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Cacao crudo

Il mio amico Daniele ha fatto un video durante il viaggio annuale in Perù, tra produttori di cacao crudo.
Daniele importa il Cacao crudo Criollo, e produce a Palestrina un cioccolato ineguagliabile.
Ineguagliabile.

Quando si unisccono amore per la Terra e per la gente, l’amore per il bello e per il buono e la sapienza per interessarsi dell’uno e dell’altra e il risultato è buonissimo.

Guardate e sentite questo video, FINO ALLA FINE.
Emozionante e bellissimo.

Bravo Daniele.

Bravo , bravo, bravo.

Sostenibilità

Lo Stato può decidere che pensioni abbiano tutti.
Tutti a mille euro ? click.
Tutti a 2233 euro ? click.

La sostenibilità c’entra come i cavoli a merenda.

Riempite un foglio excel, o una pagina a quadretti di numeri, e poi chiedetevi se sono “sostenibili”.

Di cose insostenibili è pieno il mondo.

Il nostro stile di vita che sparge veleni e plastica come se non ci fosse un domani, farà si che non ci sarà un domani, per esempio.

Il consumare risorse finite come fossero infinite, è insostenibile.

Tenere popoli nella miseria, e altri nella miseria conoscitiva, quello è insostenibile.

Spendere per ogni bambino che muore di fame, 60.000 dollari al giorno in armi, quando a lui basterebbero 60 centesimi per vivere, quello è insostenibile.

Fare guerre, per fare buchi profondi e poi tubi lunghi per sfruttare l’energia solare di 120 milioni di anni fa, quando il Sole ci manda OGGI, ogni 88 minuti, tutta l’energia che ci basta per un anno…quello è insostenibile.

Che due miliardi di persone abbiano problemi di obesità, e due miliardi abbiano problemi di fame, quello è insostenibile.

Che il clima ci stia prima dicendo , ora urlando, che si sta stancando di noi….quello è insostenibile.

Che molti di noi vivano come automi, senza gioia, senza uno scopo, senza un fine, aspettandola la fine, senza amore e senza motivo, quello è insostenibile.

Insomma, esistono tante cose insostenibili al mondo, e alcuni dichiarano insostenibile un conteggio, che essendo simbolico e totalmente virtuale, è una delle POCHISSIME COSE che non hanno rapporti con la sostenibilità.

Questo è insostenibile.

Una volta, in campagna, per la vendemmia, o per la trebbiatura, ci si riuniva tutti.

"Una volta, in campagna, per la vendemmia, o per la trebbiatura, ci si riuniva tutti.<br />
Vicini, paesani, amici, colleghi, e in dieci, venti o trenta, si faceva il lavoro, si festeggiava insieme, poi si disponeva un tavolo lungo come una tratta autostradale, pieno di tutto, e si mangiava e beveva festeggiando il raccolto e la fatica finita.</p>
<p>Se lo fai adesso, arrivano le camionette della finanza, degli ispettori del lavoro, addirittura alcuni sono stati filmati dagli elicotteri, MULTA di tremila euro cadauno....e denuncia penale...</p>
<p>Nulla a caso. </p>
<p>Tutto ciò che è gratuito, libero, associativo, comunitario significa LIBERTA', e deve essere abolito, secondo loro.<br />
Devi pagare tutto. </p>
<p>Ecco. </p>
<p>Queste sono le cose da eliminare subito. </p>
<p>Ci vediamo, lavoriamo, festeggiamo, ognuno ricambierà come sa e come può, e non ci rompete davvero i coglioni.</p>
<p>Non vi azzardate."

Una volta, in campagna, per la vendemmia, o per la trebbiatura, ci si riuniva tutti.
Vicini, paesani, amici, colleghi, e in dieci, venti o trenta, si faceva il lavoro, si festeggiava insieme, poi si disponeva un tavolo lungo come una tratta autostradale, pieno di tutto, e si mangiava e beveva festeggiando il raccolto e la fatica finita.

Se lo fai adesso, arrivano le camionette della finanza, degli ispettori del lavoro, addirittura alcuni sono stati filmati dagli elicotteri, MULTA di tremila euro cadauno….e denuncia penale…

Nulla a caso.

Tutto ciò che è gratuito, libero, associativo, comunitario significa LIBERTA’, e deve essere abolito, secondo loro.
Devi pagare tutto.

Ecco.

Queste sono le cose da eliminare subito.

Ci vediamo, lavoriamo, festeggiamo, ognuno ricambierà come sa e come può, e non ci rompete davvero i coglioni.

Non vi azzardate.

Gli alberi

"I Biologi dicono che gli alberi sono esseri sociali.<br />
Sanno contare, imparare e ricordare.</p>
<p>Si prendono cura dei membri ammalati, si avvisano l'un l'altro dei pericoli mandando segnali elettrici tramite una rete fungina e, per ragioni sconosciute, tengono in vita per secoli antichi ceppi, come compagni di lunga data, mandando loro soluzioni zuccherine tramite le radici."

I Biologi dicono che gli alberi sono esseri sociali.
Sanno contare, imparare e ricordare.

Si prendono cura dei membri ammalati, si avvisano l’un l’altro dei pericoli mandando segnali elettrici tramite una rete fungina e, per ragioni sconosciute, tengono in vita per secoli antichi ceppi, come compagni di lunga data, mandando loro soluzioni zuccherine tramite le radici.

Il nostro bel paese che dobbiamo riprenderci.

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Quando gente con miliardi di euro parla con dei politici, vince lei e perdiamo noi.
E’ normale.
Troppo facile.
Quando hai miliardi di euro hai anche giornali, puoi finanziare campagne, pro o contro, puoi avvisare l’amico giudice, o farlo bloccare, puoi scatenare il fuoco, puoi tante cose.
Puoi mandare dieci milioni in nero sul conto del politico, cifrato, alle Cayman. Da li un poi, non gli chiedi più, ma gli dai ordini….perché hai le ricevute, le reversali….

E allora si spiegano i favori continui e ingenti fatti dai politici ai potenti. D’altronde il potere è anarchico per definizione.
Le regole e le leggi sono per noi.

La democrazia è una bellissima casa.
In stile Giapponese.
Ha fragili pareti di carta, leggere e trasparenti, delicate e sottili, ma sufficienti a garantire luce soffusa, isolamento dai venti e dal freddo, e dalla vista indiscreta.
Ma non sono adatte a difendere da un elefante o da un camion.

Le fragili e sottili regole della democrazia sono tali perchè devono garantire la libertà a tutti. Un potere forte e centrale , con pareti spesse a fortezza, abusererebbe di queste prerogative garantendo ordine, ma sopprimendo le libertà.

Purtroppo queste pareti sottili, queste regole molteplici e sottili non sono adatte a fermare un troppo ricco. Un grosso gruppo.
Un gruppo troppo ricco travolgerà queste pareti, questo insieme di sottili regole piegandole una ad una al suo potere, pagando i giudici, ricattando i politici, influenzando l’opinione pubblica con giornali comprati, con campagne, pagando “opinion maker”, attori , cantanti, visi noti.

L’esistenza insomma, di miliardari in euro , e la democrazia, non sono compatibili.

Il troppo ricco prenderà per se cose costruite coi soldi di tutti. Farà funzionare male le cose pubbliche pagando i giornalisti per dire “privatizziamo, privatizziamo, non se ne può più !!
Con questo sistema si son presi autostrade, i ponti, le banche, le fabbriche, le aziende di telecomunicazioni, le aziende del cibo, dell’estrazione, delle assicurazioni.
Erano tutte nostre. Si chiamava IRI.

Uno straniero arrivava a Genova con un aereo di Alitalia-. IRI , nostra.
atterrava in un aeroporto dell’IRI, nostra.
costruito col cemento dell’IRI, nostra.
cambiava i soldi in una banca dell’IRI, nostra,
telefonerà a casa che va tutto bene, usando ASST, o la Sip, dell’IRI, nostre.
affittava una bella Alfa Romeo, dell’IRI, nostra.
prendeva l’autostrada del sole, dell’IRI, nostra, e andava a visitare il paese più bello del mondo.

Il nostro.

Il nostro bel paese che dobbiamo riprenderci.

Filiera corta, vita lunga.

Un grande campo di ettari di pomodori, o di fragole, una grande estensione di UN SOLO tipo di ortaggi, o frutta.

Ci viene in mente lo sfruttamento, il caporalato, le grandi produzioni e i supermercati.

GIusto.

Ma sappiate che in natura grandi estensioni di una sola pianta, non esistono.
Se mettete insieme grandi quantità di una stessa pianta le radici affonderanno tutte alla stessa profondità, consumeranno tutte la stessa sostanza esaurendola rapidamente, attrarranno lo stesso predatore che farà un’ecatombe, le piante prenderanno una malattia in grado di attaccare tutte le altre, svilupperanno squilibri e patogeni in grado di distruggere tutta la popolazione vegetale presente.

In natura funziona in maniera molto diversa.

Si mischiano sempre specie e sottospecie diverse, di famiglie diverse. Le radici affondano diversamente, gli essudati e le micorrizie delle une, sono il cibo o l’enzima catalizzatore delle altre, consumano sostanze diverse, a volte lo scarto altrui, alcune sono produttrici di azoto, altre forti consumatrici, attraggono insetti antagonisti del predatore di quella a fianco, non prendono le stesse malattie, tengono il terreno in equlibrio: si aiutano, si fanno ombra, si scambiano una messaggistica molto ricca soprattutto sottoterra per via elettromagnetica a base fungina. I permacultori questo lo sanno bene e utilizzano infatti le consociazioni.

Piante diverse maturano però in tempi diversi, la raccolta di specie diverse mischiate a piante non commestibili, o a “semplici ” fiori, sarebbero un incubo per l’agricoltura industriale meccanizzata che deve portare centinaia di tonnellate di quell’ortaggio, tutte insieme, tutte uguali, raccogliendole tutte nello stesso momento, spendendo pochissimo….senza avere piante malate.

E allora ?

E allora si fa un uso intensivo di “trattamenti”.
Si usano quantità industriali di “fitosanitari”.

Grazioso eufemismo perché dire “si riempe di veleno prima il campo e poi gli ortaggi”, pareva brutto.

Però è proprio così.
Per pomodori e fragole, per esempio, si usa la Cloropicrina.
Che dopo, in aria, degrada nel Fosgene, un gas usato nella guerra chimica, proibito dalla convenzione di Ginevra, in quanto letale.
Si sparge una quantità incredibile di veleno sul terreno prima della semina. Così muore tutto. Patogeni, insetti, micorrizie, batteri amici, nemici, insetti, api,coccinelle, uccelli che se li mangiano, ecc.
Poi si semina, o si mettono a dimora le piantine, poi si sparge un’altra volta la Cloropicrina per evitare micosi, muffe, parassiti, ecc.

E noi ci mangiamo una bella coppa di fragole, tutte grosse, tutte rosse, tutte belle….tutte uguali….

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“Un domani i nostri nipoti guarderanno a questa era oscura, e si chiederanno come sia stato possibile che si ritenesse una buona idea cospargere di veleno la terra e il cibo”.

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Le cose stanno cambiando. Mercatini Bio, filiere corte, piccole produzioni e autoproduzioni e GAS, stanno crescendo ovunque.

In Italia, soprattutto al Centro e al Sud, c’è ancora la possibilità di avere contatti diretti con chi produce cibo buono.

Costa di più alla fonte, ma calcolando che si salta il passaggio commerciale, alla fine costa uguale, il sapore non è paragonabile,
salvate il pianeta, voi stessi, e i vostri figli.

Quando invece comprate alla grande distribuzione finanziate camorra, caporalato e l’avvelenamento vostro e del pianeta.

Agite di conseguenza.

Le chiacchiere, come sempre, stanno a zero.

AiutiAmo l’Africa – un’idea.

Ho un’idea su come utilizzare gli immigrati che arrivano a migliaia, soprattutto gli africani.

Come premessa, vanno sottratti alle grinfie delle organizzazioni varie che danno loro 2 euro al giorno, intascandosi la differenza milionaria creando miserabili da un lato, criminali ricchissimi dall’altro. Questo è pacifico.
I delinquenti riconosciuti paghino e contribuiscano al bene comune: ai lavori forzati, insomma, insieme a giornalisti mendaci, politici corrotti, teppisti di varie fogge e fenotipi; pacifico anche questo.

Per la stragrande maggioranza di giovanotti di belle speranze, e fisici robusti, e tante donne africane, esseri per lo più meravigliosi, proporrei questa strada.

Li avvierei a una conoscenza diretta di quelle che sono le tecniche per l’avvio del nuovo paradigma: agricoltura sostenibile, gestione delle acque, delle fonti, dei pozzi, dei deserti, selezione agriculturale, costruzione di serre e barriere , innovazione tecnologica, permacultura, autoproduzione- da quella artigianale a quella ad alta tecnologia con stampanti 3D. Scuola, educazione, lingua e storia italiana, storia dell’arte, grafica, comunicazione.

Creiamo nuovi cittadini evoluti e pronti per esser più che utili al mondo che verrà. Che DEVE venire.

Daremmo un mare di lavoro a insegnanti di permacutura, esperti di energia, di fotovoltaico, di acqua, di un sacco di materie. Abbiamo una marea di tecnici a spasso, investiamo dove serve: sul futuro del pianeta.

Quando saranno pronti, esperti e consapevoli decideranno loro se tornare in Africa e aiutarla a risollevarsi, a passare direttamente al benessere sostenibile, al nuovo luminoso paradigma o applicare le loro competenze qui, nella loro nuova patria.
Il mondo avrà bisogno di loro sia la che qua: avranno l’imbarazzo della scelta.

Una delle idee più malsane del capitalismo è vedere le persone come costi, come problemi.

Le persone non sono un costo, sono capolavori unici e irripetibili di consapevolezza e in senso comunitario possono essere, SONO, delle risorse eccezionali.
L’Europa colmerebbe così, tra l’altro, l’enorme, spaventoso debito contratto con l’Africa, da sempre bistrattata, schiavizzata, uccisa , depredata, ferita.

Compito della politica, e di ogni persona di buona volontà, è fare si che si verifichino le condizioni affinché ciò sia possibile, sia realizzabile, duraturo e splendente.

Africa

"Africa.</p><br /><br />
<p>Non si può pensare di risolvere i problemi dell'Africa, senza rivedere tutto il nostro paradigma, soprattutto energetico. </p><br /><br />
<p>Il pianeta sta finendo le sue risorse. </p><br /><br />
<p>Se tutti consumassero come gli Indio dell'Amazzonia, o i Bengali, il pianeta basterebbe per tutti, e avanzerebbe.<br /><br /><br />
Se tutti consumassero come gli Italiani, di pianeti se servirebbero 2.<br /><br /><br />
Come gli americani, 5.<br /><br /><br />
Come la Silicon Valley 7. </p><br /><br />
<p>Ma di pianeti ce n'è solo uno. </p><br /><br />
<p>Insieme al Borneo , a Sumatra, Al Mato Grosso, a Papua, e poc'altro, l'Africa è il serbatoio di quello che consumiamo in enorme quantità, per produrre roba che poco dopo non sappiamo dove buttare. </p><br /><br />
<p>Questo è. </p><br /><br />
<p>Il destino del continente Madre è l'emblema della nostra follia.<br /><br /><br />
Come il destino della Terra tutta.<br /><br /><br />
Come il destino del Mare. </p><br /><br />
<p>Come il nostro."
Africa.Non si può pensare di risolvere i problemi dell’Africa, senza rivedere tutto il nostro paradigma, soprattutto energetico.Il pianeta sta finendo le sue risorse.

Se tutti consumassero come gli Indio dell’Amazzonia, o i Bengali, il pianeta basterebbe per tutti, e avanzerebbe.
Se tutti consumassero come gli Italiani, di pianeti se servirebbero 2.
Come gli americani, 5.
Come la Silicon Valley 7.

Ma di pianeti ce n’è solo uno.

Insieme al Borneo , a Sumatra, Al Mato Grosso, a Papua, e poc’altro, l’Africa è il serbatoio di quello che consumiamo in enorme quantità, per produrre roba che poco dopo non sappiamo dove buttare.

Questo è.

Il destino del continente Madre è l’emblema della nostra follia.
Come il destino della Terra tutta.
Come il destino del Mare.

Come il nostro.

Estrarre

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.

Crisi sta cippa.

La tecnologia avanza, ogni processo diventa più semplice e più economico e più automatizzato ogni giorno.

Le università del pianeta sfornano ingegneri come biscotti.
Si memorizzano 65 exabytes, 65 miliardi di miliardi di bytes di dati ogni giorno, il sapere deborda, perché mai dovrebbe esserci la “crisi” ?

Infatti non c’è nessuna crisi.

I super ricchi del pianeta, sempre più ricchi, hanno visto che è sempre più difficile ESTRARRE ricchezza dal pianeta che in quanto alla possibilità di fornirne di nuova, ha già “scollinato”. ha già raggiunto e superato il picco.
Petrolio per l’energia e fosfato per l’agricoltura i due emblemi.
Sul pianeta, vigente questo paradigma, non ce n’è per tutti.

Allora hanno deciso di ESTRARRE ricchezza dagli altri umani.
Noi.

Ecco la crisi.

(Se volete approfondire, Ugo Mattei e Frtjof Capra: Ecologia del diritto. Noemi Klein – Shock Economy – )