Category Archives: Geopolitica

Israele e l’Onu

ONU

Le mozioni specifiche su Gerusalemme sono:

la 127, la 250, la 252, la 267, la 271, la 298 e la 478.

– Assemblea Generale risoluzione 194 (1947): profughi palestinesi hanno il diritto di tornare alle loro case in Israele;

– Risoluzione 106 (1955): Condanna Israele per l’attacco a Gaza;

– Risoluzione 111 (1956): condanna Israele per l’attacco alla Siria, che ha ucciso cinquanta-sei persone;

– Risoluzione 127 (1958): raccomanda a Israele di sospendere la sua zona “no man” (di nessuno) a Gerusalemme;

– Risoluzione 162 (1961): chiede a Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite;

– Risoluzione 171 (1962): indica brutali violazioni del diritto internazionale da parte di Israele nel suo attacco alla Siria;

– Risoluzione 228 (1966): censura Israele per il suo attacco a Samu in Cisgiordania, allora sotto il controllo giordano;

– Risoluzione 237 (1967): chiede con urgenza a Israele di consentire il ritorno dei profughi palestinesi;

– Risoluzione 242 (1967): l’occupazione israeliana della Palestina è illegale;

– Risoluzione 248 (1968): condanna Israele per il suo attacco massiccio su Karameh in Giordania;

– Risoluzione 250 (1968): chiede a Israele di astenersi dal dispiegamento militare (parata) a Gerusalemme;

– Risoluzione 251 (1968): deplora profondamente il dispiegamento militare (parata) israeliano a Gerusalemme, in spregio della risoluzione 250;

– Risoluzione 252 (1968): dichiara nulli gli atti di Israele volti a unificare Gerusalemme come capitale ebraica;

– Risoluzione 256 (1968): condanna del raid israeliano sulla Giordania e delle palesi violazioni del diritto internazionale;

– Risoluzione 259 (1968): deplora il rifiuto di Israele di accettare la missione delle Nazioni Unite per valutare l’occupazione dei territori;

– Risoluzione 262 (1968): condanna Israele per l’attacco sull’aeroporto di Beirut;

– Risoluzione 265 (1969): condanna Israele per gli attacchi aerei di Salt in Giordania;

– Risoluzione 267 (1969): censura Israele per gli atti amministrativi atti a modificare lo status di Gerusalemme;

– Risoluzione 270 (1969): condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi nel sud del Libano;

– Risoluzione 271 (1969): condanna Israele per la mancata esecuzione delle risoluzioni delle Nazioni Unite su Gerusalemme;

– Risoluzione 279 (1970): chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano;

– Risoluzione 280 (1970): condanna gli attacchi israeliani contro il Libano;

-Risoluzione 285 (1970): richiesta dell’immediato ritiro israeliano dal Libano;

– Risoluzione 298 (1971): deplora il cambiamento dello status di Gerusalemme ad opera di Israele;

– Risoluzione 313 (1972): chiede ad Israele di fermare gli attacchi contro il Libano;

– Risoluzione 316 (1972): condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano;

– Risoluzione 317 (1972): deplora il rifiuto di Israele di ritirarsi dagli attacchi;

– Risoluzione 332 (1973): condanna di Israele ripetuti attacchi contro il Libano;

– Risoluzione 337 (1973): condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano;

– Risoluzione 347 (1974): condanna gli attacchi israeliani sul Libano;

– Assemblea Generale risoluzione 3236 (1974): sancisce i diritti inalienabili del popolo palestinese in Palestina all’autodeterminazione senza interferenze esterne, all’indipendenza e alla sovranità nazionale;

– Risoluzione 425 (1978): chiede a Israele di ritirare le sue forze dal Libano;

– Risoluzione 427 (1978): chiede a Israele di completare il suo ritiro dal Libano;

– Risoluzione 444 (1979): si rammarica della mancanza di cooperazione con le forze di pace delle Nazioni Unite da parte di Israele;

– Risoluzione 446 (1979): stabilisce che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo per la pace e chiede a Israele di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra;

– Risoluzione 450 (1979): chiede a Israele di smettere di attaccare il Libano;

– Risoluzione 452 (1979): chiede a Israele di cessare la costruzione di insediamenti nei territori occupati;

– Risoluzione 465 (1980): deplora gli insediamenti di Israele e chiede a tutti gli Stati membri di non dare assistenza agli insediamenti in programma;

– Risoluzione 467 (1980): deplora vivamente l’intervento militare di Israele in Libano;

– Risoluzione 468 (1980): chiede a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci palestinesi e di un giudice, e di facilitare il loro rientro;

– Risoluzione 469 (1980): deplora vivamente la mancata osservanza da parte di Israele dell’ordine del Consiglio di non deportare i palestinesi;

– Risoluzione 471 (1980): esprime profonda preoccupazione per il mancato rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra da parte di Israele;

– Risoluzione 476 (1980): ribadisce che la richiesta di Gerusalemme da parte di Israele è nulla;

– Risoluzione 478 (1980): censura Israele, nei termini più energici, per la sua pretesa di porre Gerusalemme sotto la propria legge fondamentale;

– Risoluzione 484 (1980): dichiara imperativamente che Israele rilasci i due sindaci palestinesi deportati;

– Risoluzione 487 (1981): condanna con forza Israele per il suo attacco contro l’impianto per la produzione di energia nucleare in Iraq;

– Risoluzione 497 (1981): dichiara che l’annessione israeliana del Golan siriano è nulla e chiede che Israele revochi immediatamente la sua decisione;

– Risoluzione 498 (1981): chiede a Israele di ritirarsi dal Libano;

– Risoluzione 501 (1982): chiede a Israele di fermare gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe;

– Risoluzione 509 (1982): chiede ad Israele di ritirare immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano;

– Risoluzione 515 (1982): chiede ad Israele di allentare l’assedio di Beirut e di consentire l’ingresso di approvvigionamenti alimentari;

– Risoluzione 517 (1982): censura Israele per non obbedire alle risoluzioni ONU e gli chiede di ritirare le sue forze dal Libano;

– Risoluzione 518 (1982): chiede che Israele cooperi pienamente con le forze delle Nazioni Unite in Libano;

– Risoluzione 520 (1982): condanna l’attacco di Israele a Beirut Ovest;

– Risoluzione 573 (1985): condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti in Tunisia durante l’attacco alla sede dell’OLP;

– Risoluzione 587 (1986): prende atto della precedente richiesta a Israele di ritirare le sue forze dal Libano ed esorta tutte le parti a ritirarsi;

– Risoluzione 592 (1986): deplora vivamente l’uccisione di studenti palestinesi all’università di Bir Zeit ad opera di truppe israeliane;

– Risoluzione 605 (1987): deplora vivamente le politiche e le prassi israeliane che negano i diritti umani dei palestinesi;

– Risoluzione 607 (1988): chiede ad Israele di non espellere i palestinesi e di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra;

– Risoluzione 608 (1988): si rammarica profondamente del fatto che Israele ha sfidato le Nazioni Unite e deportato civili palestinesi;

– Risoluzione 636 (1989): si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi ad opera di Israele;

– Risoluzione 641 (1989): continua a deplorare la deportazione israeliana dei palestinesi;

– Risoluzione 672 (1990): condanna Israele per le violenze contro i Palestinesi a Haram Al-Sharif/Temple Monte;

– Risoluzione 673 (1990): deplora il rifiuto israeliano a cooperare con le Nazioni Unite;

– Risoluzione 681 (1990): deplora la ripresa israeliana della deportazione dei palestinesi;

– Risoluzione 694 (1991): si rammarica della deportazione dei palestinesi e chiede ad Israele di garantire la loro sicurezza e il ritorno immediato;

– Risoluzione 726 (1992): condanna fermamente la deportazione dei palestinesi ad opera di Israele;

– Risoluzione 799 (1992): condanna fermamente la deportazione di 413 palestinesi e chiede ad Israele il loro immediato ritorno;

– Risoluzione 1397 (2002): afferma una visione di una regione in cui due Stati, Israele e Palestina, vivono fianco a fianco all’interno di frontiere sicure e riconosciute;

– La risoluzione dell’Assemblea generale ES-10/15 (2004): dichiara che il muro costruito all’interno dei territori occupati è contrario al diritto internazionale e chiede a Israele di demolirlo.

Competitività

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
La patria della competitività, gli Stati Uniti, è anche il paese più ricco in assoluto. In totale.

Ma c’è un problema.
La distribuzione della ricchezza.

Succede che il paese che ospita circa il 41% dei ricchi di tutto il pianeta, abbia un terzo della sua popolazione che fatica a raggiungere il livello di sussistenza.
– Il paese che mantiene 900 basi militari in tutto il mondo, non può permettersi di mantenere ospedali per tutti negli Stati Uniti.
– Il paese che ha fatto 222 anni di guerra in 239 di esistenza, spendendo in armi duemila milioni di dollari al giorno, ha ora 105 milioni di poveri tra cui i veterani delle mille guerre che si suicidano all’impressionante ritmo di 22 al giorno.
– La più antica democrazia del pianeta con il 5% degli abitanti del mondo, ha il 25% dei carcerati del pianeta, e un numero di case vuote e abbandonate sette volte più grande dei senza casa.
– Gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra al terrorismo ma un americano ha 110 volte più possibilità di essere ucciso da un americanissimo poliziotto, che da un brutto terrorista con la barba o senza.

Non credo che tutto ciò sia da ritenersi avulso dal fatto che leggi, applicativi, regolamenti, fisco e sanzioni, sono emanate dal Congresso, composto esclusivamente da miliardari.

Ecco.

Non è facile capire come organizzare la Politica, il Potere, una comunità, una nazione.
E’ invece piuttosto semplice capire come NON fare.
Come gli Usa.

La competitività a ogni costo e a ogni prezzo regola base della convivenza negli USA, ha infine premiato i peggiori che, arrivati ad avere tutto, vogliono altro.

Con case da settemila metri quadri negli Hampton, si battono come leoni per togliere l’assistenza ai poverissimi.
Con parcelle da 500 dollari l’ora, fanno bombardare che vive con un dollaro al giorno.
Con scarpe da duemila dollari vogliono la pelle di chi vive scalzo.
Ironicamente, mediamente, sono più infelici di chi vive scalzo, perché avidità e cattiveria sono veri tumori dell’anima e corrodono inesorabilmente da dentro chi li esercisce.

Il sistema capitalistico mondiale sta premiando, e dando potere molto grande quindi a evidenti psicopatici, per motivi che ineriscono, appunto il sistema selettivo ed elettivo

Insomma, prendiamo i più avidi, i peggiori, i più cattivi, e invece di emarginarli e renderli inoffensivi, li mettiamo a capo del sistema, delle banche, delle aziende, dei governi.

Credo che su questo dovremmo seriamente soffermarci a riflettere, e chiederci :

perché ?
come evitarlo ?

Che sistema creare e come ?
Come salvare Armonia e collaborazione ?

Da dove iniziare ?

Dazi amari ?

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Dazi amari ?

No.

Credo che i dazi siano una cosa buona.

Guardiamo l’Italia.
Le piccole, medie e grandi imprese italiane pagano un operaio 2700 euro al lordo e hanno 120 diversi tipi di adempimenti a cui ottemperare.
Di tutto. C’è una tassa per ogni bullone e un controllo ogni centimetro quadrato.

Sono state messe in concorrenza diretta con aziende cinesi e dell’estremo oriente ma non solo, sudamericane, turche, dove l’operaio costa 270 dollari mese e gli adempimenti sono tre, per un totale del 15% di tasse. Forse…
Abbiamo organizzato in pratica una corsa sui cento metri, uno vestito da palombaro con un sacco di cemento sule spalle, l’altro leggero come Mennea.

Le aziende Italiane, non credo ci sia molto da stupirsi, hanno perso, in gran parte.

La globalizzazione impostata così non poteva che tradire i suoi sbandierati scopi, cioè l’esportazione di democrazia, e favorire invece, anzi, imporre, l’importazione di misera nel goffo tentativo di adeguare i costi del lavoro Italiano a quello vietnamita et similia.

Siamo nel campo dell’ovvio.

C’è stato chi per anni ha inneggiato alla globalizzazione: è una opportunità. Ricordo Prodi, Romiti. Certo.

Se produci a Guanzou una scarpa da ginnastica a 1 dollaro, la porti alla tua società di Hong Kong che la esporta in Italia a 90, in italia la vendi a 120, lasciando tutto il reddito a Hong Kong dove hai pattuito il 5% di tasse, chiaro che questo giro per te è un’opportunità.
Fai lavorare a paga di schiavi, vendi a una tombola, e non ci paghi nulla di tasse.

In Italia nel frattempo gli operai, ma a catena anche tutti gli altri, vedono ridursi i propri introiti perché bisogna “competere” con mezzo mondo, esportare, attrarre investimenti, cioè accontentarsi delle briciole….

Con la globalizzazione, figlia del liberismo, in ogni nazione si è formata una piccola oligarchia di esportatori che ha interesse alla miseria del proprio popolo, affinché si accontenti di paghe da fame e di “flessibilità ” assoluta per poter esser competitivi, ed esportare, , e di importatori che fanno profitti sulla miseria di popolazioni lontane dei paesi fornitori di merci a bassissimo costo, da importare.
In mezzo il pianeta: distrutto.

Se voglio rispettare la COSTITUZIONE, che mi impone di dare lavoro, dignità, salute e sicurezza ai miei cittadini, non posso fare entrare i miei operai, italiani, in concorrenza con gli schiavi vietnamiti, o bengali, o i miei agricoltori con i tunisini o camerunensi, anche perché in quei luoghi vivi bene con 400 euro/ mese, qui un po’ meno….è una partita persa comunque.

Invece, cosa accade con i Dazi ?

Se ogni Stato mette Dazi su ciò che non conviene venga importato da altre nazioni, succede questo.

A quel punto quello che non riesco a esportare perché dazi esteri me lo rendono non conveniente, dovrò venderlo sul mio territorio. Quindi però la gente qui dovrà avere i soldi per comprarseli questi prodotti. Continuare ad abbassare i salari comincerà a NON essere conveniente per gli industriali, per i padroni che non devono più “battere” concorrenti esteri, ma devono vendere QUI. E per vendere QUI , in giro ci devono essere soldi.

Le barriere, secondo me, non devono esistere per le idee, per la tecnologia, per le informazioni, per chi VUOLE andare in giro, per i semi agricoli e metaforici, per i turisti, per i migranti climatici o diportivi.

Devono esistere invece, eccome, all’esportazione di miseria, all’importazione di miseria perchè questo la Globalizzazione, che in realtà è Glebalizzazione.

Hanno dileggiato per anni come cosa pessima, il PROTEZIONISMO, perchè in realtà proteggeva Noi, da LORO.

Fate caso al fatto che coloro che inneggiano alla caduta dei muri vivono in case con enormi muri di cinta.

In realtà la loro ricchezza è basata sulla penuria altrui.

Loro, in realtà, vogliono la libera circolazione della penuria.

Riassumendo:

Non prendo le arance dal Camerun privando il Camerun di vitamine e gli agricoltori siculi del lavoro. Mando in Camerun stampanti 3d per la costruzione in loco di macchine spremiagrumi utilizzando i tappi di bottiglia di plastica che stanno inquinando il paese.

Non prendo il petrolio dal Delta del Niger ammazzando tutti i pescatori con l’inquinamento e arricchendo solo l’Eni che nel frattempo è diventata Americana.

Mando in Nigeria tecnici esperti di ripulitura enzimatica dell’acqua tramite batteri idrocarburofagi e avendo a messo an orma qui l’appennino con tutti i tetti FV, non ho bisogno di petrolio alcuno.

Non salvo banche a 20 mld per volta, ma quei soldi li metto in 1000 bandi di ricerca su progetti di : ripulitura di zone inquinate tramite piante adatte, enzimi evoluti e batteri. Tamburi, Valle del Sacco, Casal Monferrato, Colleferro, Augusta, Brescia, ecc.ecc.

Metto Dazi del 500% sull’importazione di cibo da zone che usano il Glifosato, altro che il Ceta. Ho cinque amici col tumore, è un’ecatombe. Basta così. Il grano italiano a quel punto torna conveniente e ci facciamo pasta e pane da noi.

Propongo capitali a fondo perduto e mutui allo zero a qualunque azienda che fabbrichi armi, per la riconversione, con sgravio fiscale totale per dieci anni, a produzioni finalizzate al bene comune. Meccanica fine, mobilità evoluta, robotica, ecc.

Potrei continuare due giorni. Ci siamo capiti.

Bisogna mettere muri eccome.

Alle guerre, alle armi, alla miseria, ai veleni.

Ai burattinai che con i lunghi fili della globalizzazione ci tiran come burattini facendo venire quello che ci serve da lontano, schiavizzando la, avvelenando qui, e viceversa.

Io lo farei.
Lo farei subito.

Questo è il mio programma.

Avrei finito di vivere probabilmente, ma, come sapete, non c’è problema.

Homo economicus

"Homo economicus è orgoglioso della sua parte razionale.
Irride chi parla di spirito.

Non dovrebbe, perché il dialogo interiore ha una banda passante di 40 byte secondo, nulla rispetto agli undici milioni di volte maggiore banda passante del sistema automatico che agisce senza che noi si sappia nulla (10.000 reazioni chimiche complesse e non lineari interlacciate al secondo) e ancor meno rispetto a quando, innamorati, o immersi e sintonizzati siamo fruitori liberi del sapere totale, con numero di operazione enorme ma sconosciuta, in tempo zero, quindi banda infinita.

Orgoglioso , dicevo, della parte sua razionale, che ritiene in grado di migliorare l'esistente, il mondo, la vita, la biochimica....applica i suoi sistemi di "ottimizzazione".
Vuole il 100%.

Non sa , il poverino, che così facendo depaupera i sistemi adiacenti interlacciati.
Non pensa di essere una parte del tutto alla cui armonia deve contribuire ma, chissà come, pensa che il tutto sia stato creato esattamente per lui, a sua completa disposizione, affinché lui lo spogli senza ritegno ad aeternum.

Abrade quindi gli ingranaggi di prossimità, fermando la macchina che dopo un po', stufa, si libera di lui.
Pensa di ottimizzare, in realtà sta scrivendo l'epigrafe.

Della Storia pensa di esser la trama, mentre ne è solo i titoli di coda."
Homo economicus è orgoglioso della sua parte razionale.
Irride chi parla di spirito.

Non dovrebbe, perché il dialogo interiore ha una banda passante di 40 byte secondo, nulla rispetto agli undici milioni di volte maggiore banda passante del sistema automatico che agisce senza che noi si sappia nulla (10.000 reazioni chimiche complesse e non lineari interlacciate al secondo) e ancor meno rispetto a quando, innamorati, o immersi e sintonizzati siamo fruitori liberi del sapere totale, con numero di operazione enorme ma sconosciuta, in tempo zero, quindi banda infinita.

Orgoglioso , dicevo, della parte sua razionale, che ritiene in grado di migliorare l’esistente, il mondo, la vita, la biochimica….applica i suoi sistemi di “ottimizzazione”.
Vuole il 100%.

Non sa , il poverino, che così facendo depaupera i sistemi adiacenti interlacciati.
Non pensa di essere una parte del tutto alla cui armonia deve contribuire ma, chissà come, pensa che il tutto sia stato creato esattamente per lui, a sua completa disposizione, affinché lui lo spogli senza ritegno ad aeternum.

Abrade quindi gli ingranaggi di prossimità, fermando la macchina che dopo un po’, stufa, si libera di lui.
Pensa di ottimizzare, in realtà sta scrivendo l’epigrafe.

Della Storia pensa di esser la trama, mentre ne è solo i titoli di coda.

Isis

Ma…
Davvero credete che esista un esercito, nel deserto, nato dal nulla, con rifornimenti di armi e logistica in grado di sostentare 50.000 uomini nel nulla, capace di sfidare Usa, Russia, Siria, e tutti ?
Che si proclama Califfato, minaccia Roma, nasce in Iraq, scavalca sei stati, rinasce in Libia,attacca solo paesi arabi, ignora Israele, minaccia l’Egitto, nel frattempo fa attentati in Europa, cura cellule dormienti in giro per il mondo, produce nel deserto video professionali, manda 80mila tweet al giorno e proclami via Web da località segrete ?
e che la Cia, Mi5, Mossad, Fbi e Interpol assistano atterriti ?

Sdraiatevi, rilassatevi, e parlatene
ma a uno bravo, molto bravo.

Mc Cain

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
IranNel mirino degli Usa da sempre.Ora è arrivato il ministro degli esteri del Deep State, cioè quel mega apparato finanziario-militare da sempre a capo della più grande organizzazione criminale della storia.

Dopo Syria, Isis, Ucraina, Libya, ora l’Iran.

La distruzione di governi sovrani e l’accerchiamento della Russia prosegue.

Il sistema mondiale

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Il sistema mondiale.

Ogni giorno muoiono di fame circa 33.000 bambini che potrebbero essere salvati con circa 60 centesimi al giorno.
Per ognuno di loro vengono spesi circa 60.000 dollari al giorno in armi, per un totale di duemila milioni, al giorno.

Dieci anni fa il 2% della popolazione mondiale possedeva quando il rimanente 98%.
Ora l’1% possiede quanto il rimanente 99%.

Un ristretto manipolo di ricchi possiede una ricchezza monetaria potenziale che equivale a 55 volte il pil mondiale. cioè possiede 55 terre. Le nazioni, cioè le comunità, cioè noi tutti abbiamo quindi 55 terre di debiti con costoro.
Gli interessi su questo debito siderale comportano questo ingente travaso di ricchezza dai poveri, e dalla classe media, verso l’apice della piramide, verso i ricchi, realizzato attraverso la fiscalità.

Per anni i ricchi sono stati coloro che producevano e vendevano prodotti.
I “padroni delle ferriere”.
Producevano, vendevano, guadagnavano e ripartivano da capo.
Avevano bisogno di operai e di clienti.
Ora producono direttamente il denaro senza tutta la trafila industriale: ora è molto più remunerativo per loro, produrre penuria.

Big Pharma persegue la penuria di salute.
Lokheed Martin la penuria di pace
Cargill la penuria di grano
Nestlè la penuria di cibo.
Coca cola la penuria di acqua.
Monsanto la penuria di biodiversità.
Big Oil la penuria di energie rinnovabili
Le banche centrali, ora private, la penuria di moneta.

Tutte, la penuria di conoscenza.

Tutte, la penuria di sovranità.
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Ecco. La domanda che tutti dovremmo porci è:
Io, nel mio piccolissimo, faccio qualcosa per cambiare questa situazione,
o concorro a perpetrarla ?

Leggevo….

Leggevo…

India, Cina, e paesi emergenti stanno sfornando centinaia di milioni di giovani con inglese fluente, lauree specialistiche, competenze in intelligenza artificiale, stampanti 3D, cibernetica, quantistica, nanotecnologie.

Quindi, visto che il futuro si giocherà tramite quelle competenze, puntateci anche voi, giovani che state studiando.

Dante, e Schopenhauer, la sociologia e l’Arte, saranno anche affascinanti, ma non vi daranno da mangiare.

Sembra logico, invece secondo me è una sciocchezza.

Tra dieci, venti anni , appunto ci saranno quasi un miliardo di tecnici sopraffini – cinesi e indiani sono geni della matematica – ma ne servirà un numero molto inferiore.
Ogni supertecnico alza la produttività di un sistema, un miliardo di tecnici dell’automazione possono mandare avanti la galassia, non la Terra. Le nuove fabbriche tipo Gigafactory di Tesla, o la nuova Foxcon, producono il doppio di prima con un quinto dei tecnici e un decimo degli operai.

Tu, povero ragazzetto italiano dall’inglese biascicato, dovresti poi competere con mille milioni tra cinesi, indiani, malesi, bengali, vietnamiti, brasiliani, indonesiani, pakistani, tutti tecnici cazzutissimi, per un posto su cento ?

Da retta a me, giovane italiano, semina il grano.
Semina la canapa e con quella facci lavori con macchine 3D.
Impara a fare il formaggio di fossa, che il formaggio cinese nella fossa ti ci manda,
Impara a fare il vino che il vino indiano se lo bevessero loro, impara la storia del Rinascimento.
Impara a stagionare le salsicce come a Norcia.
Impara a fare la pasta, nelle 11.000 forme che ci sono in Italia.
Impara una per volta le 900 paste ripiene; ogni regione ne ha 80.
Impara a fare la pizza come Cristo comanda, e il mondo sarà tuo.
Impara a fare la Birra, dal malto.

Impara la lingua Italiana. BENE.
Impara a parlare e a pensare bene.

E sopratutto studia quello che ti piace e fai della tua passione il tuo lavoro.

E’ li che non ti batterà nessuno.