Monthly Archives: April 2018

Scoop ! Il mio discorso a Cernobbio

MI chiedono:
Eh, ma se tu fossi Di Maio cosa faresti ?
——————————–
Vi ricordate il discorso di Di Maio a Cernobbio ?
Sembrava Colaninno.
Ecco. rileggetevelo.

Il mio discorso a Cernobbio invece sarebbe stato questo:

“Mi fa piacere essere qui oggi e avere l’opportunità di raccontare anche dinanzi a questa platea l’idea di Paese che abbiamo in cantiere, il programma e le idee che abbiamo in mente per l’Italia.

Nella vostra accezione di questi termini, SI, la visione che abbiamo del paese.
Populista ? Si, nel senso che abbiamo a cuore e difenderemo strenuamente gli interessi del popolo, a partire da chi è in difficoltà, chi è senza lavoro e senza soldi, chi fa fatica.

Estremista ? Si, anche questo termine si attaglia a quello che sarà il nostro atteggiamento: saremo estremamente determinati nell’impedire a pochi di arricchirsi ulteriormente a danno di molti, saremo estremamente fermi nel garantire a tutti accesso a Sanità, Libertà, Giustizia, Acqua, Energia. In questo saremo estremisti, si.

L’Italia è in Europa, certo, e ne è fiera. L’Europa, e il mediterraneo sono state la culla della civiltà e torneranno, nei nostri piani, ad esserlo. L’Europa dei popoli, della civiltà appunto, della musica, delle libertà, dell’evoluzione sociale, del benessere diffuso, della cultura, delle diversità.
L’europa comandata dalle banche è il contrario di tutto ciò.

E’ nemica dei popoli, del benessere diffuso, del “welfare”, della sanità gratuita, dell’acqua proprietà comune, delle sovranità Italiane: monetaria, alimentare, energetica, culturale.

Come tale è nemica nostra.

L’Italia è la preziosissima propaggine dell’Europa nel Mediterraneo, L’Italia sarà sempre Europa a tutti gli effetti. Con noi al potere non sarà più, mai più alleata del potere finanziario che ha dichiarato guerra ai popoli.
Noi siamo il popolo, i popoli, a quelli rispondiamo e risponderemo sempre, mai alle banche.

Questo vi sia chiaro, ora e per sempre.

Che Italia vogliamo ?

Lo schema base è abbastanza semplice. Le applicazioni e le implementazioni sono migliaia: in questa sede vi posso dare solo alcuni esempi ma dossier piuttosto corposi e dettagliati per argomento vi possono esser inviati a breve.

Vogliamo una Italia Sovrana.

Proprietaria, libera emettitrice e dominus della propria moneta, che emetterà per coprire tutte le sue esigenze.

Proprietaria della libera gestione del suo immenso capitale agrario. Vogliamo un’Italia autosufficiente in quantità per quanto riguarda tutte le sue esigenze alimentari, autonoma per quanto riguarda l’elevatissima e unica al mondo qualità delle sue produzioni alimentari. Ora importiamo veleno da tutto il mondo, farine tossiche e inquinate per esempio, e abbiamo ovunque campi incolti ?
Non deve accadere più.
L’Italia può cibarsi con una varietà e qualità che, lo sapete, non ha eguali al mondo, e lo farà.
Abbiamo le risorse, la terra, le capacità e la biodiversità per farlo egregiamente e lo faremo.

Sovrana e proprietaria delle proprie fonti energetiche.

Il sole ci invia ogni 88 minuti l’energia che ci basterebbe per un anno e noi accettiamo, anzi, finanziamo guerre lontane per far arrivare in Italia dei tubi che ci portino energia solare di milioni di anni fa, sotto forma di gas, magari estirpando ulivi secolari ?

Abbiamo altri piani.

Metteremo a norma tutto l’appennino, tutto antisismico e tutto fotovoltaico e tutto a risparmio energetico: il prossimo terremoto ci sarà qualche crepa, qualche spavento: nessuna tragedia e nessuna zona morta o evacuata come è accaduto al cuore dell’Italia un anno fa.

Ogni nuova costruzione, ma anche ogni paese, capannone, scuola, edificio pubblico sarà ad altissima efficienza energetica e col tetto fotovoltaico, il tutto finanziato dallo Stato con mutui allo zero e altre esenzioni se necessario. L’indotto che ne deriverà coinvolgerà tutti i settori. Vedo quì in platea il dott. Squinzi, creatore di Mapei. Osa immaginare, dottor Squinzi i benefici per la sua azienda nel caso si realizzasse questa enorme commessa: mettere a norma l’Italia ?

Vedo anche la signora Marcegaglia. – Buongiorno – Era sua un’idea di una grande fabbrica in Abruzzo, per la produzione su larga scala di panneli fotovoltaici Italiani. E’ nostra intenzione dichiarare l’energia un ” Bene strategico” e svincolato quindi dalle limitazioni imposte dalla Commissione Europea. Gli incentivi e i mutui a “tasso zero” per l’installazione dei pannelli FV su OGNI tetto, saranno validi solo se verranno usati pannelli Italiani. Vi immaginate il numero di occupati ? Ci vorrà una fabbrica e un istituto di ricerca per nuovi materiali in ogni regione.

Nell’ottica della dichiarazione dell’energia e delle comunicazioni come “beni strategici” si adirà al riacquisto di Terna, cioè la rete dei tralicci elettrici nazionale, e di Telecom. Che la rete elettrica e la rete comunicativa di una nazione siano proprietà di privati per di più stranieri, contrasta con l’idea che abbiamo di sovranità e di sicurezza.

C’è lavoro per tutti, per trent’anni, con un contemporaneo aumento del Pil del 4% l’anno, un abbassamento vigoroso della bolletta energetica e dell’importazione di cibo.

I settori che si rivolgeranno al benessere pubblico e all’innovazione tecnologica vedranno agevolazioni fiscali che potranno raggiungere il 100%.

Vuoi aprire una fabbrica di automobili o di autobus elettrici in Basilicata ?

Terreno gratis, niente Imu e niente tasse per 5 anni. Poi il 20% di tasse fisso per altri 10 anni.Il Capannone, tutto fotovoltaico e con miniturbine eoliche, te lo finanzia lo Stato con mutuo allo zero, in trent’anni.

Questo è solo un esempio, ma dal giorno dopo il nostro insediamento al governo, ci sarà un ufficio, con 20 persone, dedito solo all’ascolto e al successivo vaglio di proposte in tal senso. Un Ufficio aperto all’interno del Ministero dello Sviluppo Economico.

Leggo con piacere che ci sarebbero fermenti in merito a “investimenti stranieri”.

E’ una buona cosa, vuol dire che c’è fiducia nel sistema Italia” e nelle sue infinite risorse ma..
non ci servono: “Investimenti stranieri” vuol dire vendere. Vuol dire che altri producono qui, magari contando sul costo del lavoro abbassatosi fortemente per via della crisi e del dumping salariale ricattatorio derivante da trauma della domanda aggregata e dall’importazione di manodopera a basso costo.

No. Gli investimenti li faremo noi. Avremo tutta la moneta che serve, per ogni esigenza, e i lavoratori saranno pagati bene: noi siamo qui per loro, per il benessere della gente, non per la coerenza dei numeri o dei bilanci, e per l’eleganza degli algoritmi, o per la tranquillità dei ricchissimi: noi serviamo il popolo, non la moneta.

Riassumendo, vedo davanti a me una platea di imprenditori, di persone abbienti, alcune molto ricche, alcune sembrano felici, altre no.
Molte sembrano stressate e pensierose, preoccupate.

La nostra proposta è questa.

Vogliamo far diventare l’Italia un paese felice e prospero e faremo tutto ciò che serve a tal fine.

Felici e prosperi dovranno esserlo tutti, però.

Noi non vogliamo che rimanga indietro nessuno.

Siamo convinti che la felicità sia condivisione e che esser ricchi in ville blindate circondati da periferie miserabili, ospedali fatiscenti, giardini sporchi, scuole cadenti, non serva a nessuno, e non garantisca felicità e tranquillità neanche al signore arroccato dietro gli antifurto.

Voi siete imprenditori e se il vostro desiderio è fare affari, e guadagnare, all’interno di una società sempre più a benessere diffuso, se identificate il bene della vostra azienda col bene comune e viceversa, i nostri piani sono anche i vostri: avete tutto da guadagnare dall’avere aziende e imprese ben radicate in un paese, l’Italia, che vogliamo prospero. Facciamo si che l’Italia torni ad essere il paese che, giustamente, fu definito il paese bello tra i paesi belli. Vogliamo le stesse cose: creiamole.

Guadagnandoci ? Certo, Perché no ?

Se invece le vostre intenzioni sono speculative, e la vostra idea di “affare” è finalizzata alla spoliazione altrui, se volete diventar ricchissimi in un paese di miserabili, se questa è la vostra idea di “realizzazione del massimo profitto”, allora desistete, opponetevi a noi con tutte le forze, perché se andremo al governo,vi spazzeremo via.

Vi impediremo di aggredire i deboli, fosse l’ultima cosa che facciamo.

Noi siamo l’Umanità e non abbiamo altri fini che il benessere dell’Umanità.

Siamo convinti che questo sia il fine della nostra esistenza: perseguire il bene comune partendo dal più debole.

Fatelo anche Voi, e sarete felici.

Voi, e i vostri figli.

Grazie per l’attenzione.

Vi auguro salute e felicità, a voi e ai vostri cari.

Dazi amari ?

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Dazi amari ?

No.

Credo che i dazi siano una cosa buona.

Guardiamo l’Italia.
Le piccole, medie e grandi imprese italiane pagano un operaio 2700 euro al lordo e hanno 120 diversi tipi di adempimenti a cui ottemperare.
Di tutto. C’è una tassa per ogni bullone e un controllo ogni centimetro quadrato.

Sono state messe in concorrenza diretta con aziende cinesi e dell’estremo oriente ma non solo, sudamericane, turche, dove l’operaio costa 270 dollari mese e gli adempimenti sono tre, per un totale del 15% di tasse. Forse…
Abbiamo organizzato in pratica una corsa sui cento metri, uno vestito da palombaro con un sacco di cemento sule spalle, l’altro leggero come Mennea.

Le aziende Italiane, non credo ci sia molto da stupirsi, hanno perso, in gran parte.

La globalizzazione impostata così non poteva che tradire i suoi sbandierati scopi, cioè l’esportazione di democrazia, e favorire invece, anzi, imporre, l’importazione di misera nel goffo tentativo di adeguare i costi del lavoro Italiano a quello vietnamita et similia.

Siamo nel campo dell’ovvio.

C’è stato chi per anni ha inneggiato alla globalizzazione: è una opportunità. Ricordo Prodi, Romiti. Certo.

Se produci a Guanzou una scarpa da ginnastica a 1 dollaro, la porti alla tua società di Hong Kong che la esporta in Italia a 90, in italia la vendi a 120, lasciando tutto il reddito a Hong Kong dove hai pattuito il 5% di tasse, chiaro che questo giro per te è un’opportunità.
Fai lavorare a paga di schiavi, vendi a una tombola, e non ci paghi nulla di tasse.

In Italia nel frattempo gli operai, ma a catena anche tutti gli altri, vedono ridursi i propri introiti perché bisogna “competere” con mezzo mondo, esportare, attrarre investimenti, cioè accontentarsi delle briciole….

Con la globalizzazione, figlia del liberismo, in ogni nazione si è formata una piccola oligarchia di esportatori che ha interesse alla miseria del proprio popolo, affinché si accontenti di paghe da fame e di “flessibilità ” assoluta per poter esser competitivi, ed esportare, , e di importatori che fanno profitti sulla miseria di popolazioni lontane dei paesi fornitori di merci a bassissimo costo, da importare.
In mezzo il pianeta: distrutto.

Se voglio rispettare la COSTITUZIONE, che mi impone di dare lavoro, dignità, salute e sicurezza ai miei cittadini, non posso fare entrare i miei operai, italiani, in concorrenza con gli schiavi vietnamiti, o bengali, o i miei agricoltori con i tunisini o camerunensi, anche perché in quei luoghi vivi bene con 400 euro/ mese, qui un po’ meno….è una partita persa comunque.

Invece, cosa accade con i Dazi ?

Se ogni Stato mette Dazi su ciò che non conviene venga importato da altre nazioni, succede questo.

A quel punto quello che non riesco a esportare perché dazi esteri me lo rendono non conveniente, dovrò venderlo sul mio territorio. Quindi però la gente qui dovrà avere i soldi per comprarseli questi prodotti. Continuare ad abbassare i salari comincerà a NON essere conveniente per gli industriali, per i padroni che non devono più “battere” concorrenti esteri, ma devono vendere QUI. E per vendere QUI , in giro ci devono essere soldi.

Le barriere, secondo me, non devono esistere per le idee, per la tecnologia, per le informazioni, per chi VUOLE andare in giro, per i semi agricoli e metaforici, per i turisti, per i migranti climatici o diportivi.

Devono esistere invece, eccome, all’esportazione di miseria, all’importazione di miseria perchè questo la Globalizzazione, che in realtà è Glebalizzazione.

Hanno dileggiato per anni come cosa pessima, il PROTEZIONISMO, perchè in realtà proteggeva Noi, da LORO.

Fate caso al fatto che coloro che inneggiano alla caduta dei muri vivono in case con enormi muri di cinta.

In realtà la loro ricchezza è basata sulla penuria altrui.

Loro, in realtà, vogliono la libera circolazione della penuria.

Riassumendo:

Non prendo le arance dal Camerun privando il Camerun di vitamine e gli agricoltori siculi del lavoro. Mando in Camerun stampanti 3d per la costruzione in loco di macchine spremiagrumi utilizzando i tappi di bottiglia di plastica che stanno inquinando il paese.

Non prendo il petrolio dal Delta del Niger ammazzando tutti i pescatori con l’inquinamento e arricchendo solo l’Eni che nel frattempo è diventata Americana.

Mando in Nigeria tecnici esperti di ripulitura enzimatica dell’acqua tramite batteri idrocarburofagi e avendo a messo an orma qui l’appennino con tutti i tetti FV, non ho bisogno di petrolio alcuno.

Non salvo banche a 20 mld per volta, ma quei soldi li metto in 1000 bandi di ricerca su progetti di : ripulitura di zone inquinate tramite piante adatte, enzimi evoluti e batteri. Tamburi, Valle del Sacco, Casal Monferrato, Colleferro, Augusta, Brescia, ecc.ecc.

Metto Dazi del 500% sull’importazione di cibo da zone che usano il Glifosato, altro che il Ceta. Ho cinque amici col tumore, è un’ecatombe. Basta così. Il grano italiano a quel punto torna conveniente e ci facciamo pasta e pane da noi.

Propongo capitali a fondo perduto e mutui allo zero a qualunque azienda che fabbrichi armi, per la riconversione, con sgravio fiscale totale per dieci anni, a produzioni finalizzate al bene comune. Meccanica fine, mobilità evoluta, robotica, ecc.

Potrei continuare due giorni. Ci siamo capiti.

Bisogna mettere muri eccome.

Alle guerre, alle armi, alla miseria, ai veleni.

Ai burattinai che con i lunghi fili della globalizzazione ci tiran come burattini facendo venire quello che ci serve da lontano, schiavizzando la, avvelenando qui, e viceversa.

Io lo farei.
Lo farei subito.

Questo è il mio programma.

Avrei finito di vivere probabilmente, ma, come sapete, non c’è problema.

Contanti

"Avete mai pensato che, aboliti i contanti, basterà un click, da parte di un giudice, di un politico, di un infame, per spegnervi ?<br />
Non si alzerà la sbarra del telepass<br />
Non si accenderà il monitor del bancomat.<br />
Non vi darà nulla l'alimentari, il supermercato.<br />
Non vi darà nulla neanche la farmacia.<br />
Neanche le crocchette per i gatti potrete comprare, tantomeno il cibo per voi.<br />
Non potrete pagare la luce né il telefono. (ino)</p>
<p>Con un click, non esisterete più.</p>
<p>Sarete solo un codice.<br />
Non riconosciuto. </p>
<p>Avete capito ?"

Avete mai pensato che, aboliti i contanti, basterà un click, da parte di un giudice, di un politico, di un infame, per spegnervi ?
Non si alzerà la sbarra del telepass
Non si accenderà il monitor del bancomat.
Non vi darà nulla l’alimentari, il supermercato.
Non vi darà nulla neanche la farmacia.
Neanche le crocchette per i gatti potrete comprare, tantomeno il cibo per voi.
Non potrete pagare la luce né il telefono. (ino)

Con un click, non esisterete più.

Sarete solo un codice.
Non riconosciuto.

Avete capito ?