Intravedere

Just another WordPress site

This content shows Simple View


Category Archives Economia tecnica

MPS

Sono spariti 17 miliardi.
Al Capone ci avrebbe messo tre millenni a rubare una cifra così.
Una cifra che… solo di interessi, al 5%, farebbe 2,3 milioni di euro. Al giorno.

E’ stata affossata la Banca più antica del mondo fondata quando Cristoforo Colombo era piccolo…e mancavano 20 anni alla scoperta dell’America.

Mps comprò una banca da 2 mld a 22 mld. Firmò la rinuncia a qualsiasi futura rivalsa

Il PD aveva 13 consiglieri su 16 a Rocca Salimbeni,sede della fondazione MPS, che comprava e tramite Opus Dei un piede dentro al Santander, che vendeva.

Banca Advisor – cioè la banca che fece da tramite, Banca Rotschild – proprietaria anche del Mossad.

David Rossi. neanche indagato disse, “domani dico quel che so”. Il giorno dopo volò dal terzo piano.

Napolitano da presidente del CSM, auspicò che l’affare fosse trattato con un rigoroso rispetto della privacy.

L’indagine è stata dichiarata “segreto di Stato”.

Fate voi.




Stipendi tutti uguali

Secondo me,
le pensioni dovrebbero essere tutte uguali.
Una volta arrivati a una certa età, dover lavorare ancora è immorale e fare differenze tra chi ha gli stessi bisogni anche.
A mio avviso. Questo lo penso da molto.
Ma ora ho un’altra idea.
– Anche i lavori dovrebbero avere tutti la stessa retribuzione.
Immagino la bordata di pensieri contrari, e le cento obiezioni possibili, alcune molto logiche.

Eh,,, chi ha studiato tanti anni ? Chi pilota un jet, il chirurgo, può guadagnare come un impiegato assonnato alla scrivania ?

Ma proviamo a riflettere.

Una delle cause dell’infelicità dilagante nel genere umano, e stranamente più pressanti presso i “benestanti” che presso i popoli poveri, è il fatto che pochi fanno quello che vogliono. La maggior parte delle persone, anche ricche, in realtà fanno cose di cui non gliene frega nulla: i loro sogni erano altri, ma se li sono addirittura scordati. I sogni però non si dimenticano di te, e stanno lì a consumarti. Ti rendono infelice, e gli infelici spargono infelicità.

Molti hanno scelto un lavoro perchè rendeva di più.
Fanno i dentisti, ma sognavano i delfini.
Altri stanno in ufficio: la sicurezza gli era parsa la cosa più importante, ora di sicuro c’è la loro infelicità.
Altri sono in carriera, e corrono come treni, e la loro frase più comune è “Eh, avessi il tempo”. Non hanno il tempo. Per correre, per passeggiare, per studiare, per cazzeggiare creativamente, per sognare, per andare sulle Ande o a Cala Monachile. Non hanno tempo per amare, non hanno nulla in pratica.
Che baratto hanno fatto ? Han dato tutto in cambio di nulla.

Invece..

Se i lavori avessero tutti la stessa retribuzione, ognuno farebbe quello che gli piace di più.
Vuoi dirigere una grande azienda ? Accomodati.
Vuoi fare il bidello ? Prego.
Vuoi dipingere ? Ecco.
Vuoi guidare un treno ? Evvai.
Non vuoi fare nulla. Bene.
Vuoi meditare ? Perfetto.

E i lavori brutti ? L’automazione può ormai supplire a ogni bisogno.

E chiaro che un chirurgo che trapiantasse cuori e salvasse persone godrebbe di stima soverchia, come il grande artista.
Il grande inventore riceverebbe applausi.
Ma la ricompensa sarebbe lo sguardo ammirato degli altri, non il denaro.
Il denaro serve per vivere, serve come scambio comodo al posto del baratto. E serve a tutti in ugual misura.

Il trasformare tutto in denaro, anche le remunerazioni emotive, la gratitudine, le emozioni, l’arte, ha fatto si che alla fine che, visto che tutto è monetizzabile, il denaro è tutto. Li ci siam fottuti.

Immagino un mondo dove le scelte fossero in base a COSA VOGLIO FARE, non in base a quanto devo o voglio guadagnare.
Tendo a credere che il livello di felicità diffusa crescerebbe molto.

Finchè saremo dediti alla competizione che il fattore monetario induce nei nostri comportamenti, la felicità ci sarà preclusa.

Tutti gli studi mostrano come siamo strutturati per collaborare. Tutta la biologia, particella con particella negli organismi, e individuo con individuo nelle società è basata su questo assunto.
Abbiamo adottato invece credenze che ci spingono a competere.

Questo ci impedisce di risuonare, e siamo l’uno contro l’altro.

E siam fottuti, perchè emotivamente, gli altri siamo noi.
Il denaro è il sottile veleno che dolce dolce ci proibisce i sogni, prendendone il posto.

Eliminiamolo.




Salva Italia

Se potessimo emettere moneta, potremmo dare a tutti, a TUTTI, appena nati, una carta che tutti mesi si carica fino a 500 euro. Indipendentemente da quanti ne sono rimasti dal mese prima.

Non li hai spesi ? Peggio per te.

Non puoi prenderci contanti, puoi solo spenderli.

Pagarci bollette, tasse, conti, qualsiasi cosa.

Una famiglia di 4 persone si trova 2000 euro al mese in più.
Un “single” 500.

Chi guadagna 1200, va a 1700.
Chi guadagna 20.000, va a 20.500.

Un pensionato va da 450 a 950.

Ecco il decreto Riparte Italia.

Liscio come l’olio.




Soldi falsi

Stampatevi bene in mente questi assunti.
Fatevi un tatuaggio, se avete memoria debole.

La moneta è una prerogativa dello Stato.
La moneta è solo pubblica.
La moneta emessa da privati è falsa.
Un privato che l’ha emessa , è un falsario.

Non ESISTE che un ente pubblico abbia debiti verso privati.
Tantomeno che debba pagarli.

Questo vale per lo stato italiano, per il comune di Roma, per il comune di zagarolo o di rocca cannuccia.

Chiunque ci parlerà di sacrifici o di tagli ai servizi per pagare debiti verso privati,sarà considerato quindi un Traditore e trattato come tale.

—————————————-————————–
Le basi teoriche e applicative degili assunti quì sopra riportati si possono trovare nella Costituzione, nelle leggi, nelle molte asserzioni, scritti, conferenze e video di mille economisti seri, di sette premi Nobel, nelle teorie MMT, di Warren Mosler, nelle leggi di natura, e persino nelle conferenze e scritti di un oscuro e giustamente non famoso personaggio come Francesco Neri.

E’ opportuno che non si ritorni più sull’argomento.

Per conoscenza:
Alessandro Di Battista Carla Ruocco Salvo Mandarà Dario Tamburrano Mario Michele Giarrusso Mario Podeschi




Potremmo

Potremmo, da domani…

dare mutui allo 0% a chi ha bisogno di una casa.
dare a tutti una carta prapagata da 600 unità, che ogni mese si ricarica fino a 600.
eliminare in tre anni la plastica usa e getta.
importare solo da paesi che facciano altrettanto.
stabilire consumo di suolo zero. Ovunque.
tutti i capannoni devono essere eserciti e col tetto fotovoltaico
se no tornino prato. In tre anni.
niente tasse sulla casa solo se è vicina al consumo energia zero.
mutui allo 0% per renderla tale.

Tutta l’industria edile impegnata nelle ristrutturazioni, tranne quella “pesante” volta al ripristino della resilienza geologica del territorio.

Tutta l’industria meccanica ed elettrica volta a rendere l’Italia il primo paese a mobilità completamente elettrica, con ogni garage, ogni barriera, ogni superficie, ogni capannone, fotovoltaico.

Il telelavoro potrebbe far risparmiare traffico e fatica e parcheggi e stress a milioni di persone che spendono tre ore al giorno per spostarsi dal letto a un computer.

Si potrebbe tornare, in tre anni, a produrci tutto il cibo nei milioni di campi abbandonati, invece che importare veleno da tutto il mondo.

La rivoluzione è questa quì.

Non abbiamo ereditato il paese più bello del mondo dai nostri nonni.
L’abbiamo in prestito dai nostri nipoti.

Cosa ridaremo loro ?




Inflazione

Inflazione.
Una delle tante cose che ci hanno sempre raccontato all’incontrario, e ora facciamo fatica a capire cos’era davvero.
Scriverò ben più di cinque righe, pochi mi leggeranno. E faranno male.

Premessa.
Fin dal Vangelo il valore che si da all’uomo è inversamente a quello che nella vita possiamo destinare al denaro. E viceversa. I ricchi, la cruna, il cammello…
Per forza.
Troppe volte nella vita capita di scegliere tra l’amicizia, la parola data, l’onore stesso, l’autostima, la correttezza, e il denaro. L’accumulo di denaro è un valore antiumano di per se. Amare significa dare, l’amore per il denaro ci fa vedere gli altri come ostacoli tra noi e il possesso.
Come concorrenti sempre, come nemici, non c’è niente da fare.
L’han detto tutti i grandissimi.

Bene.

Negli ultimi anni il rendimeno degli investimenti speculativi ha reso circa il 7%.
Gli investimenti in fabbriche, lavoro, commerci, il 5%, e per di più con dei rischi
Ecco perchè la finanza si è spostata in massa verso le soluzioni totalmente finanziarizzate: soldi per fare soldi, non per fare cose.

E con i soldi fatti coi soldi fatti coi soldi, il potere.

Il lavoro è sparito.

E con esso il valore dell’uomo.

E’ ravvisabile quindi una possibilità di quantificazione dei parametri:

Più rende il denaro, meno vale l’uomo.
Banale nella sua meccanica, ma agghiacciante. E verificabile.

Che fare ?

Ne abbiamo parlato, con economisti anche di grido.

Ci vorrebbe il tasso negativo.
Una moneta con su scritto un “100″, che in sei mesi diventi “90″, o “95″, vedremo.
Lo scendere progressivo, prevedibile e previsto, graduale, del valore di una moneta nel tempo spinge ineluttabilmente verso due conseguenze: la gente non metterà via denaro, non lo accumulerà perchè in pratica è diventato un bene deteriorabile: lo spenderà, lo investirà, perchè costretta.
Come conseguenza il lavoro ci sarà, e sarà un’enormità.
Nessuno potrà accumulare così tanto denaro da poter infine condizionare e comandare i politici come accade ora.
Essendo negativo il tasso di rendimento della moneta sarà altissimo il valore dell’uomo, suo antagonista nella Macroscala valoriale umana.

Noi, questa moneta a tasso negativo, ce l’abbiamo avuta per trent’anni.

Trent’anni in cui tutti ci siamo comprati la casa, alcuni due.
Tutti ci siamo comprati la macchina, alcuni tre.
Un lavoratore poteva mantenere una famiglia con moglie e tre figli, e pagare anche il mutuo.
E andavamo anche al mare.

Questo tasso negativo si chiamava Inflazione.




Risposta da un NON tecnico a un Tecnico economista.

Rispondo a una nota giornalistica che considera “irrealistica e impercorribile l’ipotesi referendunm sull’ euro.

 

A parte che M5s credo non potesse fare altro.

Alcuni strillano : “uscire subito”.

Certo , lo so, era meglio uscire ieri.

Ma dimenticano che Renzi ha preso il 41%, non noi.

E noi, massimo, possiamo uscire dal Parlamento, non dal’Euro.

 

Premetto che l’ipotesi intermedia, cioò nazionalizzazione di MPS e richiesta di denaro a BCE allo 0,25% la propugnamo da molto perchè azzererebbe il “peso del debito” anche solo con una inflazione all’1%. E farebbe da ottimo salvagente, ammortizzatore nelle fasi intermedie, cioè sotto attacco a ancora in Euro.

 

MA veniamo al merito.


“Grillo, dal palco dal Circo Massimo, ha annunciato l’avvio della raccolta delle firme per proporre il referendum per l’uscita dall’euro.
Andrebbe ricordato che l’euro è quella moneta per la quale i padri fondatori, per tanta democrazia che hanno osservato, oltre ad avervi negato la possibilità di decidere se aderire o meno alla moneta comune, vi hanno precluso anche la possibilità di decidere (attraverso consultazione referendaria) come e quando poterne uscire.
Lasciamo perdere i tratti giuridici e costituzionali riguardanti la possibilità di poter sottoporre a referendum i trattati internazionali e quindi anche i trattati istitutivi la moneta unica, che è comunque preclusa.

 

Non è vero, non è preclusa. Anche tecnicamente sembranno esserci molte possibilità, anche con legge di iniziativa popolare . C’è da dire poi che se un trattato è incostituzionale è sempre “cassabile” e ancora c’è da dire, che, se lo vuole il popolo, SOVRANO, TUTTO è POSSIBILE.

 

Ma anche se non lo fosse nella forma, lo sarebbe nella sostanza. Perché, ammesso che sia possibile, per quando avranno raccolto le prime 10000 firme, i mercati avranno già messo sotto pressione l’Italia.
Questo perché, nessun investitore, fiutando il rischio della possibilità di abbandono della moneta unica da parte dell’Italia, sarebbe disposto a mantenere in essere gli investimenti in Italia, sapendo che, dovendo essere ridenominati nella nuova lira per via del risultato referendario (se favorevole), con ogni probabilità (sicuramente), riceverebbe in cambio il controvalore del proprio investimento in una moneta svalutata rispetto all’euro.    

 

 

Gli investitore sono contrari a questo, ovviamente per ragioni però completamente diverse. Sono i nostri nemici. A loro, quelli grossi intendo, non interessa affatto la solvibilità del paese Italia, e la derivante sicurezza del loro credito, a loro interessano i nostri beni, quindi è vero che ostacolerebbero questo processo con ogni mezzo,perchè fuori dall’Euro noi siamo fuori dalle loro grinfie,e ci attaccherebbero  sicuramente anche facendo leva sullo spread, ecc. ma per motivi opposti.  Non è assolutamente detto che la lira si svalutrerebbe rispetto all’euro. Ricordiamoci che senza l’Italia , con INdignados partito primo in Spagna e la Le Pen che se vince esce di corsa, l’Euro diventa la moneta di nessuno. Comunque la proposta agli investitori esteri è di scegliere se tenere la denominazione in Euro o in Lire.Con tasso fluttuante dal giorno dopo.   Poi parleremo anche di debito odioso.  Abbiamo pagato in 20 anni 3100 miliardi di interessi. IL 200% del capitale. Può bastare.  Ma questo è un secondo passo.

 

 

 

Quindi, perché rischiare, si diranno gli investitori? E con un semplice clic sul pc dall’altra parte del mondo, venderebbero tutto il debito pubblico italiano (e non solo debito pubblico) che hanno in portafogli e abbandonerebbero l’Italia. Tenuto conto che per fare un referendum consultivo (quello che ha in mente Grillo, immagino) occorre almeno un paio di annite diverse. , e tenuto anche conto che il debito italiano in mani estere è, ad occhio e croce, circa 700 mld, cosa succederebbe se gli investitori dovessero abbandonare l’Italia?
Succederebbe che l’Italia, che deve rinnovare ogni anno circa 400 miliardi di euro di titoli di stato, non avrebbe più investitori disposti ad acquistare titoli di stato; quindi, farebbe default nel giro di qualche mese, ad essere ottimisti.

 

 

Una banca nazionalizzata acquisterebbe il denaro allo 0,25% e con quello i titoli. Sono giochi. Ma hanno cominciato loro. Una volta ridenominato in lire, il debito diventa un problema di Mouse e di click.  La banca centrale italiana può stampare quel che vuole e ripagare chi vuole. SEMPRE.

 

Ma prima di questo, si verificherebbe un evento che, fin dalle battute iniziali, comprometterebbe la stabilità finanziaria dell’Italia. Si da il caso che le banche italiane abbiano in portafogli poco più di 400 mld di titoli di stato.

 

Le banche Italiane si ritroverebbero con il credito convertito in Lire. Sicure, MOLTO più sicure a quel punto di riavere il valore un giorno. Cosa che oggi è assolutamente impossibile. Noi 2100 miliardi di euro , con un debito che continua a crescere , e un un PIL in inesorabile calo, che l’Italia riesca a pagare il debito, è matematicamente IMPOSSIBILE

 


Le vendite del debito italiano da parte degli investitori esteri metterebbero sotto pressione tutto il mercato obbligazionario, e, segnatamente, anche i titoli di stato, che perderebbero di valore. Per cui, considerando anche le condizioni di estrema fragilità da parte del sistema bancario italiano, le banche italiane salterebbero in aria nel giro di un nano secondo, facendo evaporare anche i risparmi degli italiani.
Giova appena ricordare che la crisi dello spread del 2011, iniziò con la Deutsche Bank (Xetra: 514000 – notizie) che vendette appena una decina di miliardi di titoli di stato, a cui seguirono vendite più massicce da parte di altri investitori istituzionali esteri.
In questa ipotesi (cioè nel caso di referendum) i multipli sarebbero assai superiori, e per un lasso temporale molto lungo, visto che per preparare un referendum occorrono almeno un paio di anni. Durante il periodo di “gestazione” del referendum, il debito italiano sarebbe esposto a livelli crescenti di stress anche in ragione ai risultati dei sondaggi referendari. In questo lasso di tempo (assai lungo), l’Italia, essendo ancora nell’euro, non potrebbe neanche contare su una banca centrale nazionale che possa monetizzare il debito, sostituendosi agli investitori esteri.
Insomma, quella del referendum non è una via praticabile per poter uscire dall’euro. (trendonline)”

 

Alle banche italiane possono esser “girate” cartolarizzazioni su CCF a garanzia dei titoli. Che perdano di valore diventa rilevante solo ai fini degli stress test di Basilea tre.

Da un punto di vista del rischio, Ora non hanno valore, essendo inesigibili.  

 

Si continua a parlare di un cappio che, se tirato, ci strangola. Non capisce, lo scrivente, che con una nazione sovrana, chi tira il cappio si trova in mano una corda, collegata al collo di nessuno. 

 

LO scrivente cita Deutsche Bank.   Che è un fantasma.   Ha esposizione in derivati per 75.000 Miliardi di dollari, cinque volte il PIL americano.   Una volta e mezzo credo, il PIL mondiale. in pratica è una banca che non esiste più.     I Mercati, che lui cita, sono illegali, e hanno in mano denaro che non esiste, che non PUO’ esistere.  Hanno, si dice , 100 volte il PIL mondiale, cioè hanno cento Terre in mano. Ha senso ? 

E siccome loro si son fregati le tipografie del denaro, e ne hanno stampato una montagna alta 6 volte l’everest, noi dovremmo chiudere gli ospedali ?   Chiedo , esigo che la follìa di tali assiomi sia riconosciuta come tale. Tutto quì.   L’Unico valore di questo pianeta è la vita , per quanto ci concerne, e l’unico certificatore di ultima istanza, la nostra coscienza, al di là e al si sopra di ogni considerazione tecnico-mercatista.