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Category Archives Ambiente

Acqua

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Acqua.Dovremmo esigere che l’edilizia si adegui fin da subito, con imposizione sul nuovo, e con sgravi sugli adattamenti ristrutturali affinché ogni condominio, ogni casa, abbia una considerevole riserva d’acqua recuperata dalle piovane, diciamo 3 metri cubi ad abitante.
Con quella, e SOLO con quella si alimenti il circuito che porti l’acqua ai bagni.
La potabile sia collegata solo alla cucina.
Dalla cucina poi, tramite un filtro semplicissimo, cioè un pozzetto a caduta o al limite un secondo pozzetto con filtro, ri-alimenti poi i bagni.
Solo da questi si vada in scarico.
In campagna dallo scarico si può fitodepurare e irrigare l’orto.

Con questi accorgimenti si ottengono enormi risparmi del consumo di acqua, abbassamenti notevoli dell’acqua in uscita dalla fogne quando ci sono gli acquazzoni, aumento delle coscienza diffusa in merito a questo bene preziosissimo e una riduzione grande dell’uso scriteriato di detersivi, candeggine e veleni vari.

Dovremmo esigere investimenti cospicui negli acquedotti che oggi perdono dal 40 al 50% dell’acqua portata.
Via i privati dalla gestione dell’acqua e ristrutturazioni programmate di tutta la rete idrica nazionale.

Dovremmo esigere una pianificazione attenta della gestione dei corsi d’acqua: da ricettacolo di veleni a dispensatori di vita.

Dovremmo esigere una relazione parlamentare seria, cogente, obbligatoria e sotto giuramento che spieghi chi irrori nei cieli e cosa, quando, con che permessi, che studi epidemiologici sono stati fatti a riguardo. Che studi geoingegneristici sono stati approvati da chi e quando.
Nel frattempo il BLOCCO immediato e totale di ogni permesso di irrorazione nei cieli; da ogni fonte.

L’acqua è’ vita.

Il 99% delle nostre cellule sono acqua.

Serve sapere altro ?




I rifiuti di Roma

"I rifiuti a Roma.<br />
Non parlerò certo di magliette gialle.</p>
<p>Facciamo un discorso serio.</p>
<p>Roma non ha nessuna possibilità di riuscire a smaltire, digerire, neutralizzare le 5000 tonnellate di rifiuti che produce ogni giorno. Impossibile. Dove le metti le metti fanno una montagna in poco tempo.<br />
Nè può pretendere che i comuni limitrofi si sobbarchino questa inondazione di immondizia, nè può pretendere che vengano sommersi dai flocculati e dai fumi cancerogeni degli inceneritori.<br />
Nè può mandarli lontano con costi che non può permettersi, ma poi , lontano dove ? </p>
<p>E allora ?</p>
<p>E allora deve produrne di meno, enormemente di meno.<br />
Un anno di tempo ai supermercati, ai negozi, alle industrie, agli ambulanti, ai ristoranti.<br />
La Plastica deve sparire.</p>
<p>Due banane con piatto di polistirolo e copertura in nylon ?<br />
Sparire. Ci sarà la banana e la buccia di banana come rifiuto. Stop.<br />
Buste di plastica come piovesse ai mercati rionali ?<br />
Sparire.<br />
Fabbriche di buste di plastica, di flaconcini, di bottigliette ?<br />
Riconvertire. Un anno di tempo.<br />
I liquidi tutti alla spina, i solidi pure.<br />
I recipienti te li porti.<br />
Non hai i soldi per cambiare tutta la filiera a base biodegradabile ? Eccoli.  Moneta locale Romana (Moloro ? Sesterzio ? Non so) autoemessa ed accettata a fronte di ogni adempimento per tutta la zona di Roma Capitale, 6,3 milioni di persone insistenti sul territorio.. Ma riconverti o chiudi.<br />
Imballaggi, logistiche, pallet ? Tutto biodegradabile o chiudi.<br />
Hai un anno.<br />
Non hai i soldi ? Mutuo allo zero. Garanzie in CCF.</p>
<p>Compostiere di municipio, o di rione, o di caseggiato. Tutto dentro. Tutto compostabile, che diventa tutto concime: il servizio giardini apprezzerà.<br />
In ogni quartiere, incentivati da cinque anni esent'tutto, centri di riciclo di ogni cosa. Con le plastiche si fanno bobine per le stampanti 3D con cui fare tutto:<br />
Trituratore, tramoggia a caldo e bobinatrice: si può fare, si può fare subito e bene. </p>
<p>I rifiuti devono diventare risorse, o non devono esistere. </p>
<p>Bisogna andare da 5000 tonnellate a 500.<br />
Poi a zero.</p>
<p>Si può fare.<br />
Si deve fare."

I rifiuti a Roma.
Non parlerò certo di magliette gialle.

Facciamo un discorso serio.

Roma non ha nessuna possibilità di riuscire a smaltire, digerire, neutralizzare le 5000 tonnellate di rifiuti che produce ogni giorno. Impossibile. Dove le metti le metti fanno una montagna in poco tempo.
Nè può pretendere che i comuni limitrofi si sobbarchino questa inondazione di immondizia, nè può pretendere che vengano sommersi dai flocculati e dai fumi cancerogeni degli inceneritori.
Nè può mandarli lontano con costi che non può permettersi, ma poi , lontano dove ?

E allora ?

E allora deve produrne di meno, enormemente di meno.
Un anno di tempo ai supermercati, ai negozi, alle industrie, agli ambulanti, ai ristoranti.
La Plastica deve sparire.

Due banane con piatto di polistirolo e copertura in nylon ?
Sparire. Ci sarà la banana e la buccia di banana come rifiuto. Stop.
Buste di plastica come piovesse ai mercati rionali ?
Sparire.
Fabbriche di buste di plastica, di flaconcini, di bottigliette ?
Riconvertire. Un anno di tempo.
I liquidi tutti alla spina, i solidi pure.
I recipienti te li porti.
Non hai i soldi per cambiare tutta la filiera a base biodegradabile ? Eccoli. Moneta locale Romana (Moloro ? Sesterzio ? Non so) autoemessa ed accettata a fronte di ogni adempimento per tutta la zona di Roma Capitale, 6,3 milioni di persone insistenti sul territorio.. Ma riconverti o chiudi.
Imballaggi, logistiche, pallet ? Tutto biodegradabile o chiudi.
Hai un anno.
Non hai i soldi ? Mutuo allo zero. Garanzie in CCF.

Compostiere di municipio, o di rione, o di caseggiato. Tutto dentro. Tutto compostabile, che diventa tutto concime: il servizio giardini apprezzerà.
In ogni quartiere, incentivati da cinque anni esent’tutto, centri di riciclo di ogni cosa. Con le plastiche si fanno bobine per le stampanti 3D con cui fare tutto:
Trituratore, tramoggia a caldo e bobinatrice: si può fare, si può fare subito e bene.

I rifiuti devono diventare risorse, o non devono esistere.

Bisogna andare da 5000 tonnellate a 500.
Poi a zero.

Si può fare.
Si deve fare.




Sovranità

foto.15 maggio 2017 17:40

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Sovranità monetaria è la differenza tra :
mettere tutto l’appennino a norma sismica, energetica, idrogeologica, tutto fotovoltaico,
e mendicare due soldi per tre casette e due coperte.

Sovranità monetaria è la differenza tra essere la quinta potenza mondiale ed essere una colonia della quarta.

Sovranità monetaria è la differenza tra stabilire cos’è giusto, e quali interventi fare, e far decidere grandi banche estere.

Sovranità alimentare è la differenza tra mangiare il pane e la pasta più buoni del mondo fatti con farine italiane: della Puglia, della Sicilia, della Basilicata, delle Marche e produrli invece con le farine tossiche che vengono da Canada e Ucraina piene di veleno.

Sovranità alimentare è la differenza tra i pomodori italiani, centinaia di varietà incredibilmente buone e saporite, e le salse fatte in Cina.

Sovranità energetica è la differenza tra avere tutte le case , tutte le scuole, tutti gli edifici pubblici e i capannoni industriali tutti fotovoltaici, antisismici, bellissimi e sradicare ulivi centenari per far passare un tubo che vien da lontano.

Sovranità energetica è la differenza tra stabilire le proprie bollette e dipendere da guerre lontane.

Sovranità è la differenza tra esser liberi e credere di esserlo.




East Africa Wildlife Society

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Una storia che mi è successa.
Nairobi. 1991
Il piano originale era da Nairobi andare in Tanzania, poi giù , fino al Malawi. Mi perdono il libretto sanitario all’ Aeroporto e ora dovrei rifare un paio di vaccinazioni a Nairobi, dove c’è l’Aids al 40%…..mmhhh.
Sono molto dubbioso e così soggiorno nel mio solito ipermalfamato hotel, l’Heron Court di Millimani Road.
Le mie amicizie lì, son davvero pessime……mi diverto.
Contrabbandieri, ex parà, mercenari e corollario….

Per caso conosco lì due ragazze svedesi che sono lì sia per conto del wwf svedese, sia per conto di una fondazione svedese che si chiama “Save the elephant”, ma nello specifico sono in Kenia, una giornalista, l’altra fotografa, per finanziare progetti “To Save the Rhinos”.
Bene.
Decidiamo allora di unire le forze, solo per qualche giorno, così intanto io penso a ‘sta storia dei vaccini che non mi va giù…noleggio io la jeep, so dove, so come, con chi, insomma, l’ho già fatto tre volte. E Partiamo.
Dopo tre o quattro giorni siamo di ritorno ed è stata una cosa eccezionale: in pochi giorni abbiamo intervistato personaggi famosi, tipo Richard Leakey, ricercatori, fotografi professionisti in Kenia da 30 anni: troppo figo.

Decido di stare con loro, e partiamo, stavolta per un mese, viene anche un membro della East African Wildlife society, Geremiah.
Direzione Masai Mara.

Partiamo.

Alla sera facciamo sosta n un posto sulla strada, mangiamo una bistecca di cuoio, e andiamo in due stanze, io e Geremiah, Tina e Eva in un altra.

La notte ho gli incubi.

A un certo punto mi sveglio di soprassalto -o sogno – e vedo in un angolo alto della stanza, come un babbuino, una scimmia, non so. Tiro un’imprecazione….
Geremiah sobbalza, si sveglia.

“What’s going one ?” – ” Nothing , just an heavy dinner, it’s ok ”
– “Akuna matata “.

Ci rimettiamo a dormire.

Dopo un pò, non ho idea di quanto, Geremiah lancia un urlo.

Mi svegli0 di soprassalto.

“Che c’è ? ….. what’s ? ” – Domando.

“mmm, i don’t know…… strange … it’s seems to me to have seen i kind of baboon, in the corner of the ceiling ……”

-” Ma…strano…mi sembra di aver visto, come un babbuino in alto, nell’angolo del soffitto…..”

Cazzo. Io non gli avevo detto nulla !…

La camera è sigillata. Non c’è e non c’era nulla.

……….forse…..

Spiegazioni ?

Non ne ho.




La Felicità inquina meno

La felicità è ottima anche per il pianeta, per l’ecologia, per l’ambiente.

Quando sei felice hai molti meno bisogni inutili.
Questi, in gran parte, sono figli dell’insoddisfazione.

Che ci fai della Porsche, se hai l’amore ?
Che ci fai del Mojito, se stai vendemmiando ?
Che ci fai della pigna colada se hai un cocomero in fresco ?
Perchè prendere l’aereo se sei in paradiso ?

Siate felici, inquinerete molto meno.




HAARP

HAARP è una grande griglia di 180 antenne in tutto il mondo, che proietta potenti impulsi elettromagnetici per riscaldare un punto specifico nella ionosfera terrestre . Questo ha l’effetto di creare frequenze elettromagnetiche che possono essere rimbalzate a terra nei punti desiderati , causando gcondizioni climatiche disastrose e anche a livello sotterraneo profondo . Fino a 3,6 miliardi di watt possono essere generati da HAARP , riscaldando la ionosfera di oltre 50.000 gradi e ” sollevando una superficie di 30 chilometri quadrati della ionosfera , cambiando così i sistemi di pressione localizzati o addirittura alterando il percorso delle correnti a getto . ”

E ‘possibile creare qualsiasi fenomeno meteorologici in quasi ogni parte del mondo, a comando. Inclusi lunghi periodi di siccità , piogge torrenziali , inondazioni, tempeste di neve , tempeste di ghiaccio , il riscaldamento prolungato , raffreddamento prolungato , tornado, e molti altri tipi di modelli meteorologici .

Le frequenze generate possono anche attingere alle frequenze cerebrali di ogni essere vivente , distorcendo i ritmi naturali di cui possono influenzare le aree specifiche del cervello .

HAARP può esercitare una forma di completo ” controllo del tempo ” , una situazione che porta una marcata somiglianza con l’ambizione che società Monsanto ha dichiarato “per controllare la catena alimentare . ” È interessante notare che ci sono attualmente più di 500 ‘ clima ready ‘ gene della pianta geneticamente modificata brevetti in attesa di approvazioni di licenze a Washington e Bruxelles . Semi e piante ‘ Clima Pronti ‘ Organiusmi specifici che nelle promesse dei loro creatori sono pronti per le siccità, o per le inondazioni.




Penuria

Il fine della Cargill è la penuria di grano.
Il fine della Nestlè è la penuria di cibo.
Il fine della Shell è la penuria di carburanti.
Il fine della Locked Martin è la penuria di pace.
Il fine della Coca Cola è la penuria di acqua potabile.
Il fine della BCE , della Fed, di Goldman Sachs, è la penuria di denaro.
Il fine di chi vuol governare il mondo è la penuria di sovranità.

— Scrivevo il 28/6/2013.
Tre anni fa, ma c’è chi fa ancora finta di non capire.




Perchè abbiamo scelto la Permacultura

Perchè abbiamo scelto la Permacultura come metodo per la Rivoluzione.
« Le strategie “dal basso verso l’alto” più rilevanti partono
dall’individuo e si sviluppano attraverso l’esempio e l’emulazione fino
a generare cambiamenti di massa. La permacultura – per quanto
complementare a molti approcci “dall’alto verso il basso” all’interno
del movimento ambientalista – non ha come obiettivo principale quello di
far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma
quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di
accentuare la loro autosufficienza e autoregolazione.
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte della società
è pronta, disponibile e in grado, sostanzialmente , questo è ancora più significativo – di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò
sia possibile e rilevante.
Questa minoranza socialmente ed ecologicamente motivata rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala. » (David Holmgren)
—————————————-—————————————-——-
Nell’agricoltura intensiva delle grandi pianure americane e canadesi,
per ogni caloria prodotta , se ne consumano venti, tra mietitrebbie,
camion, treni, navi e concimi a base petrolifera.
Sembra lecito supporre che col petrolio in fase calante in quanto a riserve, e con prezzi prima o poi in impennata, questo sistema porterà a gravissime crisi alimentari.
Il sistema non è PERMAnente.
Il termine “permacultura” deriva dall’inglese permaculture, una
contrazione sia di permanent agriculture sia di permanent culture dal momento che, secondo il coniatore del termine Bill Mollison: “una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile ed un’etica dell’uso della terra.

Il nostro assunto è che se altri posseggono ciò che ti serve per vivere, posseggono te, e la tua libertà è tale solo in apparenza.
Quindi stiamo divulgando in parte , ma sopratutto operando, affinchè il nostro territorio torni ad essere Resiliente, attraverso la Permacultura.
Cioè in grado di adattarsi positivamente ai traumi che il moderno svluppo sta inducendo, ottenendo ciò tramite l’autoproduzione di ciò che occorre alla nostra comunità.
Partendo dal cibo ma estendendo presto le nostre attività all’energia, alla cultura, alla scuola e alla produzione di tutto. Dalle patate all’alta tecnologia.
A tutto ciò che occorre a una vita felice e armoniosa.
Ricostruendo soprattutto il senso di comunità, senza il quale l’uomo è indifeso.
E proprio agli indifesi e ai deboli va il nostro primo pensiero.

La lotta di uomini contro uomini per prevalere, per la
ricchezza e per beni materiali in eccesso non ci interessa: siamo
convinti porti a esiti nefasti e non ci siano vincitori.
Armonia e equilibrio pensiamo siano strettamente legati.

In una visione d’insieme, prima o poi, gli altri siamo noi.