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Monthly Archives November 2014

Risposta da un NON tecnico a un Tecnico economista.

Rispondo a una nota giornalistica che considera “irrealistica e impercorribile l’ipotesi referendunm sull’ euro.

 

A parte che M5s credo non potesse fare altro.

Alcuni strillano : “uscire subito”.

Certo , lo so, era meglio uscire ieri.

Ma dimenticano che Renzi ha preso il 41%, non noi.

E noi, massimo, possiamo uscire dal Parlamento, non dal’Euro.

 

Premetto che l’ipotesi intermedia, cioò nazionalizzazione di MPS e richiesta di denaro a BCE allo 0,25% la propugnamo da molto perchè azzererebbe il “peso del debito” anche solo con una inflazione all’1%. E farebbe da ottimo salvagente, ammortizzatore nelle fasi intermedie, cioè sotto attacco a ancora in Euro.

 

MA veniamo al merito.


“Grillo, dal palco dal Circo Massimo, ha annunciato l’avvio della raccolta delle firme per proporre il referendum per l’uscita dall’euro.
Andrebbe ricordato che l’euro è quella moneta per la quale i padri fondatori, per tanta democrazia che hanno osservato, oltre ad avervi negato la possibilità di decidere se aderire o meno alla moneta comune, vi hanno precluso anche la possibilità di decidere (attraverso consultazione referendaria) come e quando poterne uscire.
Lasciamo perdere i tratti giuridici e costituzionali riguardanti la possibilità di poter sottoporre a referendum i trattati internazionali e quindi anche i trattati istitutivi la moneta unica, che è comunque preclusa.

 

Non è vero, non è preclusa. Anche tecnicamente sembranno esserci molte possibilità, anche con legge di iniziativa popolare . C’è da dire poi che se un trattato è incostituzionale è sempre “cassabile” e ancora c’è da dire, che, se lo vuole il popolo, SOVRANO, TUTTO è POSSIBILE.

 

Ma anche se non lo fosse nella forma, lo sarebbe nella sostanza. Perché, ammesso che sia possibile, per quando avranno raccolto le prime 10000 firme, i mercati avranno già messo sotto pressione l’Italia.
Questo perché, nessun investitore, fiutando il rischio della possibilità di abbandono della moneta unica da parte dell’Italia, sarebbe disposto a mantenere in essere gli investimenti in Italia, sapendo che, dovendo essere ridenominati nella nuova lira per via del risultato referendario (se favorevole), con ogni probabilità (sicuramente), riceverebbe in cambio il controvalore del proprio investimento in una moneta svalutata rispetto all’euro.    

 

 

Gli investitore sono contrari a questo, ovviamente per ragioni però completamente diverse. Sono i nostri nemici. A loro, quelli grossi intendo, non interessa affatto la solvibilità del paese Italia, e la derivante sicurezza del loro credito, a loro interessano i nostri beni, quindi è vero che ostacolerebbero questo processo con ogni mezzo,perchè fuori dall’Euro noi siamo fuori dalle loro grinfie,e ci attaccherebbero  sicuramente anche facendo leva sullo spread, ecc. ma per motivi opposti.  Non è assolutamente detto che la lira si svalutrerebbe rispetto all’euro. Ricordiamoci che senza l’Italia , con INdignados partito primo in Spagna e la Le Pen che se vince esce di corsa, l’Euro diventa la moneta di nessuno. Comunque la proposta agli investitori esteri è di scegliere se tenere la denominazione in Euro o in Lire.Con tasso fluttuante dal giorno dopo.   Poi parleremo anche di debito odioso.  Abbiamo pagato in 20 anni 3100 miliardi di interessi. IL 200% del capitale. Può bastare.  Ma questo è un secondo passo.

 

 

 

Quindi, perché rischiare, si diranno gli investitori? E con un semplice clic sul pc dall’altra parte del mondo, venderebbero tutto il debito pubblico italiano (e non solo debito pubblico) che hanno in portafogli e abbandonerebbero l’Italia. Tenuto conto che per fare un referendum consultivo (quello che ha in mente Grillo, immagino) occorre almeno un paio di annite diverse. , e tenuto anche conto che il debito italiano in mani estere è, ad occhio e croce, circa 700 mld, cosa succederebbe se gli investitori dovessero abbandonare l’Italia?
Succederebbe che l’Italia, che deve rinnovare ogni anno circa 400 miliardi di euro di titoli di stato, non avrebbe più investitori disposti ad acquistare titoli di stato; quindi, farebbe default nel giro di qualche mese, ad essere ottimisti.

 

 

Una banca nazionalizzata acquisterebbe il denaro allo 0,25% e con quello i titoli. Sono giochi. Ma hanno cominciato loro. Una volta ridenominato in lire, il debito diventa un problema di Mouse e di click.  La banca centrale italiana può stampare quel che vuole e ripagare chi vuole. SEMPRE.

 

Ma prima di questo, si verificherebbe un evento che, fin dalle battute iniziali, comprometterebbe la stabilità finanziaria dell’Italia. Si da il caso che le banche italiane abbiano in portafogli poco più di 400 mld di titoli di stato.

 

Le banche Italiane si ritroverebbero con il credito convertito in Lire. Sicure, MOLTO più sicure a quel punto di riavere il valore un giorno. Cosa che oggi è assolutamente impossibile. Noi 2100 miliardi di euro , con un debito che continua a crescere , e un un PIL in inesorabile calo, che l’Italia riesca a pagare il debito, è matematicamente IMPOSSIBILE

 


Le vendite del debito italiano da parte degli investitori esteri metterebbero sotto pressione tutto il mercato obbligazionario, e, segnatamente, anche i titoli di stato, che perderebbero di valore. Per cui, considerando anche le condizioni di estrema fragilità da parte del sistema bancario italiano, le banche italiane salterebbero in aria nel giro di un nano secondo, facendo evaporare anche i risparmi degli italiani.
Giova appena ricordare che la crisi dello spread del 2011, iniziò con la Deutsche Bank (Xetra: 514000 – notizie) che vendette appena una decina di miliardi di titoli di stato, a cui seguirono vendite più massicce da parte di altri investitori istituzionali esteri.
In questa ipotesi (cioè nel caso di referendum) i multipli sarebbero assai superiori, e per un lasso temporale molto lungo, visto che per preparare un referendum occorrono almeno un paio di anni. Durante il periodo di “gestazione” del referendum, il debito italiano sarebbe esposto a livelli crescenti di stress anche in ragione ai risultati dei sondaggi referendari. In questo lasso di tempo (assai lungo), l’Italia, essendo ancora nell’euro, non potrebbe neanche contare su una banca centrale nazionale che possa monetizzare il debito, sostituendosi agli investitori esteri.
Insomma, quella del referendum non è una via praticabile per poter uscire dall’euro. (trendonline)”

 

Alle banche italiane possono esser “girate” cartolarizzazioni su CCF a garanzia dei titoli. Che perdano di valore diventa rilevante solo ai fini degli stress test di Basilea tre.

Da un punto di vista del rischio, Ora non hanno valore, essendo inesigibili.  

 

Si continua a parlare di un cappio che, se tirato, ci strangola. Non capisce, lo scrivente, che con una nazione sovrana, chi tira il cappio si trova in mano una corda, collegata al collo di nessuno. 

 

LO scrivente cita Deutsche Bank.   Che è un fantasma.   Ha esposizione in derivati per 75.000 Miliardi di dollari, cinque volte il PIL americano.   Una volta e mezzo credo, il PIL mondiale. in pratica è una banca che non esiste più.     I Mercati, che lui cita, sono illegali, e hanno in mano denaro che non esiste, che non PUO’ esistere.  Hanno, si dice , 100 volte il PIL mondiale, cioè hanno cento Terre in mano. Ha senso ? 

E siccome loro si son fregati le tipografie del denaro, e ne hanno stampato una montagna alta 6 volte l’everest, noi dovremmo chiudere gli ospedali ?   Chiedo , esigo che la follìa di tali assiomi sia riconosciuta come tale. Tutto quì.   L’Unico valore di questo pianeta è la vita , per quanto ci concerne, e l’unico certificatore di ultima istanza, la nostra coscienza, al di là e al si sopra di ogni considerazione tecnico-mercatista.




Lettera ad Augias

Io ho bruciato il libro di Corrado Augias.
Libro comprato direttamente da Corrado Augias a Zagarolo, quando venne.
Autografato.
Augias, persona lucida, concreta, di grande cultura.
Io amo i libri, me ne circondo, da sempre.
Amo i libri perchè sono il simbolo del sapere in simboli, trasmesso.
Provo profonda indignazione invece per la menzogna.
E ancor di più quando questa approfitta della conoscenza per essere più incisiva.

Il Sapere mentire meglio.
Il Sapere ingannare meglio.
Il Sapere raccontare meglio le menzogne che permettono a Lei di mantenere uno stile di vita lontano dalla sanità pubblica italiana, nella sua bella casa di Parigi, Augias.

Menzogne che Le permettono di stare ben lontano dagli affanni di chi ha un piccolo stipendio o di chi lo stipendio non ce l’ha affatto, sig, Augias.

Le menzogne che le permettono di attaccare la Resistenza , e gli unici che la fanno, in questo momento.

Lei è fascista, sig, Augias.

Ha posto il suo sapere e il suo ben parlare al servizio della menzogna, funzionale al mantenimento del suo status economico e sociale.
E chi è in difficoltà, chi è disperato, chi non ha lavoro, chi non ha niente, si arrangi.

Io, che non rappresento altri che me stesso, con tutti i limiti del caso, non sono d’accordo.

Chi sa, deve lavorare per gli altri. La conoscenza se è finalizzata solo al nostro tornaconto personale è poco, se è finalizzata all’inganno del prossimo è il male assoluto.

In quel camino io ho bruciato l’ipocrisia.

Il nostro male più grande




Il Teatro

Il Teatro.

Girano voci incontrollate. Che in Italia non si finanzi il Teatro.
Ma che dite ?
L’Italia è in assoluto, nella storia dell’Umanità, il paese che finanzia il Teatro in maniera più massiccia.
Miliardi di Euro. Attenzioni, stampa, media, migliaia di esperti. Tutto.
Dispone di tutto.

La Camusso che polemizza con la Picierno.
Brunetta che urla alla legalità.
Scajola a Masterchief prepara ” l’ Insaputa”.
Schettino che insegna come gestire il panico.
“La destra e la sinistra sempre contrapposte” in quattro atti.
O forse cento.
Berlusconi libero per Buona condotta.
Corona dentro per Cattiva condotta.
Ruini che invoca un tetto per gli immigrati.
Santoro che si indigna.
Cucchi si è ucciso da solo.
Vauro a sinistra della sinistra sinistra, Cioè a destra.
I dirigenti della protezione civile premiati a Genova.
Un rigore alla Juve che diventa interpellanza.
Uno scippo albanese che diventa intolleranza.
I voti dei rom comprati dal PD.
Il Pd che protesta contro il PD.
Civati è fiducioso della sfiducia.
Napolitano è il presidente di tutti.

Teatro. Ci costa Miliardi. E la faccia.

Ah. Ma voi pensavate al Teatro Valle ?
All’Eliseo che aspetta gli ufficiali giudiziari ?
Al Teatro dell’Opera ?
Al teatro dell’Arte, dell’Ironia,del sotteso, della Verità ?

No. Di quello non gliene frega niente.

A loro interessa il Teatro della Menzogna.

E finanziamo quello. A suon di Miliardi.