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Monthly Archives August 2015

Siamo fatti strani.

Siamo fatti strani.
Nasciamo senza nulla ma diciamo subito “mio”.
Vogliamo il possesso: di un giocattolo, poi del meccano, poi di un arco e le frecce, poi di un motorino, un giaccone di pelle, poi la macchina, la nostra.
Vogliamo poi una casa. La nostra. Se ha il giardino poi….
Vogliamo. Tutto nostro.
Vogliamo una donna. La nostra.

Vogliamo che altri ci guardino e ci ammirino.
Siamo noi.

Poi dobbiamo però mantenere tutto ciò.
Che rimanga nostro.
Che rimanga in ordine e di bell’aspetto.

Non manchino le foto che immortalino il successo. Il nostro.
Una fatica.

Nel frattempo non abbiamo fatto quello che veramente volevamo.
Neanche ce lo ricordiamo più cosa volevamo.
Eravamo piccoli, ma ci siamo dimenticati.
Cosa volevamo ?

Nel frattempo una vita se n’è andata.
La nostra.




Apre un supermercato.

Apre un nuovo supermercato.

Sento dire: “eh, se assumono… va bene”.

Fessi ! Fate due conti: assumeranno 5 cassiere e 4 magazzinieri.
Con stipendi da poveracci.
Part time ridicoli a volte: due colpi di bancomat da 250 l’uno.

E faranno chiudere altri venti negozi: venti famiglie della classe media sparite dal territorio.
Che non faranno più acquisti,
non compreranno più da agenti e grossisti locali, da produttori locali,
non ceneranno più fuori a volte,
piomberanno anche loro in basso lungo questo piano inclinato sempre più ripido che sta facendo scivolare la classe media verso la povertà.

Verso il buio.

Non è certo di supermercati che abbiam bisogno, ma di piccoli negozi che vendano la merce ottima del territorio, di artigiani, di contadini, di esperti, di piccole e buonissime produzioni locali.

Diamoci da fare.
Se no, siam fottuti.




Mica sono io !

Mica sono io !

Si suicida un imprenditore, un falegname o un cassintegrato ?
Ci spiace ma è dura per tutti.
Poi si suicida un benzinaio.
Poveretto. Ma mica faccio il benzinaio io.
Poi operai stanno su una piattaforma due mesi.
Noi no.
Una bambina muore perchè non trova un letto in ospedale.
Non è la nostra.
Portano va la casa a uno con bambini.
Non siamo noi.

– E quando saremo noi ?

Tranquilli.
Ci sarà qualcun’altro che dirà: “non sono io”.




Stanno chiudendo gli ospedali.

Stanno chiudendo gli ospedali dappertutto, cazzo.
Gli ospedali !

Voi che ve ne fregate sempre di tutto, a parte il derby o il rigore rubato, potrebbe capitarvi una notte, di portare un caro, d’urgenza troppo lontano….troppo.
E potreste arrivare tardi.
Allora vi sentirete degli stronzi.

Finalmente, avrete ragione.




Inflazione

Inflazione.
Una delle tante cose che ci hanno sempre raccontato all’incontrario, e ora facciamo fatica a capire cos’era davvero.
Scriverò ben più di cinque righe, pochi mi leggeranno. E faranno male.

Premessa.
Fin dal Vangelo il valore che si da all’uomo è inversamente a quello che nella vita possiamo destinare al denaro. E viceversa. I ricchi, la cruna, il cammello…
Per forza.
Troppe volte nella vita capita di scegliere tra l’amicizia, la parola data, l’onore stesso, l’autostima, la correttezza, e il denaro. L’accumulo di denaro è un valore antiumano di per se. Amare significa dare, l’amore per il denaro ci fa vedere gli altri come ostacoli tra noi e il possesso.
Come concorrenti sempre, come nemici, non c’è niente da fare.
L’han detto tutti i grandissimi.

Bene.

Negli ultimi anni il rendimeno degli investimenti speculativi ha reso circa il 7%.
Gli investimenti in fabbriche, lavoro, commerci, il 5%, e per di più con dei rischi
Ecco perchè la finanza si è spostata in massa verso le soluzioni totalmente finanziarizzate: soldi per fare soldi, non per fare cose.

E con i soldi fatti coi soldi fatti coi soldi, il potere.

Il lavoro è sparito.

E con esso il valore dell’uomo.

E’ ravvisabile quindi una possibilità di quantificazione dei parametri:

Più rende il denaro, meno vale l’uomo.
Banale nella sua meccanica, ma agghiacciante. E verificabile.

Che fare ?

Ne abbiamo parlato, con economisti anche di grido.

Ci vorrebbe il tasso negativo.
Una moneta con su scritto un “100″, che in sei mesi diventi “90″, o “95″, vedremo.
Lo scendere progressivo, prevedibile e previsto, graduale, del valore di una moneta nel tempo spinge ineluttabilmente verso due conseguenze: la gente non metterà via denaro, non lo accumulerà perchè in pratica è diventato un bene deteriorabile: lo spenderà, lo investirà, perchè costretta.
Come conseguenza il lavoro ci sarà, e sarà un’enormità.
Nessuno potrà accumulare così tanto denaro da poter infine condizionare e comandare i politici come accade ora.
Essendo negativo il tasso di rendimento della moneta sarà altissimo il valore dell’uomo, suo antagonista nella Macroscala valoriale umana.

Noi, questa moneta a tasso negativo, ce l’abbiamo avuta per trent’anni.

Trent’anni in cui tutti ci siamo comprati la casa, alcuni due.
Tutti ci siamo comprati la macchina, alcuni tre.
Un lavoratore poteva mantenere una famiglia con moglie e tre figli, e pagare anche il mutuo.
E andavamo anche al mare.

Questo tasso negativo si chiamava Inflazione.




Pd come la Dc ?

Sento paragonare il PD alla DC.
Dissento. I democristiani erano ENORMEMENTE meglio.
E, alla luce di attente riflessioni, di letture accurate delle strategie da essi messe in opera ma sopratutto dalle politiche sociali attuate dalla Democrazia Cristiana, si può desumere, dati alla mano, che neanche fossero male.
Alcuni esempi.
La politica era ovviamente filo americana ma, usciti da poco dal piano marshall, firme messe, resa accettata, sovranità abbandonata, non c’era molto altro da fare: questo fu fatto al meglio. Il sociale e lo svluppo del paese furono due capolavori. Da un lato le partecipazioni statali spinsero il paese in maniera enorme, dall’altro politiche TOTALMENTE KEYNESIANE sottraevano forse ingiustamente a molti, ma per redistribuire in Italia. Tutti furono ammessi al banchetto della ricostruzione e l’Italia, c’è poco da dire, passò da paese distrutto, ad essere sesta potenza mondiale. E c’era l’inflazione. Su questa faccio un post a parte **.
In pratica, riassumendo, la grandissima differenza tra questi criminali e la DC è che la DC rubava, ancorchè per distribuire in cambio di voti, una piccola parte dei nostri utili. Questi criminali rubano una parte piccola in percentuale su somme assurde che se ne vanno all’estero. LA DC aveva una provvigione sul nostro arricchimento. Questi hanno il “diritto di saccheggio” sulla nostra totale spoliazione.
Il risultato è che, inversamente alla DC , ci hanno preso sesta potenza mondiale e ci stanno mandando per stracci. E non è una differenza da poco.
Ho pensato sempre la DC fosse il male assoluto. Mi sbagliavo.

Questi sono TRADITORI della patria, della verità, dei deboli, della Costituzione.

 




Syntagma 2

Segue da: “Notte a syntagma”. (non ve la perdete, leggete tutto, merita, ed è tutto vero)
– La festa non è finita. Noi quasi.
Dopo aver ballato, cantato e gioito per una festa popolare che vede vecchi, giovani, donne, madri, barbuti, giovinastri, tatuati, elegantini, tipologie disparate,punk, similborghesi, cantare ,ballare, tutti fratelli e contenti, ci abbiocchiamo. Non ce la facciamo più.
Alcuni di noi si rifugiano per la sesta volta al bar di syntagma, a bere l’ennesima birra, altri, molti eletti si sbragano sul prato: quando parte l’irrigazione in automatico e finiscono tutti fradici è da morir dal ridere.
Noi al bar che sta chiudendo parliamo di politica e di cosa sarà con un giornalista di Copenhagen e con attivisti di Imola e Bologna. Poi acconpagnamo (sono le 3,30) una attivista che è venuta in carrozzina prima al bagno, poi in albergo. Vive in Italia ma è di origine Greca, ci traduce i notiziari che scorrono. Non abbiamo idea di cosa voglia dire una carrozzina: non vai da nessuna parte !
Il mondo è uno scalino.
Ce ne sono ovunque. ci mettiamo un’ora per fare pipì; nessun albergo , anche 5 stelle è attrezzato. L’ultimo è quello buono. Poi andiamo in albergo.
Un mazzo così. la carrozzella non passa, bisogna smontarla per l’ascensore, poi rimontarla sul pianerottolo, e in camera è un incubo: non ci avrei mai creduto se me l’avessero raccontato. La domanda è : ma come si fa ad avere una forza così, a raggiungere la storia dove si svolge, ma senza gambe, senza autonomia, da soli: mistero dell’umana energia. Ci mettiamo una vita. Ogni particolare va preparato, programmato, se no sarà un ostacolo insormontabile: Memorizzo: è assolutamente necessario che una volta al mese ognuno passi mezza giornata con un disabile in carrozzina: vedrà il mondo in maniera diversissima da allora in poi.
ASSOLUTAMENTE.
La giornata, con Beppe, con la vittoria di OXI, lo scontro con l’ipocrisia nelle sue forme più sorprendenti e meschine, coi fuochi, con la gioia irrefrenabile, con le mille persone incontrate, col primo schiaffo in faccia agli schiavi dell’oligarchia, finisce alle 4,30. Troppa roba per una giornata sola, la stanchezza è possente ma i ricordi non entrano tutti, si spegne il corpo, ma la testa è in fiamme.
Oggi. Rientriamo , in aereo, tutto quieto. La nostra amica è sullo stesso aereo ma riusciamo a non trovarci: pensiamo sia in testa, invece è in coda: niente.
La nostra amica ci scrive: Quella mattina è uscita in carrozzina, passa davanti al ministero delle finanze, si avvicina.
Si ricorda che in quel ministero c’è un bagno stupendo attrezzatissimo perchè è solito andarci Schauble, il demonio in carrozzina. Entra. Trova i sontuosi e supertecnologici bagni. Una meraviglia.
Esce dal bagno..
Vaga per un corridoio. Vede un capannello di persone, chiede agli usceri, – di chi è quell’ufficio ? – “di Varoufakis”. – “ah, posso entrare ?” – “Certo, lui è sempre a disposizione, e quando fa riunioni , sono aperte a tutti” – Aspetta il suo turno, entra, parla con Varoufakis mezz’ora e si fa una foto con lui, gli chiede tutto, lui le spiega tutto. Lui , Varoufakis è commosso e piange.

Questa è la democrazia.
Questo è un uomo eccezionale.
E questa è una donna eccezionale che senza gambe è arrivata dove mezzo mondo vorrebbe essere, da sola, in carrozzina.

E’ una favola, ne convengo, ma è tutto vero, ed è successo stamattina.




Il problema sono io.

Non sono nel movimento da 10 anni ; solo da tre, ma ci ho dedicato talmente tante ore al giorno che si può dire non abbia fatto altro.
Ho capito una cosa.

Una cosa che vale per il movimento, per il sociale, per la vita tutta , in ogni aspetto: Passiamo la vita e sprechiamo il 90% delle nostre energie a
spulciare l’attività altrui invece di attivarci,
a dire cosa andrebbe fatto invece di fare,
a stabilire regolamenti invece che attivare comportamenti,
a scrivere mozioni invece che seguire le emozioni.
– Noi, ognuno di noi DEVE essere, deve FARE la propria rivoluzione.

Non lo dico io, che non conto nulla, lo dicono da sempre, Gesù, Budda, Krishnamurti, Gurdieff, Ghandi, Osho, ecc. solo che siamo , per lo più , leggeri e poco attenti.

Sembra avulso dal contesto ?

Non lo è. Ne è il nocciolo anzi.

Il problema non è Renzi, e neanche l’Oligarchia.

Il guaio siamo noi, per l’esattezza io.




Chi mi ha buttato in mezzo a una strada

“Ad avermi buttato in mezzo a una strada, a 50 anni, non è stato uno zingaro e nemmeno un africano. E’ stato De Benedetti.
A far di me un peso morto è stata la Fornero.
A fingere di proteggermi intanto che si facevano i cazzi loro, non sono stati gli extracomunitari, ma i sindacati.
A prendermi per il culo dicendo una cosa e facendo l’opposto, è Renzi, non i rumeni.
A stravolgere la nostra Costituzione anzichè imporne il rispetto, è il parlamento italiano, non quello tunisino.
A distruggere sanità e istruzione, sono stati i governi italiani eletti da italiani, non i rom.
A vessare con metodi medioevali chiunque provi a campare con il poco che racimola, sono funzionari italiani, non libici.
A vendere o spostare verso altre nazioni tutte le principali aziende italiane, non sono stati i marocchini, ma Marchionne, Tronchetti Provera e quelli come loro.
A spingere al suicidio qualche centinaio di poveri cristi, sono stati i governanti italiani, non i profughi.
A sfruttare ogni disgrazia per guadagnarci milionate e distribuendo briciole, sono le grandi cooperative italiane, non quelle serbe.

Piuttosto che altri, preferirei fossero loro a trovarsi finalmente nella condizione di dover salire su dei barconi per scappare.

Scappare da qui”.

Cit.