondo, farine tossiche e inquinate per esempio, e abbiamo ovunque campi incolti ?
Non deve accadere più.
L’Italia può cibarsi con una varietà e qualità che, lo sapete, non ha eguali al mondo, e lo farà.
Abbiamo le risorse, la terra, le capacità e la biodiversità per farlo egregiamente e lo faremo.

Sovrana e proprietaria delle proprie fonti energetiche.

Il sole ci invia ogni 88 minuti l’energia che ci basterebbe per un anno e noi accettiamo, anzi, finanziamo guerre lontane per far arrivare in Italia dei tubi che ci portino energia solare di milioni di anni fa, sotto forma di gas, magari estirpando ulivi secolari ?

Abbiamo altri piani.

Metteremo a norma tutto l’appennino, tutto antisismico e tutto fotovoltaico e tutto a risparmio energetico: il prossimo terremoto ci sarà qualche crepa, qualche spavento: nessuna tragedia e nessuna zona morta o evacuata come è accaduto al cuore dell’Italia un anno fa.

Ogni nuova costruzione, ma anche ogni paese, capannone, scuola, edificio pubblico sarà ad altissima efficienza energetica e col tetto fotovoltaico, il tutto finanziato dallo Stato con mutui allo zero e altre esenzioni se necessario. L’indotto che ne deriverà coinvolgerà tutti i settori. Vedo quì in platea il dott. Squinzi, creatore di Mapei. Osa immaginare, dottor Squinzi i benefici per la sua azienda nel caso si realizzasse questa enorme commessa: mettere a norma l’Italia ?

Vedo anche la signora Marcegaglia. – Buongiorno – Era sua un’idea di una grande fabbrica in Abruzzo, per la produzione su larga scala di panneli fotovoltaici Italiani. E’ nostra intenzione dichiarare l’energia un ” Bene strategico” e svincolato quindi dalle limitazioni imposte dalla Commissione Europea. Gli incentivi e i mutui a “tasso zero” per l’installazione dei pannelli FV su OGNI tetto, saranno validi solo se verranno usati pannelli Italiani. Vi immaginate il numero di occupati ? Ci vorrà una fabbrica e un istituto di ricerca per nuovi materiali in ogni regione.

Nell’ottica della dichiarazione dell’energia e delle comunicazioni come “beni strategici” si adirà al riacquisto di Terna, cioè la rete dei tralicci elettrici nazionale, e di Telecom. Che la rete elettrica e la rete comunicativa di una nazione siano proprietà di privati per di più stranieri, contrasta con l’idea che abbiamo di sovranità e di sicurezza.

C’è lavoro per tutti, per trent’anni, con un contemporaneo aumento del Pil del 4% l’anno, un abbassamento vigoroso della bolletta energetica e dell’importazione di cibo.

I settori che si rivolgeranno al benessere pubblico e all’innovazione tecnologica vedranno agevolazioni fiscali che potranno raggiungere il 100%.

Vuoi aprire una fabbrica di automobili o di autobus elettrici in Basilicata ?

Terreno gratis, niente Imu e niente tasse per 5 anni. Poi il 20% di tasse fisso per altri 10 anni.Il Capannone, tutto fotovoltaico e con miniturbine eoliche, te lo finanzia lo Stato con mutuo allo zero, in trent’anni.

Questo è solo un esempio, ma dal giorno dopo il nostro insediamento al governo, ci sarà un ufficio, con 20 persone, dedito solo all’ascolto e al successivo vaglio di proposte in tal senso. Un Ufficio aperto all’interno del Ministero dello Sviluppo Economico.

Leggo con piacere che ci sarebbero fermenti in merito a “investimenti stranieri”.

E’ una buona cosa, vuol dire che c’è fiducia nel sistema Italia” e nelle sue infinite risorse ma..
non ci servono: “Investimenti stranieri” vuol dire vendere. Vuol dire che altri producono qui, magari contando sul costo del lavoro abbassatosi fortemente per via della crisi e del dumping salariale ricattatorio derivante da trauma della domanda aggregata e dall’importazione di manodopera a basso costo.

No. Gli investimenti li faremo noi. Avremo tutta la moneta che serve, per ogni esigenza, e i lavoratori saranno pagati bene: noi siamo qui per loro, per il benessere della gente, non per la coerenza dei numeri o dei bilanci, e per l’eleganza degli algoritmi, o per la tranquillità dei ricchissimi: noi serviamo il popolo, non la moneta.

Riassumendo, vedo davanti a me una platea di imprenditori, di persone abbienti, alcune molto ricche, alcune sembrano felici, altre no.
Molte sembrano stressate e pensierose, preoccupate.

La nostra proposta è questa.

Vogliamo far diventare l’Italia un paese felice e prospero e faremo tutto ciò che serve a tal fine.

Felici e prosperi dovranno esserlo tutti, però.

Noi non vogliamo che rimanga indietro nessuno.

Siamo convinti che la felicità sia condivisione e che esser ricchi in ville blindate circondati da periferie miserabili, ospedali fatiscenti, giardini sporchi, scuole cadenti, non serva a nessuno, e non garantisca felicità e tranquillità neanche al signore arroccato dietro gli antifurto.

Voi siete imprenditori e se il vostro desiderio è fare affari, e guadagnare, all’interno di una società sempre più a benessere diffuso, se identificate il bene della vostra azienda col bene comune e viceversa, i nostri piani sono anche i vostri: avete tutto da guadagnare dall’avere aziende e imprese ben radicate in un paese, l’Italia, che vogliamo prospero. Facciamo si che l’Italia torni ad essere il paese che, giustamente, fu definito il paese bello tra i paesi belli. Vogliamo le stesse cose: creiamole.

Guadagnandoci ? Certo, Perché no ?

Se invece le vostre intenzioni sono speculative, e la vostra idea di “affare” è finalizzata alla spoliazione altrui, se volete diventar ricchissimi in un paese di miserabili, se questa è la vostra idea di “realizzazione del massimo profitto”, allora desistete, opponetevi a noi con tutte le forze, perché se andremo al governo,vi spazzeremo via.

Vi impediremo di aggredire i deboli, fosse l’ultima cosa che facciamo.

Noi siamo l’Umanità e non abbiamo altri fini che il benessere dell’Umanità.

Siamo convinti che questo sia il fine della nostra esistenza: perseguire il bene comune partendo dal più debole.

Fatelo anche Voi, e sarete felici.

Voi, e i vostri figli.

Grazie per l’attenzione.

Vi auguro salute e felicità, a voi e ai vostri cari.

Dazi amari ?

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Dazi amari ?

No.

Credo che i dazi siano una cosa buona.

Guardiamo l’Italia.
Le piccole, medie e grandi imprese italiane pagano un operaio 2700 euro al lordo e hanno 120 diversi tipi di adempimenti a cui ottemperare.
Di tutto. C’è una tassa per ogni bullone e un controllo ogni centimetro quadrato.

Sono state messe in concorrenza diretta con aziende cinesi e dell’estremo oriente ma non solo, sudamericane, turche, dove l’operaio costa 270 dollari mese e gli adempimenti sono tre, per un totale del 15% di tasse. Forse…
Abbiamo organizzato in pratica una corsa sui cento metri, uno vestito da palombaro con un sacco di cemento sule spalle, l’altro leggero come Mennea.

Le aziende Italiane, non credo ci sia molto da stupirsi, hanno perso, in gran parte.

La globalizzazione impostata così non poteva che tradire i suoi sbandierati scopi, cioè l’esportazione di democrazia, e favorire invece, anzi, imporre, l’importazione di misera nel goffo tentativo di adeguare i costi del lavoro Italiano a quello vietnamita et similia.

Siamo nel campo dell’ovvio.

C’è stato chi per anni ha inneggiato alla globalizzazione: è una opportunità. Ricordo Prodi, Romiti. Certo.

Se produci a Guanzou una scarpa da ginnastica a 1 dollaro, la porti alla tua società di Hong Kong che la esporta in Italia a 90, in italia la vendi a 120, lasciando tutto il reddito a Hong Kong dove hai pattuito il 5% di tasse, chiaro che questo giro per te è un’opportunità.
Fai lavorare a paga di schiavi, vendi a una tombola, e non ci paghi nulla di tasse.

In Italia nel frattempo gli operai, ma a catena anche tutti gli altri, vedono ridursi i propri introiti perché bisogna “competere” con mezzo mondo, esportare, attrarre investimenti, cioè accontentarsi delle briciole….

Con la globalizzazione, figlia del liberismo, in ogni nazione si è formata una piccola oligarchia di esportatori che ha interesse alla miseria del proprio popolo, affinché si accontenti di paghe da fame e di “flessibilità ” assoluta per poter esser competitivi, ed esportare, , e di importatori che fanno profitti sulla miseria di popolazioni lontane dei paesi fornitori di merci a bassissimo costo, da importare.
In mezzo il pianeta: distrutto.

Se voglio rispettare la COSTITUZIONE, che mi impone di dare lavoro, dignità, salute e sicurezza ai miei cittadini, non posso fare entrare i miei operai, italiani, in concorrenza con gli schiavi vietnamiti, o bengali, o i miei agricoltori con i tunisini o camerunensi, anche perché in quei luoghi vivi bene con 400 euro/ mese, qui un po’ meno….è una partita persa comunque.

Invece, cosa accade con i Dazi ?

Se ogni Stato mette Dazi su ciò che non conviene venga importato da altre nazioni, succede questo.

A quel punto quello che non riesco a esportare perché dazi esteri me lo rendono non conveniente, dovrò venderlo sul mio territorio. Quindi però la gente qui dovrà avere i soldi per comprarseli questi prodotti. Continuare ad abbassare i salari comincerà a NON essere conveniente per gli industriali, per i padroni che non devono più “battere” concorrenti esteri, ma devono vendere QUI. E per vendere QUI , in giro ci devono essere soldi.

Le barriere, secondo me, non devono esistere per le idee, per la tecnologia, per le informazioni, per chi VUOLE andare in giro, per i semi agricoli e metaforici, per i turisti, per i migranti climatici o diportivi.

Devono esistere invece, eccome, all’esportazione di miseria, all’importazione di miseria perchè questo la Globalizzazione, che in realtà è Glebalizzazione.

Hanno dileggiato per anni come cosa pessima, il PROTEZIONISMO, perchè in realtà proteggeva Noi, da LORO.

Fate caso al fatto che coloro che inneggiano alla caduta dei muri vivono in case con enormi muri di cinta.

In realtà la loro ricchezza è basata sulla penuria altrui.

Loro, in realtà, vogliono la libera circolazione della penuria.

Riassumendo:

Non prendo le arance dal Camerun privando il Camerun di vitamine e gli agricoltori siculi del lavoro. Mando in Camerun stampanti 3d per la costruzione in loco di macchine spremiagrumi utilizzando i tappi di bottiglia di plastica che stanno inquinando il paese.

Non prendo il petrolio dal Delta del Niger ammazzando tutti i pescatori con l’inquinamento e arricchendo solo l’Eni che nel frattempo è diventata Americana.

Mando in Nigeria tecnici esperti di ripulitura enzimatica dell’acqua tramite batteri idrocarburofagi e avendo a messo an orma qui l’appennino con tutti i tetti FV, non ho bisogno di petrolio alcuno.

Non salvo banche a 20 mld per volta, ma quei soldi li metto in 1000 bandi di ricerca su progetti di : ripulitura di zone inquinate tramite piante adatte, enzimi evoluti e batteri. Tamburi, Valle del Sacco, Casal Monferrato, Colleferro, Augusta, Brescia, ecc.ecc.

Metto Dazi del 500% sull’importazione di cibo da zone che usano il Glifosato, altro che il Ceta. Ho cinque amici col tumore, è un’ecatombe. Basta così. Il grano italiano a quel punto torna conveniente e ci facciamo pasta e pane da noi.

Propongo capitali a fondo perduto e mutui allo zero a qualunque azienda che fabbrichi armi, per la riconversione, con sgravio fiscale totale per dieci anni, a produzioni finalizzate al bene comune. Meccanica fine, mobilità evoluta, robotica, ecc.

Potrei continuare due giorni. Ci siamo capiti.

Bisogna mettere muri eccome.

Alle guerre, alle armi, alla miseria, ai veleni.

Ai burattinai che con i lunghi fili della globalizzazione ci tiran come burattini facendo venire quello che ci serve da lontano, schiavizzando la, avvelenando qui, e viceversa.

Io lo farei.
Lo farei subito.

Questo è il mio programma.

Avrei finito di vivere probabilmente, ma, come sapete, non c’è problema.

Consapevolezza

La consapevolezza diffusa non si impone, non si insegna, forse, al massimo, si instilla.

Il risultato di una azione di un gruppo è comunque, al di la e al di sopra di ogni tecnicalità, di ogni regolamento, di ogni programma e presupposto, frutto della consapevolezza dei suoi aderenti.

Un movimento, un’onda di pensiero, un partito, una associazione, che non abbia come fine primo, primario e finale, l’aumento della consapevolezza diffusa, è inutile.

Dannoso.
Fuorviante.

La capacità di interdizione, annullamento, inquinamento dei buoni propositi iniziali da parte della mediocrità dei suoi partecipanti è letale.

Non esiste programma, regolamento, promemoria, statuto, capo, duce, proboviro, consulta, organigramma, direttivo, commissario, struttura in grado di mitigare gli effetti letali della mediocrità diffusa, dell’ignoranza diffusa, del cinismo, dell’ipocrisia.
Noi tutti ci aspettiamo un poderoso adeguamento della società, degli altri in pratica, a ciò che vorremmo.

Ma…noi, siamo come vorremmo ?

No.

Punto.

Isis

Ma…
Davvero credete che esista un esercito, nel deserto, nato dal nulla, con rifornimenti di armi e logistica in grado di sostentare 50.000 uomini nel nulla, capace di sfidare Usa, Russia, Siria, e tutti ?
Che si proclama Califfato, minaccia Roma, nasce in Iraq, scavalca sei stati, rinasce in Libia,attacca solo paesi arabi, ignora Israele, minaccia l’Egitto, nel frattempo fa attentati in Europa, cura cellule dormienti in giro per il mondo, produce nel deserto video professionali, manda 80mila tweet al giorno e proclami via Web da località segrete ?
e che la Cia, Mi5, Mossad, Fbi e Interpol assistano atterriti ?

Sdraiatevi, rilassatevi, e parlatene
ma a uno bravo, molto bravo.

E’ tardi Soros

Qualche giorno fa George Soros aveva minacciato Google e Facebook.
“Hanno i giorni contati” ha detto.
Poco dopo scoppia lo scandalo su Facebook perché, si dice, abbia spifferato i dati sensibili di moltissimi americani sotto elezioni, magari favorendo Trump….

Che la forza vera , e il valore vero quindi di Facebook e di Google sia l’immensa e commerciabile massa di dati, e che sicuramente li vendano sopra o sotto banco, nessuno di noi ha mai avuto dubbi, quindi quest’accusa ci sembra risibile.
Sarebbe come accusare un giocatore in borsa di “fare gli affari suoi”.
Ma…
Cos’è successo ?
Ma come ? Due pilastri dell’élite globalizzatrice, due emanazioni ipertecnogiche e superstrutturate vengono minacciate da un membro d’eccezione di tale élite ?
Due giganti del big data che vengono attaccati da chi della gestione delle informazioni trae profitti immensi ?
Due mega sfruttatori vengono contrastati da un altro speculatore ?
Squalo contro squalo , ma su che basi ?
Qual è la linea di faglia ?
Cosa ci sfugge ?

Non lo so esattamente, ma ho un’ipotesi.

Secondo me l’oligarchia, il ristretto manipolo di iper ricchi che controlla tutto, o almeno ambisce al controllo totale, vedeva nei grandi social e nel grande motore di ricerca l’arma perfetta per raccogliere prima e vagliare poi , analizzare in seguito e usare come arma infine contro di noi, quella spaventosa massa di dati, preferenze, gusti, di ognuno di noi. Il nostro accurato profilo che misuri ogni lato debole, ogni inclinazione, per farci comprar quel che vogliono, si, ma anche per decodificare ogni propensione all’accettazione supina di tutto, o proporre invece alternative e quali, o ribellioni e perché, con chi, dove e quando….
L’arma perfetta.
Un sistema di spionaggio miliardi di volte più efficacie ed invasivo della somma di Stasi, Securitate e Kgb….
Questo tramite sistemi per nulla violenti in cui volontariamente ognuno di noi immette tutte le informazioni creando da un lato ricchezza, cioè contenuti gratis, dall’altro, appunto, exabytes di informazioni.

E allora ?
Cos’è successo, perché non gli piace più ?

Sono successe due cose, secondo me.

La prima.

Spesso accade che proprio la medicina, meglio dire il veleno che avevamo preparato per gli altri, ci cada inavvertitamente nel nostro bicchiere, o ci rimanga sulle mani, avvelenandoci.
Così come quando c’è un’alluvione la cosa che manca per prima, ironia della sorte, è l’acqua potabile, essendosi mischiate acque nere, acque grigie, carburanti, liquami e falde acquifere…così il potere nell’era dell’informazione diffusa ci stordisce non già negandoci l’informazione, cosa difficile stanti la moltitudine di canali attivi, ma annegandoci un una alluvione di informazioni, news, cazzate, bufale, pareri discordi e assurdi, battute, finte notizie, ossimori, dissonanze, miscelate senza nessun avviso di priorità o importanza.
Questa matrice è diventata anche quella dominante però il loro sistema di ricezione e raccolta.
Ora hanno una tale quantità di dati, disomogenei, mischiati, scategorizzati, non indicizzati secondo logiche risalibili.
Hanno talmente tante informazioni che è come non averne alcuna.
Insomma, si sono autoalluvionati.

La seconda.

Stanno lottando contro tutti gli abitanti del pianeta, e non solo, stanno attaccando anche il pianeta in quanto tale in pratica : mari, montagne, pianure, sottosuolo, animali, alberi, atmosfera, ionosfera…. ogni componente viene sacrificata all’accumulo estrattivo di ricchezza, invece che concentrare intelligenza sul produrre ricchezza, soprattutto pace , armonia e tempo libero.
Da un punto di vista puramente monetaristico-contabile, stanno vincendo.
Dieci anni fa il 2% degli abitanti del pianeta aveva il 50 della ricchezza totale.
Oggi l’1% ha la metà del totale.
60 persone hanno più dei 3,7 miliardi della metà povera.

L’oligarchia ha steso questa ragnatela intorno al mondo, il Web, prima con intenti militari, poi come sistema di comunicazione e controllo, ma questa ragnatela come quelle dei ragni, rivelatesi emostatiche e antibatteriche, ha mostrato caratteristiche assolutamente inaspettate.
Come possibilità e soprattutto come incidenza.
Internet è stata una rivoluzione totale, e non lo avevano previsto.
La rete appoggiata sul globo si è accesa di vita e ha permesso la connessione orizzontale , istantanea e potentissima di miliardi di individui, eclissando per alcuni aspetti e per alcune fasce di età, i media tradizionali.
In una visione olistica, se guardiamo all’umanità, o meglio ancora alla Terra, i dominatori del pianeta l’hanno dotata involontariamente di un vero sistema neurale.
Invece di distruggere la Terra l’hanno dotata di un mega sistema psichico integrato, che mette in comunicazione tutti gli individui come fossero sinapsi.
Uso “laterale” del web e internet delle cose prossima ventura, open source, freeware e l’antica, mai sopita saggezza e bontà dei milioni di persone di buona volontà sta creando quello endocrino.
Forse non erano e neanche sono dominatori predatori, avevano semplicemente lo scopo di far fare alla Terra questo salto quantico.

Alcuni oligarchi se ne sono accorti e tentano la marcia indietro.

E’ tardi Soros.

L’intelligenza collettiva ce l’avrebbe fatta lo stesso ma grazie dell’aiuto.
Ci avete dato una mano e la marcia del pianeta verso l’integrazione in un unico grande organismo come in realtà è sempre stato, è inarrestabile.

Come il tempo, come il sapere, come l’Amore.

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πολιτική

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La Politica.

E’ nata ad Atene, 500 anni prima di Cristo, per difendere i poveri, la gente normale, dai troppo ricchi.

Infatti una delle costanti dei sistemi fiscali, per esempio, è la progressività: cioè un insieme di aliquote crescenti al crescere dei guadagni. Ora diciamo dell’imponibile.

Non tanto affinché fosse proporzionato il contributo di ognuno alle spese comuni, come si potrebbe credere, ma proprio per impedire che alcuni potessero diventar troppo ricchi.
Gli antichi Greci erano convinti che se si fosse concretata, l’eccessiva ricchezza di alcuni avrebbe travolto l’esercizio stesso del convivere civile. La legge , la giustizia, l’equità non possono coesistere con eccessive disparità economiche.

Vediamo bene ancora quanto avessero ragione.

Ma vediamo anche un’altra cosa, terribile.

Vediamo che questa progressività fiscale, valida dai poveracci in su, rimane valida per poco in questa scala: quando ti avvicini all’alto della piramide scende vistosamente.
I ricchi non pagano tasse !
Quasi nulla.

Le tasse si pagano fino alla classe media, poi scattano tutta una serie di meccanismi, vietati ai più, che permettono ai ricchi per davvero, di scegliersi le aliquote in pratica.
Tra trust, fondazioni e paradisi fiscali, lasciano a noi il compito di pagar le tasse, loro fanno “ottimizzazione fiscale”: grazioso eufemismo per dire “tiè” col segno dell’ombrello.

A parte l’irritazione istintuale che ne può derivare, altre considerazioni ben più importanti si possono fare.

- Che la Politica ha fallito il suo compito equilibratore e DEVE tornare ad esercitarlo.
- Che la Politica è stata infiltrata dai poteri forti che ora la stradominano.
- Che abbattere la Politica come alcuni suggeriscono, ridurla, ridurre il potere dello Stato, non farebbe che cristallizzare questa situazione , aggravandola.
- Che indebolire la Politica, riducendone immunità, privilegi, e compensi, pur sembrando giusta, in realtà porrebbe i politici in posizione ancora più subalterna rispetto al privato, potente, ricco e molto più agile e libero: pensate agli studi di avvocati delle multinazionali che aggrediscono un politico privo di immunità….

Zoommando indietro, per vederla ancora da più lontano, facendo quella che può sembrare filosofia, ma è solo analisi attenta, si può notare che una funzione a retroazione negativa, come tutte quelle naturali, quella cioè in cui più sei ricco e più ti è difficile accumulare altro denaro, si è ribaltata in un a retroazione positiva: per i ricchi ora è normale vedere accrescere la propria ricchezza del 5-10% l’anno, i poveri vedono accrescere la loro povertà.
I processi a retroazione positiva non possono evidentemente trovare equilibrio, anzi, puntano sempre, in chimica, in biologia, in fisica e anche nelle umani questioni, alla deflagrazione: è matematico.
Solo dopo un “gran botto” il sistema si riassesta su nuovi equilibri, diversi dai precedenti….e spesso con attori diversi dai precedenti. Alcuni saranno scomparsi, altri rinvigoriti….

Pensateci su……

Non solo il rapporto tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri presenta queste caratteristiche, ma anche il rapporto tra noi e il pianeta, visto che ogni anno mediamente consumiamo un pianeta e mezzo e se tutti volessero vivere come noi europei, ce ne mangeremmo 3 di pianeti, se vivessimo come nordamericani, cinque.

Ma non li abbiamo.

Nella gestione della cosa comune questa ora è la cosa più importante da capire: la politica, come organizzazione di comunità, è nata per difenderci dai grandi predatori umani, dai grandi squali della finanza, della guerra, della prevaricazione di fronte ai quali, da soli, saremmo inermi.

Torniamo a fare comunità.

Dell’organizzazione delle comunità, chiamata Politica, è stato fatto abuso, ma quando c’è abuso di un diritto bisogna eliminare l’abuso, non il diritto.

Pensateci.

Potremmo…

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Potremmo, da domani…

dare mutui allo 0% a chi ha bisogno di una casa.
dare a tutti una carta prapagata da 600 unità, che ogni mese si ricarica fino a 600.
eliminare in tre anni la plastica usa e getta.
importare solo da paesi che facciano altrettanto.
stabilire consumo di suolo zero. Ovunque.
Tutti i capannoni devono essere eserciti e col tetto fotovoltaico
se no tornino prato. In tre anni.
Niente tasse sulla casa solo se è vicina al consumo energia zero.
Mutui allo 0% per renderla tale.

Tutta l’industria edile impegnata nelle ristrutturazioni, tranne quella “pesante” volta al ripristino della resilienza geologica del territorio.

Tutta l’industria meccanica ed elettrica volta a rendere l’Italia il primo paese a mobilità completamente elettrica, con ogni garage, ogni barriera, ogni superficie, ogni capannone, fotovoltaico.

Il telelavoro potrebbe far risparmiare traffico e fatica e parcheggi e stress a milioni di persone che spendono tre ore al giorno per spostarsi dal letto a un computer.

Si potrebbe tornare, in tre anni, a produrci tutto il cibo nei milioni di campi abbandonati, invece che importare veleno da tutto il mondo.

La rivoluzione è questa qui.

Non abbiamo ereditato il paese più bello del mondo dai nostri nonni.
L’abbiamo in prestito dai nostri nipoti.

Cosa ridaremo loro ?