Piccolo PRO MEMORIA –

Un piccolo PROMEMORIA per non dover ripetere le cose cento volte.
I fatti, senza interpretazioni.
Augias mi vende il libro, autografato.
Poi lo sento dire quelle bassezze ignobili sul movimento, con quell’aria da bravo padre , anche nonno , di famiglia.
dice che siamo fascisti, che non conosciamo le regole, che siam pericolosi, che non rispettiamo le istituzioni.
Mi fa incazzare.
Prendo il libro, lo metto nel camino ,je do foco, lo fotografo.
Lo metto in un post, su facebook, nel mio profilo.
Il giorno dopo, alle dieci di mattina, vedo un sacco di messaggi. troppi.
Apro: due o tre personaggi , anche eletti, mi chiedono per cortesia, di rimuovere la foto perchè potrebbe essere facilmente
strumentalizzata.   “Lo faccio subito” rispondo, e rimuovo le foto dal mio profilo.
Se il mov, mi chede una cosa , la faccio.
Un amico, in parlamento anche lui, mi consiglia di scrivere una lettera di spiegazioni.
Lui mi consiglia di dire che scherzavo.
Ci penso un pò.  Mezz’ora.  Nel frattempo i ritmi sono ingestibili. 
Si fa fatica a capire cosa accade perchè ci sono 1500 notifiche, 200 messaggi, è complicato.
 - sangue freddo - 
Non sto drammatizzando, è davvero molto particolare come situazione.
Scrivo la lettera del perchè ho bruciato il libro di Augias. 
E’ questa:  
Io ho bruciato il libro di Corrado Augias.
Libro comprato direttamente da Corrado Augias a zagarolo, quando venne.
Autografa
to.
Augias, persona lucida, concreta, di grande cultura.
Io amo i libri, me ne circondo, da sempre.
Amo i libri perchè sono il simbolo del sapere, in simboli, trasmesso.
Provo profonda indignazione invece per la menzogna.
E ancor di più quando questa approfitta della conoscenza per essere più incisiva.
Il Sapere mentire meglio.
Il Sapere ingannare meglio.
Il Sapere raccontare meglio le menzogne che permettono a Lei di mantenere uno stile di vita lontano dalla sanità pubblica italiana, nella sua bella casa di Parigi, Augias.Menzogne che Le permettono di stare ben lontano dagli affanni di chi ha un piccolo stipendio o di chi lo stipendio non ce l’ha affatto, sig, Augias.Le menzogne che le permettono di attaccare la Resistenza , e gli unici che la fanno, in questo momento.Lei è fascista ,sig, Augias.Ha posto il suo sapere e il suo ben parlare al servizio della menzogna, funzionale al mantenimento del suo status economico e sociale.
E chi è in difficoltà, chi è disperato, chi non ha lavoro, chi non ha niente, si arrangi.

Io, che non rappresento altri che me stesso, con tutti i limiti del caso, non sono d’accordo.

Chi sa, deve lavorare per gli altri. La conoscenza se è finalizzata solo al nostro tornaconto personale è poco, se è finalizzata all’inganno del prossimo è il male assoluto.

In quel camino io ho bruciato l’ipocrisia. Il nostro male più grande.

 

Nel frattempo però le foto sono andate in giro. Sono su Beppe Grillo, su 878 con lettera,  in giro in un sacco di profili e blog.
Le motivazioni della lettera, sembrano in larghissima parte condivise. 
Da fuori il movimento mi arrivano quasi solo plausi (non cercati) da dentro molte critiche,motivate in nuce,  alcune feroci, sull’opportunità, sulla strumentalizzazione che ne faranno ,ecc.ecc.
 Poi finisco alla zanzara, servizio pubblico , proprio a Palestrina, con modi difficili da gestire. In pratica era una ragazza, ho provato a diniegare, ma in pratica avrei dovuto spintonarla per mandarla via.
Alla fine mi fa delle domande, rispondo a due o tre. Poi interrompo e scappo, vicino a me Andrea Galati.
Idem la Zanzara.  Mi riposo ieri pom, sul divano, squilla il tel.  Che palle. Mi alzo. Non capisco, poi capisco Cruciani, mi ricordo che è un giornalista, e pure stronzo.
Mi dice lui che Grillo si è dissociato da me, e dice che io parlo a nome personale. Rispondo a quella e altre domande, su Augias.  ERO IN ONDA !
LO scopro dopo quando un’amico mi dice di avermi sentito alla zanzara. Io non so cos’è , ma lei mi ragguaglia, e mi manda il link.
Mi sento in intervista.  Nonostante l’agguato, non ho detto stronzate. Meno male.
Cazzarola. Stai dormendo, ti svegliano , e sei in onda. E’ illegale, ma se ne fottono. 
Motli ,somari, mi dicono come robottini “i libri li bruciano i fascisti , i libri li bruciano i fascisti” . 
e allora ieri, ripubblico:
“Non bisogna bruciare i libri”.
“Perchè” ?
“Perchè lo facevano i fascisti”.
Bene.
Non solo loro in verità, anche i Nazisti, Mo sce Don , la Stasi, La Securitate di Ceaucescu, Stalin, McCarty, ecc.ecc. addirittura andando indietro nella storia si arriva a un califfo che bruciò la biblioteca di Alessandria, perchè un libro era più che sufficiente, disse: il corano.
I regimi quindi bruciavano i
libri altrui. Per imporre i propri.
Quelli che imponevano il pensiero unico, l’ideologia dominante, facevano l’apologia del duce di turno, e del suo regime. Libri presumibilmente falsi.
Bene. Io ho bruciato un libro (simbolicamente) di regime.
Chi non vede questa differenza ha serissimi problemi di interpretazione della realtà.
E’ superficiale. O mente.
Poi vedo su Google che mi ha pubblicato Vanity Fair, vedo il twitt di Grillo a cui rispondo. Dicendo
“Vero. Ho detto subito che non rappresento nessuno. Sull’uso del simbolo non so cosa intendiate. “
Poi altre cose, poco importanti.  Questo era lo schema base.

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