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Il nostro bel paese che dobbiamo riprenderci.

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Quando gente con miliardi di euro parla con dei politici, vince lei e perdiamo noi.
E’ normale.
Troppo facile.
Quando hai miliardi di euro hai anche giornali, puoi finanziare campagne, pro o contro, puoi avvisare l’amico giudice, o farlo bloccare, puoi scatenare il fuoco, puoi tante cose.
Puoi mandare dieci milioni in nero sul conto del politico, cifrato, alle Cayman. Da li un poi, non gli chiedi più, ma gli dai ordini….perché hai le ricevute, le reversali….

E allora si spiegano i favori continui e ingenti fatti dai politici ai potenti. D’altronde il potere è anarchico per definizione.
Le regole e le leggi sono per noi.

La democrazia è una bellissima casa.
In stile Giapponese.
Ha fragili pareti di carta, leggere e trasparenti, delicate e sottili, ma sufficienti a garantire luce soffusa, isolamento dai venti e dal freddo, e dalla vista indiscreta.
Ma non sono adatte a difendere da un elefante o da un camion.

Le fragili e sottili regole della democrazia sono tali perchè devono garantire la libertà a tutti. Un potere forte e centrale , con pareti spesse a fortezza, abusererebbe di queste prerogative garantendo ordine, ma sopprimendo le libertà.

Purtroppo queste pareti sottili, queste regole molteplici e sottili non sono adatte a fermare un troppo ricco. Un grosso gruppo.
Un gruppo troppo ricco travolgerà queste pareti, questo insieme di sottili regole piegandole una ad una al suo potere, pagando i giudici, ricattando i politici, influenzando l’opinione pubblica con giornali comprati, con campagne, pagando “opinion maker”, attori , cantanti, visi noti.

L’esistenza insomma, di miliardari in euro , e la democrazia, non sono compatibili.

Il troppo ricco prenderà per se cose costruite coi soldi di tutti. Farà funzionare male le cose pubbliche pagando i giornalisti per dire “privatizziamo, privatizziamo, non se ne può più !!
Con questo sistema si son presi autostrade, i ponti, le banche, le fabbriche, le aziende di telecomunicazioni, le aziende del cibo, dell’estrazione, delle assicurazioni.
Erano tutte nostre. Si chiamava IRI.

Uno straniero arrivava a Genova con un aereo di Alitalia-. IRI , nostra.
atterrava in un aeroporto dell’IRI, nostra.
costruito col cemento dell’IRI, nostra.
cambiava i soldi in una banca dell’IRI, nostra,
telefonerà a casa che va tutto bene, usando ASST, o la Sip, dell’IRI, nostre.
affittava una bella Alfa Romeo, dell’IRI, nostra.
prendeva l’autostrada del sole, dell’IRI, nostra, e andava a visitare il paese più bello del mondo.

Il nostro.

Il nostro bel paese che dobbiamo riprenderci.

Filiera corta, vita lunga.

Un grande campo di ettari di pomodori, o di fragole, una grande estensione di UN SOLO tipo di ortaggi, o frutta.

Ci viene in mente lo sfruttamento, il caporalato, le grandi produzioni e i supermercati.

GIusto.

Ma sappiate che in natura grandi estensioni di una sola pianta, non esistono.
Se mettete insieme grandi quantità di una stessa pianta le radici affonderanno tutte alla stessa profondità, consumeranno tutte la stessa sostanza esaurendola rapidamente, attrarranno lo stesso predatore che farà un’ecatombe, le piante prenderanno una malattia in grado di attaccare tutte le altre, svilupperanno squilibri e patogeni in grado di distruggere tutta la popolazione vegetale presente.

In natura funziona in maniera molto diversa.

Si mischiano sempre specie e sottospecie diverse, di famiglie diverse. Le radici affondano diversamente, gli essudati e le micorrizie delle une, sono il cibo o l’enzima catalizzatore delle altre, consumano sostanze diverse, a volte lo scarto altrui, alcune sono produttrici di azoto, altre forti consumatrici, attraggono insetti antagonisti del predatore di quella a fianco, non prendono le stesse malattie, tengono il terreno in equlibrio: si aiutano, si fanno ombra, si scambiano una messaggistica molto ricca soprattutto sottoterra per via elettromagnetica a base fungina. I permacultori questo lo sanno bene e utilizzano infatti le consociazioni.

Piante diverse maturano però in tempi diversi, la raccolta di specie diverse mischiate a piante non commestibili, o a “semplici ” fiori, sarebbero un incubo per l’agricoltura industriale meccanizzata che deve portare centinaia di tonnellate di quell’ortaggio, tutte insieme, tutte uguali, raccogliendole tutte nello stesso momento, spendendo pochissimo….senza avere piante malate.

E allora ?

E allora si fa un uso intensivo di “trattamenti”.
Si usano quantità industriali di “fitosanitari”.

Grazioso eufemismo perché dire “si riempe di veleno prima il campo e poi gli ortaggi”, pareva brutto.

Però è proprio così.
Per pomodori e fragole, per esempio, si usa la Cloropicrina.
Che dopo, in aria, degrada nel Fosgene, un gas usato nella guerra chimica, proibito dalla convenzione di Ginevra, in quanto letale.
Si sparge una quantità incredibile di veleno sul terreno prima della semina. Così muore tutto. Patogeni, insetti, micorrizie, batteri amici, nemici, insetti, api,coccinelle, uccelli che se li mangiano, ecc.
Poi si semina, o si mettono a dimora le piantine, poi si sparge un’altra volta la Cloropicrina per evitare micosi, muffe, parassiti, ecc.

E noi ci mangiamo una bella coppa di fragole, tutte grosse, tutte rosse, tutte belle….tutte uguali….

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“Un domani i nostri nipoti guarderanno a questa era oscura, e si chiederanno come sia stato possibile che si ritenesse una buona idea cospargere di veleno la terra e il cibo”.

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Le cose stanno cambiando. Mercatini Bio, filiere corte, piccole produzioni e autoproduzioni e GAS, stanno crescendo ovunque.

In Italia, soprattutto al Centro e al Sud, c’è ancora la possibilità di avere contatti diretti con chi produce cibo buono.

Costa di più alla fonte, ma calcolando che si salta il passaggio commerciale, alla fine costa uguale, il sapore non è paragonabile,
salvate il pianeta, voi stessi, e i vostri figli.

Quando invece comprate alla grande distribuzione finanziate camorra, caporalato e l’avvelenamento vostro e del pianeta.

Agite di conseguenza.

Le chiacchiere, come sempre, stanno a zero.

AiutiAmo l’Africa – un’idea.

Ho un’idea su come utilizzare gli immigrati che arrivano a migliaia, soprattutto gli africani.

Come premessa, vanno sottratti alle grinfie delle organizzazioni varie che danno loro 2 euro al giorno, intascandosi la differenza milionaria creando miserabili da un lato, criminali ricchissimi dall’altro. Questo è pacifico.
I delinquenti riconosciuti paghino e contribuiscano al bene comune: ai lavori forzati, insomma, insieme a giornalisti mendaci, politici corrotti, teppisti di varie fogge e fenotipi; pacifico anche questo.

Per la stragrande maggioranza di giovanotti di belle speranze, e fisici robusti, e tante donne africane, esseri per lo più meravigliosi, proporrei questa strada.

Li avvierei a una conoscenza diretta di quelle che sono le tecniche per l’avvio del nuovo paradigma: agricoltura sostenibile, gestione delle acque, delle fonti, dei pozzi, dei deserti, selezione agriculturale, costruzione di serre e barriere , innovazione tecnologica, permacultura, autoproduzione- da quella artigianale a quella ad alta tecnologia con stampanti 3D. Scuola, educazione, lingua e storia italiana, storia dell’arte, grafica, comunicazione.

Creiamo nuovi cittadini evoluti e pronti per esser più che utili al mondo che verrà. Che DEVE venire.

Daremmo un mare di lavoro a insegnanti di permacutura, esperti di energia, di fotovoltaico, di acqua, di un sacco di materie. Abbiamo una marea di tecnici a spasso, investiamo dove serve: sul futuro del pianeta.

Quando saranno pronti, esperti e consapevoli decideranno loro se tornare in Africa e aiutarla a risollevarsi, a passare direttamente al benessere sostenibile, al nuovo luminoso paradigma o applicare le loro competenze qui, nella loro nuova patria.
Il mondo avrà bisogno di loro sia la che qua: avranno l’imbarazzo della scelta.

Una delle idee più malsane del capitalismo è vedere le persone come costi, come problemi.

Le persone non sono un costo, sono capolavori unici e irripetibili di consapevolezza e in senso comunitario possono essere, SONO, delle risorse eccezionali.
L’Europa colmerebbe così, tra l’altro, l’enorme, spaventoso debito contratto con l’Africa, da sempre bistrattata, schiavizzata, uccisa , depredata, ferita.

Compito della politica, e di ogni persona di buona volontà, è fare si che si verifichino le condizioni affinché ciò sia possibile, sia realizzabile, duraturo e splendente.

Africa

"Africa.</p><br /><br />
<p>Non si può pensare di risolvere i problemi dell'Africa, senza rivedere tutto il nostro paradigma, soprattutto energetico. </p><br /><br />
<p>Il pianeta sta finendo le sue risorse. </p><br /><br />
<p>Se tutti consumassero come gli Indio dell'Amazzonia, o i Bengali, il pianeta basterebbe per tutti, e avanzerebbe.<br /><br /><br />
Se tutti consumassero come gli Italiani, di pianeti se servirebbero 2.<br /><br /><br />
Come gli americani, 5.<br /><br /><br />
Come la Silicon Valley 7. </p><br /><br />
<p>Ma di pianeti ce n'è solo uno. </p><br /><br />
<p>Insieme al Borneo , a Sumatra, Al Mato Grosso, a Papua, e poc'altro, l'Africa è il serbatoio di quello che consumiamo in enorme quantità, per produrre roba che poco dopo non sappiamo dove buttare. </p><br /><br />
<p>Questo è. </p><br /><br />
<p>Il destino del continente Madre è l'emblema della nostra follia.<br /><br /><br />
Come il destino della Terra tutta.<br /><br /><br />
Come il destino del Mare. </p><br /><br />
<p>Come il nostro."
Africa.Non si può pensare di risolvere i problemi dell’Africa, senza rivedere tutto il nostro paradigma, soprattutto energetico.Il pianeta sta finendo le sue risorse.

Se tutti consumassero come gli Indio dell’Amazzonia, o i Bengali, il pianeta basterebbe per tutti, e avanzerebbe.
Se tutti consumassero come gli Italiani, di pianeti se servirebbero 2.
Come gli americani, 5.
Come la Silicon Valley 7.

Ma di pianeti ce n’è solo uno.

Insieme al Borneo , a Sumatra, Al Mato Grosso, a Papua, e poc’altro, l’Africa è il serbatoio di quello che consumiamo in enorme quantità, per produrre roba che poco dopo non sappiamo dove buttare.

Questo è.

Il destino del continente Madre è l’emblema della nostra follia.
Come il destino della Terra tutta.
Come il destino del Mare.

Come il nostro.

Estrarre

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.

Crisi sta cippa.

La tecnologia avanza, ogni processo diventa più semplice e più economico e più automatizzato ogni giorno.

Le università del pianeta sfornano ingegneri come biscotti.
Si memorizzano 65 exabytes, 65 miliardi di miliardi di bytes di dati ogni giorno, il sapere deborda, perché mai dovrebbe esserci la “crisi” ?

Infatti non c’è nessuna crisi.

I super ricchi del pianeta, sempre più ricchi, hanno visto che è sempre più difficile ESTRARRE ricchezza dal pianeta che in quanto alla possibilità di fornirne di nuova, ha già “scollinato”. ha già raggiunto e superato il picco.
Petrolio per l’energia e fosfato per l’agricoltura i due emblemi.
Sul pianeta, vigente questo paradigma, non ce n’è per tutti.

Allora hanno deciso di ESTRARRE ricchezza dagli altri umani.
Noi.

Ecco la crisi.

(Se volete approfondire, Ugo Mattei e Frtjof Capra: Ecologia del diritto. Noemi Klein – Shock Economy – )

Retroazione positiva

Faremo il botto.

In natura tutti i processi sono a retroazione negativa, cioè pongono in essere direttamente o indirettamente condizioni via via più difficili al loro incrementarsi.
Comprimere gas in un tubo richiede via via quantità maggiori di energia fino all’infinito, idem per le temperature da addurre a un corpo solito, idem per l’energia necessaria all’incremento di velocità fino alla velocità della luce.
I “buchi neri” sembrano non soggiacere a questa impostazione e all’aumento della massa , aumenta la loro capacità di attrazione e quindi attirano altra massa, ma ne sappiamo ancora poco, e comunque il fatto che i loro confini siano chiamati lugubramente “orizzonte degli eventi ” non depone a loro favore per la scelta della prossima meta per le vacanze…

La pulsione di ogni legge e di ogni comunità all’equilibrio vale anche per le organizzazioni animali: quando le densità crescono, o gli agglomerati o branchi aumentano di numero, sale il bisogno di cibo e le problematiche relazionali fino a un punto di bilanciamento che infine si impone.
I fattori a retroazione negativa servono e sono la base dell’equilibrio.
Le organizzazioni umane tendono per lo più alla stessa logica.
La stessa progressività fiscale, per esempio, ne è esempio lampante: mettere aliquote più alte di fronte a guadagni più grandi, non serve come potrebbe sembrare a far contribuire maggiormente alle spese pubbliche chi ha di più, ma a impedire che costoro diventino troppo ricchi, presupponendo che la ricchezza smodata di alcuni possa travolgere le regole stesse della democrazia. (Athene 470 a.c.).

Bene.

Orale cose si sono ribaltate.

Partendo dal basso, dai nullatenenti, le tasse crescono al salire del reddito ma fino a un certo punto, fino alla classe media o medio alta, poi spariscono:
I ricchi veri hanno trovato tutta una serie di sistemi per non pagare proprio nulla o quasi.
Amazon, Google, Apple, Carrefour, Ikea, BP, ‘nrangheta, Mafia e Cartelli vari, ecc.ecc. hanno centinaia di sedi in giro per il mondo, molte anche nei paradisi fiscali e in pratica decidono loro se e quanto e dove e a chi pagare le tasse.
Il grosso lo mettono via in conti offshore e poi diventano fondi di investimento.
Diventano “i mercati”.
Con miliardi in nero conquistano poi i favori della Politica facendosi fare leggi ad hoc, con le buone o con le cattive rendendo infine esponenziale il vantaggio che hanno su tutti i comuni mortali, concretando un micidiale effetto a retroazione positiva.
Gli stati depredati da un lato della possibilità di emettere moneta, dall’altro del grosso delle entrate fiscali, devono aumentare le aliquote a dismisura ai poveri sfigati che le pagano….costoro infine sono costretti a vendere a quelli che li hanno derubati.
Va avanti così da millenni, pressappoco, con meccanismi diversi, dalla spada allo spread.

Tutti i fattori però a retroazione positiva, cioè auto incrementali sono antitetici all’equilibrio, come ovvio.
Portano per certo a un riassestamento che a quel punto non può che esser esplosivo. Deflagrante. Fanno il botto insomma.

Dopo, torna l’equilibrio comunque, ma su nuove basi, con alcuni attori molto rinvigoriti, altri molto indeboliti.
Altri addirittura spariti. Estinti.
E’ inevitabile.

Altro esempio è la duplice tendenza dell’uomo a aumentare di numero esponenzialmente sul pianeta e ad aumentare l’incidenza di ogni singolo umano sul pianeta.
Sul pianeta potrebbero vivere 20 miliardi di umani attenti e tranquilli, per lo più vegetariani e morigerati. Ma anche solo 5 miliardi di carnivori incalliti, che vogliono la casa, il frigo, i viaggi, le vacanze e l’auto, corrispondono sul lungo termine a una guerra termonucleare.
Consumano tre pianeti ma ne abbiamo uno solo….

Credo insomma, sia il caso di rivedere alcune cose……

Essere coscienti di questo significa a questo punto creare la differenza tra esser la trama della Storia invece che i titoli di coda.

Homo economicus

"Homo economicus è orgoglioso della sua parte razionale.<br />
Irride chi parla di spirito.</p>
<p>Non dovrebbe, perché il dialogo interiore ha una banda passante di 40 byte secondo, nulla rispetto agli undici milioni di volte maggiore banda passante del sistema automatico che agisce senza che noi si sappia nulla (10.000 reazioni chimiche complesse e non lineari interlacciate al secondo) e ancor meno rispetto a quando, innamorati, o immersi e sintonizzati siamo fruitori liberi del sapere totale, con numero di operazione enorme ma sconosciuta, in tempo zero, quindi banda infinita.</p>
<p>Orgoglioso , dicevo, della parte sua razionale, che ritiene in grado di migliorare l'esistente, il mondo, la vita, la biochimica....applica i suoi sistemi di "ottimizzazione".<br />
Vuole il 100%.</p>
<p>Non sa , il poverino, che così facendo depaupera i sistemi adiacenti interlacciati.<br />
Non pensa di essere una parte del tutto alla cui armonia deve contribuire ma, chissà come, pensa che il tutto sia stato creato esattamente per lui, a sua completa disposizione, affinché lui lo spogli senza ritegno ad aeternum.</p>
<p>Abrade quindi gli ingranaggi di prossimità, fermando la macchina che dopo un po', stufa, si libera di lui.<br />
Pensa di ottimizzare, in realtà sta scrivendo l'epigrafe.</p>
<p>Della Storia pensa di esser la trama, mentre ne è solo i titoli di coda."

Homo economicus è orgoglioso della sua parte razionale.
Irride chi parla di spirito.

Non dovrebbe, perché il dialogo interiore ha una banda passante di 40 byte secondo, nulla rispetto agli undici milioni di volte maggiore banda passante del sistema automatico che agisce senza che noi si sappia nulla (10.000 reazioni chimiche complesse e non lineari interlacciate al secondo) e ancor meno rispetto a quando, innamorati, o immersi e sintonizzati siamo fruitori liberi del sapere totale, con numero di operazione enorme ma sconosciuta, in tempo zero, quindi banda infinita.

Orgoglioso , dicevo, della parte sua razionale, che ritiene in grado di migliorare l’esistente, il mondo, la vita, la biochimica….applica i suoi sistemi di “ottimizzazione”.
Vuole il 100%.

Non sa , il poverino, che così facendo depaupera i sistemi adiacenti interlacciati.
Non pensa di essere una parte del tutto alla cui armonia deve contribuire ma, chissà come, pensa che il tutto sia stato creato esattamente per lui, a sua completa disposizione, affinché lui lo spogli senza ritegno ad aeternum.

Abrade quindi gli ingranaggi di prossimità, fermando la macchina che dopo un po’, stufa, si libera di lui.
Pensa di ottimizzare, in realtà sta scrivendo l’epigrafe.

Della Storia pensa di esser la trama, mentre ne è solo i titoli di coda.

Poche cose ma belle

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
L’uomo dovrebbe dedicarsi solo all’eccellenza.
E’ figlio delle stelle.
Un pane eccellente, pomodori eccellenti, pasta eccellente, mobili eccellenti, case eccellenti, violini eccellenti, cuscini eccellenti, elettrodomestici eccellenti.
Perché no ?
Solo roba eccellente che duri tantissimo e non inquini.
Si lavora poco, si spreca pochissimo, non si fan guerre per materiali che butterai da li a poco facendo altre guerre per le discariche…. in realtà non abbiamo scelta.

E non abbiamo neanche bisogno di molto.
Poche cose, belle, e il tempo per godercele.

Le navi

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
In giro per il mondo ci sono circa 60.000 navi per il trasporto di container.Attualmente, proprio ora, ci sono 20 milioni di container che viaggiano sui mari.
Portano da un continente all’altro il 90% della merce che consumiamo. Tutto..
Petrolio, salmone, giacche, giocattoli, armi, droga, pinzellaccheri, acciaio, farine, scarti.Dovendo poi tornare in Asia vuoti fanno prezzi stracciati.
Le bottiglie d’acqua minerale che noi schiacciamo e altra plastica, riempiono container per il Vietnam dove diventano bottoni per una giacca fatta in Cina, e assemblata in Bangladesh. Questa giostra vede armatori di Tonga, Monrovia, Panama e addirittura Ulan Bator – chi non ha visitato i famosi porti e le spiagge mongole – e marinai filippini al 40%.

I costi di trasporto container sono talmente bassi che i pescatori scozzesi pescano i salmoni, li mandano a sfilettare in India, e poi ritornano in Scozia per confezione e vendita.

Venti di queste navi inquinano come TUTTE LE AUTO DEL MONDO.

Il fatto che non sono 20, ma 60.000.

SESSANTAMILA !

Il trasporto via mare delle Porta Container inquina quindi TREMILA volte la somma di tutte le auto del pianeta.

Domeniche a piedi ?
Auto col filtro ?
Andiamo in bici ?

Tutte minchiate.

Se non impareremo a produrci localmente le cose , cibo ed energia in primis, e continueremo nella demenziale pretesa di spostare miliardi di tonnellate di tutto dappertutto per RISPARMIARE, tra guerre per gli spazi, foreste cancellate, inquinamento conosciuto e celato, tra non molto non ci sarà nulla da rivendicare, nulla da proteggere, nulla da salvare.

Serve il cambio di paradigma.

E serve Ora.

Nirmala Toppo

"Nirmala Toppo.<br />
Una ragazzina di 14 anni, per salvare degli elefanti che avendo invaso un villaggio stavano per essere attaccati, si è avvicinata, ha cominciato a parlar loro piano piano. Loro l'hanno seguita per centinai di kilometri.<br />
Ora lo fa sempre. Ogni volta che elefanti entrano in contatto, in contrasto per la verità, con gli umani, arriva lei, parla piano e loro la seguono.<br />
E li riporta nella foresta."
Nirmala Toppo.
Una ragazzina di 14 anni, per salvare degli elefanti che avendo invaso un villaggio stavano per essere attaccati, si è avvicinata, ha cominciato a parlar loro piano piano. Loro l’hanno seguita per centinai di kilometri.
Ora lo fa sempre. Ogni volta che elefanti entrano in contatto, in contrasto per la verità, con gli umani, arriva lei, parla piano e loro la seguono.
E li riporta nella foresta.