Monthly Archives: March 2018

Homo economicus

"Homo economicus è orgoglioso della sua parte razionale.<br />
Irride chi parla di spirito.</p>
<p>Non dovrebbe, perché il dialogo interiore ha una banda passante di 40 byte secondo, nulla rispetto agli undici milioni di volte maggiore banda passante del sistema automatico che agisce senza che noi si sappia nulla (10.000 reazioni chimiche complesse e non lineari interlacciate al secondo) e ancor meno rispetto a quando, innamorati, o immersi e sintonizzati siamo fruitori liberi del sapere totale, con numero di operazione enorme ma sconosciuta, in tempo zero, quindi banda infinita.</p>
<p>Orgoglioso , dicevo, della parte sua razionale, che ritiene in grado di migliorare l'esistente, il mondo, la vita, la biochimica....applica i suoi sistemi di "ottimizzazione".<br />
Vuole il 100%.</p>
<p>Non sa , il poverino, che così facendo depaupera i sistemi adiacenti interlacciati.<br />
Non pensa di essere una parte del tutto alla cui armonia deve contribuire ma, chissà come, pensa che il tutto sia stato creato esattamente per lui, a sua completa disposizione, affinché lui lo spogli senza ritegno ad aeternum.</p>
<p>Abrade quindi gli ingranaggi di prossimità, fermando la macchina che dopo un po', stufa, si libera di lui.<br />
Pensa di ottimizzare, in realtà sta scrivendo l'epigrafe.</p>
<p>Della Storia pensa di esser la trama, mentre ne è solo i titoli di coda."

Homo economicus è orgoglioso della sua parte razionale.
Irride chi parla di spirito.

Non dovrebbe, perché il dialogo interiore ha una banda passante di 40 byte secondo, nulla rispetto agli undici milioni di volte maggiore banda passante del sistema automatico che agisce senza che noi si sappia nulla (10.000 reazioni chimiche complesse e non lineari interlacciate al secondo) e ancor meno rispetto a quando, innamorati, o immersi e sintonizzati siamo fruitori liberi del sapere totale, con numero di operazione enorme ma sconosciuta, in tempo zero, quindi banda infinita.

Orgoglioso , dicevo, della parte sua razionale, che ritiene in grado di migliorare l’esistente, il mondo, la vita, la biochimica….applica i suoi sistemi di “ottimizzazione”.
Vuole il 100%.

Non sa , il poverino, che così facendo depaupera i sistemi adiacenti interlacciati.
Non pensa di essere una parte del tutto alla cui armonia deve contribuire ma, chissà come, pensa che il tutto sia stato creato esattamente per lui, a sua completa disposizione, affinché lui lo spogli senza ritegno ad aeternum.

Abrade quindi gli ingranaggi di prossimità, fermando la macchina che dopo un po’, stufa, si libera di lui.
Pensa di ottimizzare, in realtà sta scrivendo l’epigrafe.

Della Storia pensa di esser la trama, mentre ne è solo i titoli di coda.

Messico

Sono in Messico

Sono arrivato con un volo via Mosca, Shannon, Cuba con Aeroflot.

Una volta i voli costavano una cifra, risparmiare era essenziale. 30 ore e passa la paura….

…sono in Messico da più di un mese. Campagna presidenziale, tumulti….

Siamo a Isla Mujeres dopo aver fatto Taxco, Acapulco, Palenque, Tuztlia Gutierrez, Tikal, poi Merida, Chichen Ytza, Puerto Juarez….
Siamo a Isla mujeres, una meraviglia.
Guardiamo l’Hotel Rocas del Caribe, stanza mega, con grandi terrazzi a sbalzo sugli scogli, ma costa troppo….70 dollari….
Ripieghiamo su un alberghetto più modesto, ma carino.

Crolla il peso.

Banche chiuse. Nessuno ci cambia nulla. ma , cazzo, “tiengo dolares….” Nada. “Carajo”…
Quando riapron le banche invece di 33 che valeva prima, il mio dollaro vale 120. Di colpo sono ricco.

Evvai al Rocas del Caribe……tutto lusso….

Albe infuocate e laterali e tramonti a destra rosso fuoco dal terrazzo del super albergo che di colpo mi costa un quarto, a sbalzo sugli scogli a pochi soldi….

Gite fantastiche a Isla Contoy, parco naturale, una pippa come me prende 5 barracuda di cui uno da 18 chili e 4 da dieci.
Imparo a fare il sebice (o sevice). – Tagli a quadratini il pesce e lo metti nelle bacinelle di plastica del bucato col lime al sole….. fantastico…
Compriamo di tutto, tappeti, cappelli, ninnoli, sciarpe, giubbotti, ecc.ecc. ma ci rimangono soldi….

Allora, tornati a Ciudad do Mexico andiamo all’Ambasciata russa e chiediamo il visto per fermarci in Russia al ritorno….

Moscow.

Aeroporto. Nessuno parla nulla. Sappiamo bene inglese, francese, spagnolo, e un po’ di tedesco, ma loro parlan solo russo, ecchediamine….
Arriviamo infine in centro. Piazza rossa, Cremlino. Bello, freschetto. Coi giubbotto indio faccio un pò ridere ma quello ho.

Nessuno parla niente. Giriamo, giriamo, ma…un albergo ?

Alla fine riconosco il cirillico….Россия , in piazza rossa, è l’albergo Russia, andiamo.
Un ometto mi chiede una cosa che non capisco, mi incazzo, rispondo piccato.
Due omoni da duecento centimetri e duecento chili mi prendono, mi sollevano, e mi “depositano” fuori dalla porta. Cazzarola.

Vaghiamo…. sento parlar inglese. Domando come fare a avere un albergo.
“You must go to Intourist”. Il ministero del turismo.

Andiamo. Una signora simpatica come una colica renale ci propone alberghi da magnate. Cifre esagerate. 200 dollari e rotti. Quarant’anni fa, una cifra !

ma che siete matti ?

“Ma…. “i’m a worker, i came in the country of the workers and you fuck me in this way ? “(letterale) “Ok. I want to go to italy, forget Russia”.

Do you want a cheaper hotel ? ” “Vedi un po’ “.

Ci mandano nella taiga. Hotel Solnetsky. (Non so bene come si scrive)

La mattina due chilometri di sterrata a piedi, fino a una strada, autostop, camion o autobus , fino a dove inizia la metro che poi ci porta in centro. Piazza Rossa e limitrofe.

Sull’autobus mi sento un nano, ho gli occhi poco sopra le cinture degli uomini. Giganti. alcuni stanno con la testa piegata sul soffitto del bus….

La gente è incredibilmente gentile, Tutti.

Ricordo un distributore di sidro. Lo guardo esterrefatto non capendo quanti copechi, il cambio, monetine, non so…

Una signora, una babushka, mi da dei soldini ma non vuole il cambio, li inserisco, premo e il sidro se ne va sprecato…

Aspettavo la discesa automatico del solito bicchiere di plastica invece lì vicino c’era un bicchiere di vetro da osteria che dovevo prendere e lavarmi.
….che figura..balbetto scuse alla babushka che ride, e rimette i soldi nella macchina….poi bevo il sidro….mi impunto per i soldi..niente. Non li vuole.

Compro del caviale che mi viene sequestrato all’aeroporto da un’altra donna grande come un armadio e cattiva come un dobermann, e il caviale torna al negozio, o se lo pappa lei, non so.

Era il ’79 e in Russia non ci si andava così, per conto proprio.

Ci si andava col PCI, a visitare la segheria modello, la fabbrica modello, l’ufficio modello. Ero comunista all’epoca, o pensavo di esserlo, per quel quasi zero che ne capivo.

Dopo Russia, Cecoslovacchia, Romania e Berlino Check Point Charlie, decisi che non era cosa….

e di qua dal muro si stava meglio, eccome….

Ero giovane.

Andò così.

Consapevolezza

La consapevolezza diffusa non si impone, non si insegna, forse, al massimo, si instilla.

Il risultato di una azione di un gruppo è comunque, al di la e al di sopra di ogni tecnicalità, di ogni regolamento, di ogni programma e presupposto, frutto della consapevolezza dei suoi aderenti.

Un movimento, un’onda di pensiero, un partito, una associazione, che non abbia come fine primo, primario e finale, l’aumento della consapevolezza diffusa, è inutile.

Dannoso.
Fuorviante.

La capacità di interdizione, annullamento, inquinamento dei buoni propositi iniziali da parte della mediocrità dei suoi partecipanti è letale.

Non esiste programma, regolamento, promemoria, statuto, capo, duce, proboviro, consulta, organigramma, direttivo, commissario, struttura in grado di mitigare gli effetti letali della mediocrità diffusa, dell’ignoranza diffusa, del cinismo, dell’ipocrisia.
Noi tutti ci aspettiamo un poderoso adeguamento della società, degli altri in pratica, a ciò che vorremmo.

Ma…noi, siamo come vorremmo ?

No.

Punto.

DNA

“Se guardo fuori dalla finestra vedo un’autostrada con molte corsie con automobili che sfrecciano. Di tanto in tanto passa un jet e il rumore fa alzare decine di uccelli. I gabbiani compiono larghi cerchi e nell’aria c’è l’odore dell’oceano, ricco di vita marina.

Tutto questo spettacolo , me compreso, è opera del DNA.

E’ stato proiettato da una molecola la cui responsabilità è dispiegare nuova vita senza mai compromettere la vita intesa nel suo insieme.
Qualcuno ha stimato che tutto il DNA di tutte le persone vissute potrebbe essere tranquillamente contenuto in una tazzina da the; d’altro canto se il DNA che se ne sta raccolto a spirale in una sola cellula potesse essere dispiegato, raggiungerebbe la lunghezza di un metro e mezzo. Ciò significa che il filo genetico contenuto nei 37.200 miliardi di cellule del corpo umano se dispiegato coprirebbe una distanza di cinquanta miliardi di miglia.
Potrebbe andare e tornare dalla Luna centomila volte.

I Veda dicevano che l’intelligenza dell’Universo si estende “dal più piccolo dei più piccoli al più grande dei più grandi” e il DNA ne è la prova fisica”.

Deepak Chopra – Guarirsi da dentro.

Isis

Ma…
Davvero credete che esista un esercito, nel deserto, nato dal nulla, con rifornimenti di armi e logistica in grado di sostentare 50.000 uomini nel nulla, capace di sfidare Usa, Russia, Siria, e tutti ?
Che si proclama Califfato, minaccia Roma, nasce in Iraq, scavalca sei stati, rinasce in Libia,attacca solo paesi arabi, ignora Israele, minaccia l’Egitto, nel frattempo fa attentati in Europa, cura cellule dormienti in giro per il mondo, produce nel deserto video professionali, manda 80mila tweet al giorno e proclami via Web da località segrete ?
e che la Cia, Mi5, Mossad, Fbi e Interpol assistano atterriti ?

Sdraiatevi, rilassatevi, e parlatene
ma a uno bravo, molto bravo.

2004 a La digue…

Una storia che m’è successa.

Natale 2004, siamo a La Digue – Seychelles.

L’oceano indiano mi ha sempre attratto morbosamente, e ci sono stato già venti volte, circa.

Passiamo il natale mangiando e bevendo – poco- perché alle Seychelles c’è poco. Aragoste quel giorno e pasta asciutta che avevo portato io, ma la vuole fare il cuoco e la buttiamo.

Con noi una coppia di giornalisti, lui dell’associated press, e il nostro caro amico Dario, svizzero che incontriamo sempre lì, che viene stavolta dal Sudafrica

Il giorno dopo, il 26, la coppia di giornalisti va a fare pesca d’altura, prendono un motoscafone potente, quelli con le canne lunghe e il sedile con cintura, per i Marlin, ecc.ecc.

In tarda mattinata noi, che siamo sempre in bici se non in acqua, andiamo al porticciolo di Anse Severe per vederli tornare.

Sono invece già tornati perché i due marinai vedono correnti mai viste e rientrano.

L’acqua del porticciolo di La Digue è più trasparente della Sangemini, tutto lì è fantasticamente luminoso e trasparente.

Tutto e sempre.

Guardo l’acqua, e vedo che piano piano sale. “Marea crescente” sentenzio, sperando di far bella figura gratis, io, totalmente incompetente di lune, maree; non ne so niente.
Dopo un po’ l’acqua scende… ma allora….
Non era crescente ? Boh.

Dopo un po’ vedo l’acqua marrone, come di un fiume in piena che passa da un bacino del porticciolo all’altro, mi giro e infatti quello dietro di me è vuoto. Le barche sono semplicemente appoggiate sul fondo in mezzo a stelle marine , sassi, pozzanghere, ostriche…. la gente è paralizzata, con gli occhi sgranati.
Nessuno ha mai visto, né ha mai sentito parlare di una cosa così….

Il mare non c’è più.

Al largo la lunga fila schiumosa di marosi che si infrangono di solito sulla barriera corallina e sostituita da una linea marrone: La barriera emerge in tutta la sua interezza fuori dall’acqua: l’Oceano Indiano si è ritirato un bel po’.

Io e Alessia ci guardiamo sbigottiti e lei mi domanda terrificata.. “Francesco….ma….sta arrivando uno tzunami ?”

“Per forza. Non può esser evaporato l’Oceano Indiano”.

Alessia non ha paura dello tzunami.
Ha il terrore. Da sempre.

Abbiamo paura di tante cose, ma ognuno di noi ha il terrore specifico di qualcosa. Io da piccolo delle sabbie mobili per esempio…. Lei da sempre, e di brutto, degli tzunami.

Vola.

Prende la prima bici,- la mia – e comincia a pedalare che Eddy Merx è un paraplegico. Una kawasaki….

Io provo ad avvisare un po’ di gente ” le dangerou, escape” in criol. ” Big waves are coming” Go away from here” e loro però ti guardano sorridenti e paciosi con una rapidità di reazione da bradipo narcotizzato…

“Fate ‘npò come vi pare”. Prendiamo, io e il puffo, Dario, le nostre bici e corriamo dietro ad Alessia. 35 all’ora minimo e raggiungiamo in pochi minuti la collinetta dove è sito il Mon Rêve, il nostro Chalet. Cerchiamo di far avvisare chi ha amici e parenti o figli in giro per le spiagge.
A La Digue pressappoco non c’è nulla, non funziona nulla, non succede nulla da secoli….da sempre…

“Big Waves are coming !!” cerchiamo di avvisare….

E infatti arrivano.

Il porto, ho visto dopo le riprese del nostro amico di AP, diventa un turbine, Un catamarano viene infilato tra gli alberi, tutte le barche riportano danno a prua e a poppa, niente di grave, il porticciolo è a Ovest, mente l’onda è arrivata da 6000km a est, dall’Indonesia, poi abbiam saputo.
A Mahè tutti resort sulla spiaggia vengono spazzati , l’acqua entra dal fronte ed esce dal retro spargendo mobili per centinaia di metri, muore solo un pescatore.

Nessuno sa ancora che cataclisma si è verificato nel mondo.

Si parla di inondazioni alle Maldive, un po’ a Nord Est rispetto a dove stiamo noi, ma nulla di preciso.

Il giorno dopo la gente sta a 100 metri dalla riva guardando il mare con sospetto.

Vado a Gran anse, la mia preferita. c’è qualche tronco sulla spiaggia ma è la solita assoluta, atemporale, primordiale, abbacinante bellezza.

Sono l’unico dell’isola a fare il bagno dopo i tentativi dissuasori dei pescatori e amici seychelloise.

Vado fino al largo e poi torno, in un Oceano in realtà più calmo del solito.

I giorni a seguire sapremo il macello che è successo nel mondo.

Partito dal largo di Banda Aceh, Sumatra, lo tzunami ha distrutto le coste di Tamil Nadu , Ceylon, – piango Galle e Hikkaduwa dove son stato qualche anno prima e ho tanti amici- Puket, Andamane, con 20.000 morti.

I morti sono in totale 220 mila. Un disastro biblico. Immane.

Molti amici in Italia ci danno per morti invece stiamo ancora in paradiso anche se piano piano stiamo capendo quello che è accaduto….

E’ tardi Soros

Qualche giorno fa George Soros aveva minacciato Google e Facebook.
“Hanno i giorni contati” ha detto.
Poco dopo scoppia lo scandalo su Facebook perché, si dice, abbia spifferato i dati sensibili di moltissimi americani sotto elezioni, magari favorendo Trump….

Che la forza vera , e il valore vero quindi di Facebook e di Google sia l’immensa e commerciabile massa di dati, e che sicuramente li vendano sopra o sotto banco, nessuno di noi ha mai avuto dubbi, quindi quest’accusa ci sembra risibile.
Sarebbe come accusare un giocatore in borsa di “fare gli affari suoi”.
Ma…
Cos’è successo ?
Ma come ? Due pilastri dell’élite globalizzatrice, due emanazioni ipertecnogiche e superstrutturate vengono minacciate da un membro d’eccezione di tale élite ?
Due giganti del big data che vengono attaccati da chi della gestione delle informazioni trae profitti immensi ?
Due mega sfruttatori vengono contrastati da un altro speculatore ?
Squalo contro squalo , ma su che basi ?
Qual è la linea di faglia ?
Cosa ci sfugge ?

Non lo so esattamente, ma ho un’ipotesi.

Secondo me l’oligarchia, il ristretto manipolo di iper ricchi che controlla tutto, o almeno ambisce al controllo totale, vedeva nei grandi social e nel grande motore di ricerca l’arma perfetta per raccogliere prima e vagliare poi , analizzare in seguito e usare come arma infine contro di noi, quella spaventosa massa di dati, preferenze, gusti, di ognuno di noi. Il nostro accurato profilo che misuri ogni lato debole, ogni inclinazione, per farci comprar quel che vogliono, si, ma anche per decodificare ogni propensione all’accettazione supina di tutto, o proporre invece alternative e quali, o ribellioni e perché, con chi, dove e quando….
L’arma perfetta.
Un sistema di spionaggio miliardi di volte più efficacie ed invasivo della somma di Stasi, Securitate e Kgb….
Questo tramite sistemi per nulla violenti in cui volontariamente ognuno di noi immette tutte le informazioni creando da un lato ricchezza, cioè contenuti gratis, dall’altro, appunto, exabytes di informazioni.

E allora ?
Cos’è successo, perché non gli piace più ?

Sono successe due cose, secondo me.

La prima.

Spesso accade che proprio la medicina, meglio dire il veleno che avevamo preparato per gli altri, ci cada inavvertitamente nel nostro bicchiere, o ci rimanga sulle mani, avvelenandoci.
Così come quando c’è un’alluvione la cosa che manca per prima, ironia della sorte, è l’acqua potabile, essendosi mischiate acque nere, acque grigie, carburanti, liquami e falde acquifere…così il potere nell’era dell’informazione diffusa ci stordisce non già negandoci l’informazione, cosa difficile stanti la moltitudine di canali attivi, ma annegandoci un una alluvione di informazioni, news, cazzate, bufale, pareri discordi e assurdi, battute, finte notizie, ossimori, dissonanze, miscelate senza nessun avviso di priorità o importanza.
Questa matrice è diventata anche quella dominante però il loro sistema di ricezione e raccolta.
Ora hanno una tale quantità di dati, disomogenei, mischiati, scategorizzati, non indicizzati secondo logiche risalibili.
Hanno talmente tante informazioni che è come non averne alcuna.
Insomma, si sono autoalluvionati.

La seconda.

Stanno lottando contro tutti gli abitanti del pianeta, e non solo, stanno attaccando anche il pianeta in quanto tale in pratica : mari, montagne, pianure, sottosuolo, animali, alberi, atmosfera, ionosfera…. ogni componente viene sacrificata all’accumulo estrattivo di ricchezza, invece che concentrare intelligenza sul produrre ricchezza, soprattutto pace , armonia e tempo libero.
Da un punto di vista puramente monetaristico-contabile, stanno vincendo.
Dieci anni fa il 2% degli abitanti del pianeta aveva il 50 della ricchezza totale.
Oggi l’1% ha la metà del totale.
60 persone hanno più dei 3,7 miliardi della metà povera.

L’oligarchia ha steso questa ragnatela intorno al mondo, il Web, prima con intenti militari, poi come sistema di comunicazione e controllo, ma questa ragnatela come quelle dei ragni, rivelatesi emostatiche e antibatteriche, ha mostrato caratteristiche assolutamente inaspettate.
Come possibilità e soprattutto come incidenza.
Internet è stata una rivoluzione totale, e non lo avevano previsto.
La rete appoggiata sul globo si è accesa di vita e ha permesso la connessione orizzontale , istantanea e potentissima di miliardi di individui, eclissando per alcuni aspetti e per alcune fasce di età, i media tradizionali.
In una visione olistica, se guardiamo all’umanità, o meglio ancora alla Terra, i dominatori del pianeta l’hanno dotata involontariamente di un vero sistema neurale.
Invece di distruggere la Terra l’hanno dotata di un mega sistema psichico integrato, che mette in comunicazione tutti gli individui come fossero sinapsi.
Uso “laterale” del web e internet delle cose prossima ventura, open source, freeware e l’antica, mai sopita saggezza e bontà dei milioni di persone di buona volontà sta creando quello endocrino.
Forse non erano e neanche sono dominatori predatori, avevano semplicemente lo scopo di far fare alla Terra questo salto quantico.

Alcuni oligarchi se ne sono accorti e tentano la marcia indietro.

E’ tardi Soros.

L’intelligenza collettiva ce l’avrebbe fatta lo stesso ma grazie dell’aiuto.
Ci avete dato una mano e la marcia del pianeta verso l’integrazione in un unico grande organismo come in realtà è sempre stato, è inarrestabile.

Come il tempo, come il sapere, come l’Amore.

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