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Monthly Archives July 2016

Siamo luce

Non è così.

Le forze dell’oscurità stanno scomparendo.

E lo sanno.

Questi ultimi scossoni sono gli spasmi di un sistema morente che si ribella all’idea ineluttabile della sua sparizione.

Questo mi dicono da più parti persone eccezionali che sono talmente tanto avanti a me che il fatto che questo loro messaggio possa sembrarmi impossibile lo considero ininfluente.

La consapevolezza montante non lascerà loro scampo.

Possiamo aggregarla e farli fuori subito.

Il pensiero è molto più potente dei bombardieri.

Siamo luce e luce prevarrà.




Il giorno fuori dal tempo

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Oggi era il giorno fuori dal tempo secondo il sincronario Maya.

Tutti i ritmi imposti dalla Luna, emblema del femminile.
Tredici Lune, per 28 giorni l’una, fanno 364.
Oggi era il giorno in più, fuori dal calendario.

I Maya, un popolo evolutissimo, spiegati per ore , che sono volate, da un Antonio Giacchetti strepitoso.
Oratoria raffinata, voce profonda, cultura spaventosa, alternato a un Alberto Ruz Buenfil ieratico e maestoso.

Il mito, la scoperta di Pacal Avotan a Palenque fatta dal padre di alberto. Giacchetti che rispondeva alle domande tirando in ballo tutto, dal mito alla quantistica, dall’etimologia al teatro, dalle Pleiadi al subconscio.

Abbiamo tutti insieme fatto il rito di memorizzazione collettiva nell’acqua diamante della forma che sarà opportuno si renda visibile per il pianeta terra, con flussi arcobaleno da polo a polo.
Avrei riso di cose così solo un anno fa, ora quasi rido del resto….

Abbiamo eseguito poi il rito del perdono, di cui il giorno fuori dal tempo è momento perfetto.

Il Tempo non è denaro.
Il Tempo è arte.

Usiamolo per rendere la nostra vita un’opera d’arte.

Posso solo dire a chi non è venuto tra quelli a cui l’avevo detto:
” Mi dispiace non averlo condiviso con voi.
Vi siete persi una cosa fantastica.
Imperdibile”.

Maestri così veramente ti cambiano la vita.

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PoliEtica

La Politica ci sta distruggendo, si sta mangiando tutto.

E’ proprio il contrario. Ed è quello che ci vogliono far credere.
La Politica è nata 2500 anni fa per proteggere i “normali”, i poveri, i deboli, dall’aggressione dei potenti, dei troppo ricchi.

I politici attuali, siccome noi, presi in un vortice di sicurezza effimera e di individualismo SIAMO STATI DISATTENTI, , si sono venduti ai ricchissimi, che siccome non sanno fare altro, ora vogliono depredare noi, visto che il pianeta ha raggiunto le sue possibilità, e mostra la corda.

La Politica ci salverà, intesa come consapevolezza diffusa del fatto che armonia è una, e, prima o poi, gli altri siamo noi.

Il segreto della felicità, che non è il fine, ma il mezzo per ottenere ciò che ci serve.

Muoversi , attivarsi PRIMA che tocchi a noi.

Lottare per i diritti degli altri significa ottenere il proprio diritto alla felicità.

Strano, ma è così.




Ma dai si, rimaniamo in pace

Cinque paesi – America, Russia, Germania, Cina e Francia – coprono i tre quarti delle esportazioni internazionali di armi negli ultimi cinque anni. In questo lasso di tempo, la Cina ha triplicato la sua quota, superando la Francia, ed è sulla buona strada per superare la Germania e diventare il terzo più grande trafficante di armi.

Complessivamente le vendite tra il 2009 e il 2013 sono statesuperiori del 14% rispetto al quinquennio precedente, secondo la Stockholm International Peace Research Institute, che segue il commercio di armi. La Cina vende armi in 35 paesi principalmente a basso e medio reddito, ma è anche un grande importatore (i due terzi delle sue armi provengono dalla Russia). L’America esporta in oltre 90 nazioni, con gli aerei che costituiscono la maggior parte delle sue vendite. La Russia esporta più navi di qualsiasi altro paese. Le sue esportazioni di armi sono aumentate significativamente, grazie anche ad essere più grande fornitore dell’India, il principale importatore di armi.
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Guerre attuali in corso
Asia:

(29 Stati e 209 tra milizie-guerrigliere, gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Egitto (guerra contro militanti islamici ramo Stato Islamico), Libia (guerra civile in corso), Mali (scontri tra esercito e gruppi ribelli), Mozambico (scontri con ribelli RENAMO), Nigeria (guerra contro i militanti islamici), Repubblica Centrafricana (spesso avvengono scontri armati tra musulmani e cristiani), Repubblica Democratica del Congo (guerra contro i gruppi ribelli), Somalia (guerra contro i militanti islamici di al-Shabaab), Sudan (guerra contro i gruppi ribelli nel Darfur), Sud Sudan (scontri con gruppi ribelli)

Asia:

(16 Stati e 165 tra milizie-guerriglieri, gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Afghanistan (guerra contro i militanti islamici), Birmania-Myanmar (guerra contro i gruppi ribelli), Filippine (guerra contro i militanti islamici), Pakistan (guerra contro i militanti islamici), Thailandia (colpo di Stato dell’esercito Maggio 2014)

Europa:

(9 Stati e 80 tra milizie-guerriglieri, gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Cecenia (guerra contro i militanti islamici), Daghestan (guerra contro i militanti islamici), Ucraina (Secessione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk), Nagorno-Karabakh (scontri tra esercito Azerbaijan contro esercito Armenia e esercito del Nagorno-Karabakh)

Medio oriente:

(7 Stati e 236 tra milizie-guerriglieri, gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Iraq (guerra contro i militanti islamici dello Stato Islamico), Israele (guerra contro i militanti islamici nella Striscia di Gaza), Siria (guerra civile), Yemen (guerra contro e tra i militanti islamici)

Americhe:

(5 Stati e 25 tra cartelli della droga, milizie-guerrigliere, gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti)

Punti Caldi: Colombia (guerra contro i gruppi ribelli), Messico (guerra contro i gruppi del narcotraffico)
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Totale degli Stati coinvolti nelle guerre 67
Totale Milizie-guerriglieri e gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti 715




Barboni

C’è gente che vive nelle grotte di Monte Antenne.
Io andrei a cercarli e le libererei.
Così come il lungotevere.
E le vecchie fabbriche, e i grandi magazzini dismessi.
E gli accampamenti sotto Ie tangenziali.
Le microtendopoli negli svincoli delle autostrade.

Ma il mio motto, il NOSTRO MOTTO ERA, nessuno rimarrà indietro. Non “nessuno turberà il nostro decoro”.

La motivazione deve essere quella, anche se la finalità operativa potrebbe sembrar la stessa.

Quando io vedo gente che vive per strada penso: “poveretti, pensa che brutto non saper dove andare”.
L’ho sempre pensato. Lo scrivevo in ogni dove. Ho rischiato i “fuori tema” a scuola per questo: lo scrivevo anche quando non c’entrava niente.

Quando io vedo gente per strada sui cartoni, o in tende improvvisate, non penso :”che brutto, il decoro che fine farà” – penso “dove andranno ?”.

Poi, che sia anche brutto, e che sia assurdo che una società per altri versi opulenta che fa dello spreco un abitudine, non pensi a sistemarli ai fini del pubblico decoro, si penso anche quello, ma molto dopo.

Le mie parole sacre sono solidarietà.
Sono “umanità”.

Li su quei cartoni, potremmo esserci noi.
Noi non siamo meglio.
E loro non sono nè oggetti malposti, nè escrementi di una società diarroica: sono esseri umani, sono anime.

E dobbiamo rimanerlo anche noi.
Se di decoro si parla, mi interessa quello della mia anima.




Non vogliono i soldi.

Ho parlato dei soldi che si fregano J.P. Morgan, Goldman Sachs, ecc.ecc.

C’è una cosa da capire.

Loro, non sono interessati ad avere i nostri soldi.
NON GLI SERVONO.

LI FABBRICANO. QUANTI NE VOGLIONO.

Sono i padroni della Fed, della Bce, e, per interposta persona giuridica, di quasi tutte le fabbriche di denaro del mondo, cioè quelle chiamate “Banche Centrali”, in realtà perlopiù, private.

Loro sono interessati a levare i soldi a noi, affinchè noi si sia poveri, costretti a vendere tutto.

Loro sono interessati a quel tutto.

All’acqua, alla terra, alla sparizione delle costituzioni, alle isole, alle coste, ai permessi di trivellazione, al cielo.

Loro, che i soldi sono un simbolo, lo sanno benissimo.

E sanno benissimo che il sistema sta per implodere e si attiverà un nuovo paradigma ma di acqua , di terra , di cielo e di struttura sociale ci sarà bisogno anche in questo nuovo paradigma.

Se ne vogliono impossessare.

La “crisi” è questa quì.




Abbiamo paura

Abbiamo paura.Di tutto.

Di rimanere senza soldi, di ammalarci, di morire, di invecchiare, delle rughe, degli incidenti, del traffico, degli animali, degli insetti, dello sporco, di cosa pensano di noi, dei neri, degli zingari, dei musulmani, dei camion, dei computer, delle cose che non capiamo, dei precipizi, del domani, del futuro, del presente, delle bollette, di equitalia, degli odori, dei germi, dei batteri, dei virus, del’influenza, dei vaccini, di esser giudicati, di non esser compresi, di esser abbandonati, di esser lasciati, di rimanere soli, di esser brutti, di non piacere, di non riuscire, degli altri, di noi stessi, del buio, degli stupidi, di sembrar stupidi, della moltitudine, della solitudine, del freddo, della notte, della notte dell’anima, dei violenti, delle rapine, dei furti, della burocrazia, di perder chi amiamo, di perderci, di non sapere, di sapere, dei ragni, dei serpenti, dei terremoti, della grandine, dei tuoni, della crisi, di perdere il lavoro, della guerra, del silenzio, dei tremori, dei rumori, di non dormire, di non svegliarci, dell’ignoranza, dei cattivi, di esser buoni, di esser fragili, di sembrare fragili, delle seccature, della fame, della prigione, degli spari, delle paludi, dei dirupi, delle profondità, della noia, di esser feriti, degli ospedali, di un malore, delle onde, dei tumori, dei veleni, di ingrassare, di Dio, del vento, dei ruggiti, dei sibili, delle sirene, del dolore, dei ricordi, di ammettere, di soffrire ancora, di non sentire niente, di bruciarci, degli assassini, dei ladri, della polizia, delle armi, dell’ufficiale giudiziario, delle nostre reazioni, delle reazioni altrui, dei debiti, delle inondazioni, del conto, delle multe, dei “gialli”, di far ridere, di non essere all’altezza, della bassezza, delle altezze.
Abbiamo paura dei social network, degli ogm, del chip sotto pelle, del nuovo ordine mondiale, della Cia, della privacy, di internet, dei pedofili, di lasciar soli i bambini, degli attentati, di andar per strada, delle buche, del brecciolino, dei motorini, delle scie, dei cinesi, della prova costume, delle smagliature, della melamina, di fukushima, delle bisce, del sole.

Di non farcela.
Abbiamo paura della paura.

Di amare.
Del mare.

Bisogna insegnare ai bambini a non aver paura.
E a guardare il cielo.