Monthly Archives: September 2014

L’idea che l’Euro sia un fallimento è stupidamente errata

“L’idea che l’Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l’Euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l’hanno imposto“.
Così ha scritto il giornalista americano Greg Palast sul Guardian del 26 giugno, ricordando che “l’ideatore”, Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l’euro) come l’arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro; “Ho conosciuto Mundell tramite il mio docente universitario Milton Friedman“.
Palast descrive bene l’idea di Mundell: “L’Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi, infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti) e, senza queste prerogative, l’unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza”. Per Mundell niente deve interferire col MERCATO“.
Palast continua dicendo che Mundell gli spiegava che “l’euro è tutt’uno con la Reaganomics; la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato invisibile… sic), e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato“.
Il termine “riforme strutturali” non è altro che un eufemismo per nascondere l’annullamento dei diritti dei lavoratori (e degli imprenditori…), Mundell sostiene che “l’unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi” (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini).

Abbiamo un problema 2

Abbiamo un problema.
Cena a Roma. Un avvocato donna e madre, uno scrittore, un insegnante, un insegnante di educazione fisica, una dirigente di un ministero, un architetto, un giovane attore di teatro. Quasi tutti laureati, culture variegate, accesso alla rete e sistemi cognitivi atti alla decodifica delle informazioni.
Cito, nei miei discorsi Paolo Barnard.
—- Mai sentito, da nessuno.
Dopo un pò, superato lo stupore iniziale, cito Monsanto.
—- Mai sentita, da nessuno.
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La morale qual è ?
Che l’informazione nei Social Network sopratutto, è tutto fuorchè libera.
Tutte le nostre ricerche su FB , o su Google indirizzeranno i risultati futuri.
Quindi mentre noi ci beiamo di una consapevolezza diffusa che sta crescendo attorno a noi, in realtà sta solo migliorando l’efficienza dell’algoritmo di Google e di FB.
Che ci mostra e propone solo quello che ormai sa interessarci.
Tanti piccoli Truman Show crescono. Ce n’è uno per ognuno.
Si creano quindi delle membrane invisibili ma impermeabili tra strati “culturalmente coindirizzati” della società che si trovano a parlare solo tra simili. Un responso assolutamente falsato ci convince che tutti stiano diventando simili a noi, ma è uno specchio.
E non è lo specchio dell’anima, è un tunnel specchiato.
Un caleidoscopio.

Tempi di cambiamenti

 

“In times of change, learners will inherit the earth, while the knowers will find themselves beautifully equipped to deal with a world that no longer exists.” Eric Hoffer

“In tempi di cambiamenti, coloro che imparano, erediteranno la terra. Coloro invece che si riterranno depositari del sapere si ritroveranno perfettamente attrezzati per affrontare un mondo che non esisterà più”.

‪#‎cambiodiparadigma‬