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Il declino del coraggio

IL DECLINO DEL CORAGGIO

“Il declino del coraggio è nell’Occidente d’oggi forse ciò che più colpisce uno sguardo straniero. Il coraggio civico ha disertato non solo il mondo occidentale nel suo insieme, ma anche ognuno dei paesi che lo compongono, ognuno dei suoi governi, ognuno dei suoi partiti, nonché, beninteso, l’Organizzazione delle nazioni unite. Questo declino del coraggio è particolarmente avvertibile nello strato dirigente e nello strato intellettuale dominante, e da qui deriva l’impressione che il coraggio abbia disertato la società nel suo insieme. Naturalmente ci sono ancora numerose persone individualmente coraggiose, ma non sono loro a dirigere la vita della società. I funzionari politici e intellettuali manifestano questo declino, questa fiacchezza, questa irrisolutezza nei loro atti, nei loro discorsi e soprattutto nelle considerazioni teoriche che si premurano di esibire dimostrandovi che questo modo d’agire, che basa la politica di uno Stato sulla vigliaccheria e il servilismo, è pragmatico, razionale e giustificato da qualsiasi elevato punto di vista intellettuale e perfino morale lo si consideri. Questo declino del coraggio, che sembra talvolta arrivare fino alla perdita di ogni traccia di virilità, assume poi una particolare sfumatura ironica nei casi in cui i medesimi funzionari sono presi da subitanei accessi di braveria e intransigenza nei confronti dei governi senza forza, di paesi deboli che nessuno sostiene o di correnti condannate da tutti, che manifestamente non sono in grado di reagire in alcun modo. Ma la loro lingua si secca e le loro braccia si paralizzano di fronte ai governi potenti e alle forze minacciose, di fronte agli aggressori e all’Internazionale del terrore.
C’è bisogno di ricordare che il declino del coraggio è stato sempre considerato, sin dai tempi antichi, il segno precorritore della fine?”

Aleksandr Solženicyn (discorso tenuto all’Università di Harvard l’ 8 giugno 1978)

I ripetitori

stato.6 gennaio 2018 15:10I ripetitori.

Ce ne son di due tipi.

Primo tipo: Grigi, tecnici, servono a far rimbalzare segnali elettromagnetici, per i telefonini, per le radio, per le TV.
Di solito stanno in alto, su dei tralicci.

E poi ce n’è un altro tipo.

Stanno ad altezza del terreno.
Bipedi.
Non sanno di esser ripetitori, credono di avere idee proprie, le affermano quindi con convinzione, a volte con orgoglio, ma non sono idee loro, gli sono state infilate proditoriamente nella testa soprattutto dalla Tv , o a scuola, all’Università….
Ma ora anche dal web.

Ripetono, ripetono….

Pensano di pensare, invece sono pensati.
Sono tantissimi.
Sono un problema.

Sono IL problema.

Capio capis

"Capire.

Parola interessante.

Viene dal Latino capio, capis , captum, càpere: 
Prendere, contenere, ricevere, comprendere, capire, scegliere, catturare. 

Quando devi capire si pone un problema di intelligenza, devi fare tuo il concetto espresso dall'altro, ma devi anche essere "capiente". 
Il nuovo che hai ricevuto dovrà trovare posto, scalzando un pezzetto di vecchio: dovrai avere la capienza opportuna, la capacità.
Molti non difettano di intelligenza.
Non capiscono non perché idioti, ma perché incapienti.

Hanno già un'idea , una piccola sicurezza che non va loro di scalzare per far posto alla nuova cosa che hanno "capito".

La nuova verità non trova posto, non entra."
Capire.

Parola interessante.

Viene dal Latino capio, capis , captum, càpere:
Prendere, contenere, ricevere, comprendere, capire, scegliere, catturare.

Quando devi capire si pone un problema di intelligenza, devi fare tuo il concetto espresso dall’altro, ma devi anche essere “capiente”.
Il nuovo che hai ricevuto dovrà trovare posto, scalzando un pezzetto di vecchio: dovrai avere la capienza opportuna, la capacità.
Molti non difettano di intelligenza.
Non capiscono non perché idioti, ma perché incapienti.

Hanno già un’idea , una piccola sicurezza che non va loro di scalzare per far posto alla nuova cosa che hanno “capito”.

La nuova verità non trova posto, non entra.

Mc Cain

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
IranNel mirino degli Usa da sempre.Ora è arrivato il ministro degli esteri del Deep State, cioè quel mega apparato finanziario-militare da sempre a capo della più grande organizzazione criminale della storia.

Dopo Syria, Isis, Ucraina, Libya, ora l’Iran.

La distruzione di governi sovrani e l’accerchiamento della Russia prosegue.