Monthly Archives: December 2017

Eu tanasia

“Le persone non vogliono sapere, vogliono credere.
Ecco perchè i creatori di sapere muoiono in povertà,
i creatori di credenze, posseggono il mondo”.

EU Tanasia

di Francesco Neri

Jacques Attalì, uno degli artefici dell’euro, quello che dichiarò che avevano congegnato l’eurozona in modo che chi avesse voluto non avrebbe potuto uscirne, ha scritto:
“Quando si sorpassano i 60-65 anni, l’uomo vive più a lungo di quanto non produca e costa caro alla società […]. L’eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali delle nostre società future […]. Il diritto al suicidio, diretto o indiretto, è perciò un valore assoluto in questo tipo di società.
Macchine per sopprimere permetteranno di eliminare la vita allorché essa sarà troppo insopportabile, o economicamente troppo costosa”.
(Jacques Attali, leggibile in Michel Salomon, “L’avenir de la vie”, ed. Seghers – ISBN: 2-221-50237-X)

Sono secoli, e il fenomeno si è incrementato molto negli ultimi decenni, che sotto la falsa apparenza di libertà ulteriori per noi, ci hanno infilzato con ulteriori libertà per loro di schiavizzarci. In quest’ottica si inseriscono benissimo la lotta contro i nazionalismi -chiamati così da loro – in realtà smantellamento delle sovranità nazionali identitarie , culturali e monetarie . La teoria gender – chi è che è vuole discriminare? – in realtà volta ad abbattere l’unica zona di gratuità rimasta al mondo, la famiglia, l’unica zona dove ancora non si paga tutto. La cultura multietnica, bellissima, ma in realtà volta ad importare miseria nei paesi avanzati, livellando non già i paesi poveri ai livelli culturali di quelli avanzati, ma il livello economico di questi ultimi ai primi. Così, anche la libertà di sospendere la propria esistenza, libertà che io ritengo legittima, ho difficoltà a far legiferare a riguardo da criminali. Il rischio è enorme. Molte, troppe volte si sono espressi ormai chiaramente: siamo troppi, ci vogliono sfoltire pesantemente. In Grecia lo stanno facendo: se hai più di 55 anni staccano: la macchina costa troppo. Tra l’altro sto studiando i libri dove c’è scritto, da gente enormemente sapienziale, che in realtà si può guarire, anche dall’infelicità come da tutto, a qualunque età…. insomma, OCCHIO.

Le navi

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
In giro per il mondo ci sono circa 60.000 navi per il trasporto di container.Attualmente, proprio ora, ci sono 20 milioni di container che viaggiano sui mari.
Portano da un continente all’altro il 90% della merce che consumiamo. Tutto..
Petrolio, salmone, giacche, giocattoli, armi, droga, pinzellaccheri, acciaio, farine, scarti.Dovendo poi tornare in Asia vuoti fanno prezzi stracciati.
Le bottiglie d’acqua minerale che noi schiacciamo e altra plastica, riempiono container per il Vietnam dove diventano bottoni per una giacca fatta in Cina, e assemblata in Bangladesh. Questa giostra vede armatori di Tonga, Monrovia, Panama e addirittura Ulan Bator – chi non ha visitato i famosi porti e le spiagge mongole – e marinai filippini al 40%.

I costi di trasporto container sono talmente bassi che i pescatori scozzesi pescano i salmoni, li mandano a sfilettare in India, e poi ritornano in Scozia per confezione e vendita.

Venti di queste navi inquinano come TUTTE LE AUTO DEL MONDO.

Il fatto che non sono 20, ma 60.000.

SESSANTAMILA !

Il trasporto via mare delle Porta Container inquina quindi TREMILA volte la somma di tutte le auto del pianeta.

Domeniche a piedi ?
Auto col filtro ?
Andiamo in bici ?

Tutte minchiate.

Se non impareremo a produrci localmente le cose , cibo ed energia in primis, e continueremo nella demenziale pretesa di spostare miliardi di tonnellate di tutto dappertutto per RISPARMIARE, tra guerre per gli spazi, foreste cancellate, inquinamento conosciuto e celato, tra non molto non ci sarà nulla da rivendicare, nulla da proteggere, nulla da salvare.

Serve il cambio di paradigma.

E serve Ora.

Salvo

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Conobbi Salvo Mandarà ad Atene, quando ci fu il referendum che speravamo liberasse la Grecia.
Così non fu.
Ci rivedemmo poi a Bologna all’inaugurazione del “Pecoglioni Tour”. Nome offensivo e quindi criticato da Silvano Agosti che conobbi in quell’occasione. Debbo dire che diedi ragione a Silvano. Al primo approccio Silvano da subito la netta sensazione di essere un maestro, e così è.
Salvo fu però irremovibile.

Vabbè. Esser cocciuti aiuta a volte a portare a realizzazione i propri sogni.
Diedi poi alcune interviste a Salvo5.0Tv.
Sono un gran chiacchierone….
E altri amici presentai a Salvo.

Faccio fatica a farmene una ragione..
Ancora non ci credo….
Mi mancherà davvero.
Mancherà a molti. Anche a chi non lo sa.

Salvo

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Piango un fratello, un amico caro.
Un uomo coraggioso, determinato e concreto.
Un combattente senza paura.
Ci divertivamo, ci eravamo simpatici e ci volevamo bene.Quest’estate, Salvo, ho rischiato di andarmene io.
Non mi hai rincuorato perché sapevi che non ce n’era bisogno,
ora non ricordo a nessuno chi sei stato,
perché per chi lo sa non c’è bisogno.
Chi lo non lo sa, non lo capirà mai.

Io ti ho conosciuto bene.

Ed è stato un onore.

Le stelle più grandi durano molto meno di quelle piccole,
ma fanno tantissima luce in più.
Perdere un grande amico, è un grande dolore, e quindi piango.

Grazie di tutto,
in questa parentesi terrena hai fatto quello che dovevi,
hai fatto tutto quello che potevi.

Grazie di tutto Salvo.