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Monthly Archives June 2015

Perchè abbiamo scelto la Permacultura come metodo per la Rivoluzione.

« Le strategie “dal basso verso l’alto” più rilevanti partono
dall’individuo e si sviluppano attraverso l’esempio e l’emulazione fino
a generare cambiamenti di massa.  La permacultura – per quanto
complementare a molti approcci “dall’alto verso il basso” all’interno

del movimento ambientalista – non ha come obiettivo principale quello di
far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma
quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di
accentuare la loro autosufficienza e autoregolazione.
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte della società
è pronta, disponibile e in grado, sostanzialmente , questo è ancora più
significativo – di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò
sia possibile e rilevante.
> Questa minoranza socialmente ed ecologicamente motivata rappresenta la
chiave di volta di un cambiamento su larga scala. » (David Holmgren)

Nell’agricoltura intensiva delle grandi pianure americane e canadesi,
per ogni caloria prodotta , se ne consumano venti, tra mietitrebbie,
camion, treni, navi e concimi a base petrolifera. Sembra lecito supporre
che col petrolio in fase calante in quanto a riserve, e con prezzi prima
o poi in impennata, questo sistema porterà a gravissime crisi
alimentari. Il sistema non è PERMAnente.
Il termine “permacultura” deriva dall’inglese permaculture, una
contrazione sia di permanent agriculture sia di permanent culture dal
momento che, secondo il coniatore del termine Bill Mollison: “una
cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile
ed un’etica dell’uso della terra. Il nostro assunto è che se altri
posseggono ciò che ti serve per vivere, posseggono te, e la tua libertà
è tale solo in apparenza. Quindi stiamo divulgando in parte , ma
sopratutto operando, affinche il nostro territorio torni ad essere
Resiliente, attraverso la Permacultura. Cioè in grado di adattarsi
positivamente ai traumi che il moderno svluppo sta inducendo, ottenendo
ciò tramite l’autoproduzione di ciò che occorre alla nostra comunità.
Partendo dal cibo ma estendendo presto le nostre attività all’energia,
alla cultura, alla scuola.
A tutto ciò che occorre a una vita felice e armoniosa.

Ricostruendo soprattutto il senso di comunità, senza il quale l’uomo è
indifeso. E proprio agli indifesi e ai deboli va il nostro PRIMO
pensiero. La lotta di uomini contro uomini per prevalere, per la
ricchezza e per beni materiali in eccesso non ci interessa: siamo
convinti porti a esiti nefasti e non ci siano vincitori.

Armonia e equilibrio pensiamo siano strattamente legati.

In una visione d’insieme, prima o poi, gli altri siamo noi.