Scoop ! Il mio discorso a Cernobbio

MI chiedono:
Eh, ma se tu fossi Di Maio cosa faresti ?
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Vi ricordate il discorso di Di Maio a Cernobbio ?
Sembrava Colaninno.
Ecco. rileggetevelo.

Il mio discorso a Cernobbio invece sarebbe stato questo:

“Mi fa piacere essere qui oggi e avere l’opportunità di raccontare anche dinanzi a questa platea l’idea di Paese che abbiamo in cantiere, il programma e le idee che abbiamo in mente per l’Italia.

Nella vostra accezione di questi termini, SI, la visione che abbiamo del paese.
Populista ? Si, nel senso che abbiamo a cuore e difenderemo strenuamente gli interessi del popolo, a partire da chi è in difficoltà, chi è senza lavoro e senza soldi, chi fa fatica.

Estremista ? Si, anche questo termine si attaglia a quello che sarà il nostro atteggiamento: saremo estremamente determinati nell’impedire a pochi di arricchirsi ulteriormente a danno di molti, saremo estremamente fermi nel garantire a tutti accesso a Sanità, Libertà, Giustizia, Acqua, Energia. In questo saremo estremisti, si.

L’Italia è in Europa, certo, e ne è fiera. L’Europa, e il mediterraneo sono state la culla della civiltà e torneranno, nei nostri piani, ad esserlo. L’Europa dei popoli, della civiltà appunto, della musica, delle libertà, dell’evoluzione sociale, del benessere diffuso, della cultura, delle diversità.
L’europa comandata dalle banche è il contrario di tutto ciò.

E’ nemica dei popoli, del benessere diffuso, del “welfare”, della sanità gratuita, dell’acqua proprietà comune, delle sovranità Italiane: monetaria, alimentare, energetica, culturale.

Come tale è nemica nostra.

L’Italia è la preziosissima propaggine dell’Europa nel Mediterraneo, L’Italia sarà sempre Europa a tutti gli effetti. Con noi al potere non sarà più, mai più alleata del potere finanziario che ha dichiarato guerra ai popoli.
Noi siamo il popolo, i popoli, a quelli rispondiamo e risponderemo sempre, mai alle banche.

Questo vi sia chiaro, ora e per sempre.

Che Italia vogliamo ?

Lo schema base è abbastanza semplice. Le applicazioni e le implementazioni sono migliaia: in questa sede vi posso dare solo alcuni esempi ma dossier piuttosto corposi e dettagliati per argomento vi possono esser inviati a breve.

Vogliamo una Italia Sovrana.

Proprietaria, libera emettitrice e dominus della propria moneta, che emetterà per coprire tutte le sue esigenze.

Proprietaria della libera gestione del suo immenso capitale agrario. Vogliamo un’Italia autosufficiente in quantità per quanto riguarda tutte le sue esigenze alimentari, autonoma per quanto riguarda l’elevatissima e unica al mondo qualità delle sue produzioni alimentari. Ora importiamo veleno da tutto il mondo, farine tossiche e inquinate per esempio, e abbiamo ovunque campi incolti ?
Non deve accadere più.
L’Italia può cibarsi con una varietà e qualità che, lo sapete, non ha eguali al mondo, e lo farà.
Abbiamo le risorse, la terra, le capacità e la biodiversità per farlo egregiamente e lo faremo.

Sovrana e proprietaria delle proprie fonti energetiche.

Il sole ci invia ogni 88 minuti l’energia che ci basterebbe per un anno e noi accettiamo, anzi, finanziamo guerre lontane per far arrivare in Italia dei tubi che ci portino energia solare di milioni di anni fa, sotto forma di gas, magari estirpando ulivi secolari ?

Abbiamo altri piani.

Metteremo a norma tutto l’appennino, tutto antisismico e tutto fotovoltaico e tutto a risparmio energetico: il prossimo terremoto ci sarà qualche crepa, qualche spavento: nessuna tragedia e nessuna zona morta o evacuata come è accaduto al cuore dell’Italia un anno fa.

Ogni nuova costruzione, ma anche ogni paese, capannone, scuola, edificio pubblico sarà ad altissima efficienza energetica e col tetto fotovoltaico, il tutto finanziato dallo Stato con mutui allo zero e altre esenzioni se necessario. L’indotto che ne deriverà coinvolgerà tutti i settori. Vedo quì in platea il dott. Squinzi, creatore di Mapei. Osa immaginare, dottor Squinzi i benefici per la sua azienda nel caso si realizzasse questa enorme commessa: mettere a norma l’Italia ?

Vedo anche la signora Marcegaglia. – Buongiorno – Era sua un’idea di una grande fabbrica in Abruzzo, per la produzione su larga scala di panneli fotovoltaici Italiani. E’ nostra intenzione dichiarare l’energia un ” Bene strategico” e svincolato quindi dalle limitazioni imposte dalla Commissione Europea. Gli incentivi e i mutui a “tasso zero” per l’installazione dei pannelli FV su OGNI tetto, saranno validi solo se verranno usati pannelli Italiani. Vi immaginate il numero di occupati ? Ci vorrà una fabbrica e un istituto di ricerca per nuovi materiali in ogni regione.

Nell’ottica della dichiarazione dell’energia e delle comunicazioni come “beni strategici” si adirà al riacquisto di Terna, cioè la rete dei tralicci elettrici nazionale, e di Telecom. Che la rete elettrica e la rete comunicativa di una nazione siano proprietà di privati per di più stranieri, contrasta con l’idea che abbiamo di sovranità e di sicurezza.

C’è lavoro per tutti, per trent’anni, con un contemporaneo aumento del Pil del 4% l’anno, un abbassamento vigoroso della bolletta energetica e dell’importazione di cibo.

I settori che si rivolgeranno al benessere pubblico e all’innovazione tecnologica vedranno agevolazioni fiscali che potranno raggiungere il 100%.

Vuoi aprire una fabbrica di automobili o di autobus elettrici in Basilicata ?

Terreno gratis, niente Imu e niente tasse per 5 anni. Poi il 20% di tasse fisso per altri 10 anni.Il Capannone, tutto fotovoltaico e con miniturbine eoliche, te lo finanzia lo Stato con mutuo allo zero, in trent’anni.

Questo è solo un esempio, ma dal giorno dopo il nostro insediamento al governo, ci sarà un ufficio, con 20 persone, dedito solo all’ascolto e al successivo vaglio di proposte in tal senso. Un Ufficio aperto all’interno del Ministero dello Sviluppo Economico.

Leggo con piacere che ci sarebbero fermenti in merito a “investimenti stranieri”.

E’ una buona cosa, vuol dire che c’è fiducia nel sistema Italia” e nelle sue infinite risorse ma..
non ci servono: “Investimenti stranieri” vuol dire vendere. Vuol dire che altri producono qui, magari contando sul costo del lavoro abbassatosi fortemente per via della crisi e del dumping salariale ricattatorio derivante da trauma della domanda aggregata e dall’importazione di manodopera a basso costo.

No. Gli investimenti li faremo noi. Avremo tutta la moneta che serve, per ogni esigenza, e i lavoratori saranno pagati bene: noi siamo qui per loro, per il benessere della gente, non per la coerenza dei numeri o dei bilanci, e per l’eleganza degli algoritmi, o per la tranquillità dei ricchissimi: noi serviamo il popolo, non la moneta.

Riassumendo, vedo davanti a me una platea di imprenditori, di persone abbienti, alcune molto ricche, alcune sembrano felici, altre no.
Molte sembrano stressate e pensierose, preoccupate.

La nostra proposta è questa.

Vogliamo far diventare l’Italia un paese felice e prospero e faremo tutto ciò che serve a tal fine.

Felici e prosperi dovranno esserlo tutti, però.

Noi non vogliamo che rimanga indietro nessuno.

Siamo convinti che la felicità sia condivisione e che esser ricchi in ville blindate circondati da periferie miserabili, ospedali fatiscenti, giardini sporchi, scuole cadenti, non serva a nessuno, e non garantisca felicità e tranquillità neanche al signore arroccato dietro gli antifurto.

Voi siete imprenditori e se il vostro desiderio è fare affari, e guadagnare, all’interno di una società sempre più a benessere diffuso, se identificate il bene della vostra azienda col bene comune e viceversa, i nostri piani sono anche i vostri: avete tutto da guadagnare dall’avere aziende e imprese ben radicate in un paese, l’Italia, che vogliamo prospero. Facciamo si che l’Italia torni ad essere il paese che, giustamente, fu definito il paese bello tra i paesi belli. Vogliamo le stesse cose: creiamole.

Guadagnandoci ? Certo, Perché no ?

Se invece le vostre intenzioni sono speculative, e la vostra idea di “affare” è finalizzata alla spoliazione altrui, se volete diventar ricchissimi in un paese di miserabili, se questa è la vostra idea di “realizzazione del massimo profitto”, allora desistete, opponetevi a noi con tutte le forze, perché se andremo al governo,vi spazzeremo via.

Vi impediremo di aggredire i deboli, fosse l’ultima cosa che facciamo.

Noi siamo l’Umanità e non abbiamo altri fini che il benessere dell’Umanità.

Siamo convinti che questo sia il fine della nostra esistenza: perseguire il bene comune partendo dal più debole.

Fatelo anche Voi, e sarete felici.

Voi, e i vostri figli.

Grazie per l’attenzione.

Vi auguro salute e felicità, a voi e ai vostri cari.

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