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Monthly Archives November 2015

Resilienze

Tutto è nato da conferenze sulle moneta, di cui la gente al 99% non sa nulla.

Dopo molto, abbiamo trovato la soluzione.

Ci siamo messi a zappare.

Siamo matti?

Il salto logico è grosso, in effetti. Ma la scelta è molto, molto ponderata.

I nostri nemici non sono la Merkel, Renzi, Draghi, Prodi, D’Alema, la Gruber, Olly Rehn, Junker. ecc. Questi sono gli scagnozzi, senza potere proprio, senza nulla, figure di una recita, spesso ben fatta: sono bravi attori. Il nostro nemico è il grandissimo capitale.

Le multinazionali, siano esse del denaro, intente a farcelo mancare,

della farmaceutica, intente a farci ammalare,

delle armi, produttrici di guerre,

delle sementi, fautrici di sterilità,

di menzogna, si son comprate i media.

Dobbiamo agire dove non se l’aspettano, dove fa loro male.

Non comprando più da loro.

Autoproducendo il più possibile. Loro hanno i cannoni, ma non sono attrezzate per i moscerini. Dobbiamo rimanere piccoli, ma diventare tantissimi. Non ci vedranno, non capiranno. Sono già morti.

Noi invece vogliamo la vita.

Una vita di fiori, di fatica felice, di comunità, di orti, di scienza applicata, di scambi locali, di qualità, di silenzi e di risate, di paese, di bellezza, di amore, di libri, di legno, di profumi, di musica, di rapporti, di vecchi e di bambini, di verdure e animaletti, di alberi, di invenzioni, di attrezzi e conserve, di piantine che germogliano, di calli, di freddo e di caldo, di acqua e camino, di vino, di piccoli progetti e grandi risa, di salute e abbracci. Insomma, il piano è questo:

— Da un lato produrremo cibo in quantità, e in questa direzione le scadenze sono dettate dai tempi dell’agricoltura, quindi semenzai, serre, preparazione terreni, piantinai,ecc.ecc.

— L’energia, il calore, è il secondo dei bisogni primari: facciamo e insegniamo a produrre stufe con pochissimi soldi, efficienti ed economicissime da gestire. Presto studieremo nuove tecnologie nel campo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica: c’è molta gente che non può più permettersi energia da fonti fossili. Neanche il pianeta può ancora per molto.

— Il tutto gestito, insieme a ogni altra competenza, bisogno, lavoro, necessità, scambio, con un’economia basata su buoni di rete. Cioè crediti che ognuno può acquisire fornendo la sua opera: dall’idraulico alle uova, dal muratore al giardiniere, dal tenere i bambini all’accompagno, dalle lezioni di inglese al mettere le guaine sul tetto. Faremo degli errori all’inizio, molte cose le facciamo per la prima volta, ma le competenze ci sono.

— Per il quarto, e forse primo, bisogno, cioè il senso di comunità e di solidarietà, noi, oltre a divertirci, non lasceremo indietro nessuno. Questo è sicuro. Questo è il nostro dovere. Vogliamo questo e faremo questo.

Avete un’idea migliore?




Cri

Cri

Dal greco Κρινὼ (si legge crino ), separare, secernere, scegliere.

Da cui CRInale, CRItica, CRIsi, ipoCRIta ,

Il crinale è dove un monte si divide tra un versante, e quello opposto.

La Critica è quell’operazione che cerca di separare un oggetto dialogico, un concetto, un accadimento , in diverse parti per analizzarle separatamente, oppure osserva un fenomeno nelle sue fasi temporali e le separa per un osservazione passo passo (cronocritica) o ne analizza i diversi , e spesso controversi aspetti.

La Crisi, in origime il termine si riferiva solo a fenomeni naturali e indicava il momento di manifestazione di un passaggio da uno stato al seguente tramite il peggioramento del primo.. La rottura di un equilibrio preesistente.

Ipocrita ( “upo” , di pronuncia ipo : sotto , giù e “cri” , separare, discernere appunto) : colui che sceglie di non scegliere, o finge di scegliere; non riconosce la crisi e usa le sue energie per mascherarla , invece che affrontarla, la nega,
Scappa di sotto dalla crisi, rifugge dalla critica.