L’edilizia deve ripartire.

Bisogna far ripartire la più grossa industria italiana.
L’edilizia.
Il consumo di suolo deve arrestarsi del tutto.
I prati sono diventati rari , i capannoni troppi e il dissesto idrogeologico che ne consegue
devastante e costosissimo. Tra l’altro la richiesta è scemata è le strutture in disuso sono orribili e
tantissime. A ogni livello sembra lecito e logico bloccare il permesso di costruire, finchè non
siano utilizzati tutti gli immobili esistenti.
Per le case è lo stesso discorso: esistono già milioni di vani sfitti e invenduti e ilprezzo è crollato.
Senza che di questo crollo abbia beneficiato nessuno , stante il blocco dei mutui.
D’altrocanto però c’è un grossissimo bisogno di edilizia.
Il patrimonio pubblico è messo male, sia dal puntodi vista strutturale che energetico.
L’ Italia si è rivelata essere più sismica di quel che si pensava.
Le scuole: dopo il disastro orribile di san Giuliano di Puglia, vennero emanate direttive di messa in sicurezza
delle scuole che imponevano ,come primo passo , un inventario degli edifici scolastici avente base
antisismica.
Bene (no malissimo) molte regioni non hanno neanche risposto.
Si presuppone stiano messe male.
Sembra comunque che due scuole su tre non siano a norma.
“Si presuppone” e “sembra” infilati in un discorso così grave sono già specchio di disattenzione criminale.
Comuque: tutto il patrimonio pubblico dapprima , poi industriale , poi civile italiano ha bisogno che l’edilizia ci metta mano.  Per renderlo sicuro e per renderlo energeticamente evoluto e a basso consumo , completamente passivo dove possibile.
Quindi il settore edile deve fare un lavoro su se stesso di portata epocale.
Bisogna convertire generazioni di architetti, ingegneri,progettisti, tecnici, operai , manovali, macchinari e imprenditori all’unica ma vastissima opera edile che il nostro paese richieda.
Servirebbe una assemblea degli stati generali dell’edilizia. Poi replicata sui vari territori, ma io non ne sono in grado.
Magari qualcuno mi aiutasse. Questi verrebbero convocati alla più grande commessa della storia d’Italia:
Ristrutturare l’Italia.  Mettere anorma l’Italia.  Tutte le scuole in legno lamellare, dove si può, tutti i tetti fotovoltaici, tutte le case coibentate come fanno in Germania e in Trentino. Alla luce anche della scoperta incrementata sismicità.
Ci sono i centri storici fatiscenti di 4/5 d’Italia da restaurare.
Il “risorgimento” italiano non può non passare attraverso la conversione della sua più grossa industria del paese
dal ruolo di deturpatrice di paesaggi a creatrice di luoghi di ritrovata sicurezza e bellezza.

Caratteristica che fece definire l’Italia ”paese bello tra i paesi belli”

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