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Monthly Archives May 2013

Gli altri siamo noi.

“Ogni aspetto del nostro comportamento sociale mostra che siamo progettati per condividere, prenderci cura ed essere equanimi. La natura ci ha progettati non per competere, ma per connetterci. Siccome lo abbiamo ignorato e abbiamo creato credenze sociali che ci vogliono l’uno contro l’altro, ora siamo nei guai, siamo deboli” (Lynne McTaggart)

Questo dice la Taggart, ed è evidente che abbia ragione. Quello che dice è troppo semplice e trasparente per non essere vero. E poi lo abbiamo sperimentato anche noi, nella nostra vita, molte volte. Tutte le volte che ci siamo isolati o che abbiamo solidarizzato,  l’esperienza è stata chiarissima.

Invece un post di “Ecco cosa vedo”:  A livello spirituale non c’è differenza tra noi e gli altri, per questo non si può ferire qualcuno senza sentirci a nostra volta feriti, ne si può aiutare il prossimo senza aver aiutato anche noi stessi.
Tutti nella vita affrontiamo delle sfide e possiamo scegliere in che modo reagire.
Il tempo presente non è un tempo fuggevole, vuoto, transitorio. Lo è se non si coglie la sua profondità, la sua intensità, il suo essere l’occasione per le decisioni, per una scelta, per un atto d’amore.

Partendo da tutt’altro punto di vista,  e da un substrato culturale completamente diverso, Konrad Lorenz, uno scienziato, etologo, dice che : L’uomo  ha da secoli eliminato ogni altra specie dall’elenco dei possibili competitori per il territorio, per il cibo , per le risorse .  E da secoli quindi che ha come unici concorrenti  altri uomini.  A livello di selezione naturale questo porta a una selezione “intraspecifica”, essendo un tipo di uomo che deve prevalere su un altro tipo di uomo, e non un uomo contro uno pterodattilo, per esempio.  Questo a livello evolutivo è eccezionalmente deleterio, perché va ad attaccare, un po’ come le malattie autoimmuni, proprio quelle caratteristiche che hanno reso Grande l’uomo. La capacità di coesione, di solidarietà , la trasmissione di conoscenza attraverso la simbologia , e da lì la tradizione , la cultura.  In pratica ha imposto un inversione a “U” , nel cammino che l’uomo aveva intrapreso verso ma soprattutto attraverso la “comunitarietà”.

Tutte le religioni nel loro impianto basico , indirizzano anch’esse verso questi fini. La solidarietà ne è sempre la base, Dio si può intendere come il tutto a cui rispondere.

Tutte le religioni meno una: il denaro.  Che già il Vangelo avvertiva essere l’esatto contrapposto di Dio.

L’interesse proprio contro l’interesse comune.  La competizione contro la solidarietà.

Ora che il Denaro è Dio, siamo nei guai. Tutti. Anche chi ne ha tanto.

Il denaro è un Dio dispotico, non fa sconti.  E senza gli altri siamo nulla.

Ed essere contro gli altri significa essere contro se stessi.

Gli altri siamo noi.