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Monthly Archives January 2016

Schizofrenia

Schizofrenìa.

Urliamo all’invasione dalla Cina e poi compriamo le cose a un euro.
“Krukki, kartofeln, 4 a 3, eh,eh”, sfoggiando il navigatore 80 pollici dell’Audi usata.
Ci lamentiamo della morte del mondo dell’editoria musicale ma nell’ultimo HD da 3 tera abbiamo scaricato anche i rapper uzbeki.
Disperati per la chiusura di una libreria al giorno clicchiamo “mi piace” su amazon.
Che belli erano i vecchi negozietti di paese, o di quartiere, pensiamo con nostalgia, entrando da Carrefour.

E gli artigiani ? “Ah. Non ci sono più. Non si trovano falegnami, per esempio” , mentre alla cassa cerchiamo la Ikea Card.

Imprechiamo contro il traffico. In auto.

La Tv ? la peste. ci rincoglionisce. Pessima. ” La droga moderna” riflettiamo mentre ci tastiamo un livido sull’avambraccio
frutto dell’ultima colluttazione per il telecomando.

Auspichiamo con veemenza la Rivoluzione. Altrui




Dovete soffrire…

""La sistemazione dei conti statali non potrà non passare che attraverso un assottigliamento del recinto che protegge la gente dalle durezze della vita"<br />
  - Padoa Schioppa.</p>
<p>"Il problema è la longevità delle persone"   -  Lagarde.</p>
<p>"Non potremo più garantire la sanità pubblica".  -  Monti.</p>
<p>Nel 2015 il numero di morti nel nostro Paese è salito dell'11,3%.  67mila decessi in più rispetto al 2014.<br />
Per trovare un'analoga impennata della mortalità si deve tornare indietro sino al 1943 durante la seconda guerra mondiale.</p>
<p>Sono tre anni che vi dico che siamo in guerra.<br />
Speravo di sbagliarmi.</p>
<p>Non è così."

“La sistemazione dei conti statali non potrà non passare che attraverso un assottigliamento del recinto che protegge la gente dalle durezze della vita”
- Padoa Schioppa.

“Il problema è la longevità delle persone” – Lagarde.

“Non potremo più garantire la sanità pubblica”. – Monti.

Nel 2015 il numero di morti nel nostro Paese è salito dell’11,3%. 67mila decessi in più rispetto al 2014.
Per trovare un’analoga impennata della mortalità si deve tornare indietro sino al 1943 durante la seconda guerra mondiale.

Sono tre anni che vi dico che siamo in guerra.
Speravo di sbagliarmi.

Non è così.




Cominciamo con un decimo

Un decimo.

Un decimo dell’energia e del tempo che dedichiamo a elencare le nefandezze dell’ebetino, e dei suoi compari.

Un decimo delle parole che rivolgiamo ai piddini, ai mediocri, agli ignavi, di cui, fieri, ci ergiamo a giudici.

Un decimo del tempo che dedichiamo al cazzeggio indignato, contro chi “non è consapevole”.

Dedicassimo questo “decimo risparmiato” a FARE il cambiamento, questo comincerebbe a palesarsi.
Non tanto nella società, anche se secondo me sarebbe visibile subito, ma sopratutto in noi: cioè sul pezzo di mondo su cui abbiamo dominio e responsabilità.

Come ?

Ognuno come sa.
Aiutando chi ha bisogno o chi non ce la fa più.
Anche un cagnolino, se è questo che ci arriva.
Coltivando ortaggi, invece di farli arrivare dalla camorra o dalla monsanto.
Insegnando inglese a chi non lo sa, o a suonare la chitarra.
Essendo gentili.
Facendo comunità.
Inventando trattori elettrici.
I modi sono mille e mille.
Cercando di fare cose belle e intelligenti.

Incontrerete persone belle e intelligenti, e avrete fatto la vostra fortuna.

Quella vera.

Cominciamo con un decimo.




Orto

ll più grosso cambiamento che possiamo realizzare è passare dal consumo alla produzione, anche in una piccola scala, nel nostro orto.
Se lo facesse anche solo il 10% di noi, ce ne sarebbe per tutti.
Da quì la futilità dei rivoluzionari che non hanno un orto, che dipendono totalmente dal sistema che attaccano, e che producono parole e pallottole, invece di cibo e abitazioni.

Bill Mollison




Pirellone illuminato…

La “destra” illumina il pirellone.
Allora la “sinistra” parte evoluta e parte nopea, illumina ad arcobaleno piazza del plebiscito.
Anche una larva del grano capirebbe che sia all’una che all’altra non importa un fico secco di nessuna minoranza, a parte loro stessi, ma i “fan” abboccano lo stesso.

Se ricordi loro che quì stanno sparendo i diritti della stragrande maggioranza, e non di una minoranza, che un gay ricco sta come un bambolotto, un gay povero no, e la discriminante del privilegio è sempre e solo sociale ti becchi dell’omofobo.

Insomma quando qualcuno vuole capire di solito ci riesce, ma quando l’intento è NON capire, il risultato è certo.

E l’oligarchia si frega le mani.
Che fessi che siamo.

Troppo facile ingannarci.




Il manifesto del contadino impazzito

Questo è un pò il nostro manifesto.
Siamo noi.Il Manifesto del contadino impazzito.
“Amate il guadagno facile, l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate ? Desiderate sempre più
cose prefabbricate ? Avete paura
di conoscere i vostri vicini e di morire,
Allora avrete una finestra nella vostra mente.
Nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero.
La vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto, ve lo faranno sapere.Quindi, amici, ogni giorno fate qualcosa
che non possa essere misurato. Amate [la Vita].
Amate il mondo. Lavorate gratuitamente.
Contate su quello che avete e siate poveri.
Amate qualcuno che non se lo merita.
Denunciate il governo e abbracciate la bandiera.
Sperate di vivere in quella libera repubblica che essa rappresenta.

Approvate tutto quello che non capite e lodate questa ignoranza, perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato non ha distrutto.
Fate le domande che non hanno risposta.
Investite nel millennio. Piantate sequoie.
Sostenete che il vostro raccolto principale
è la foresta che non avete seminato
e che non vivrete per raccogliere.
Affermate che le foglie quando si
decompongono diventano fertilità.

Chiamate questo “profitto”.

Una profezia così si avvera sempre.
Ponete la vostra fiducia nei cinque centimetri di humus
che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.
Ascoltate i defunti– mettete l’orecchio
vicino e ascoltate i bisbigli
delle canzoni a venire.

Aspettate la fine del mondo.
– Sorridete.
Il sorriso è incalcolabile.
Siate pieni di gioia
pur avendo considerato tutto ciò.

Finché la donna non brama il potere,
date retta alla donna più che all’uomo.
Domandati: quello che fai potrà soddisfare
la donna che è contenta di avere un bambino?
Disturberà il sonno
della donna vicina a partorire?
Vai con il tuo amore nei campi.
Stenditi all’ombra. Posa il capo
sul suo grembo. Vota fedeltà
alle cose più vicine al tuo cuore.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale per indicare la falsa traccia, la via che non hai preso.
Sii come la volpe,
che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata”.

“Pratica la meditazione