Dazi amari ?

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Dazi amari ?

No.

Credo che i dazi siano una cosa buona.

Guardiamo l’Italia.
Le piccole, medie e grandi imprese italiane pagano un operaio 2700 euro al lordo e hanno 120 diversi tipi di adempimenti a cui ottemperare.
Di tutto. C’è una tassa per ogni bullone e un controllo ogni centimetro quadrato.

Sono state messe in concorrenza diretta con aziende cinesi e dell’estremo oriente ma non solo, sudamericane, turche, dove l’operaio costa 270 dollari mese e gli adempimenti sono tre, per un totale del 15% di tasse. Forse…
Abbiamo organizzato in pratica una corsa sui cento metri, uno vestito da palombaro con un sacco di cemento sule spalle, l’altro leggero come Mennea.

Le aziende Italiane, non credo ci sia molto da stupirsi, hanno perso, in gran parte.

La globalizzazione impostata così non poteva che tradire i suoi sbandierati scopi, cioè l’esportazione di democrazia, e favorire invece, anzi, imporre, l’importazione di misera nel goffo tentativo di adeguare i costi del lavoro Italiano a quello vietnamita et similia.

Siamo nel campo dell’ovvio.

C’è stato chi per anni ha inneggiato alla globalizzazione: è una opportunità. Ricordo Prodi, Romiti. Certo.

Se produci a Guanzou una scarpa da ginnastica a 1 dollaro, la porti alla tua società di Hong Kong che la esporta in Italia a 90, in italia la vendi a 120, lasciando tutto il reddito a Hong Kong dove hai pattuito il 5% di tasse, chiaro che questo giro per te è un’opportunità.
Fai lavorare a paga di schiavi, vendi a una tombola, e non ci paghi nulla di tasse.

In Italia nel frattempo gli operai, ma a catena anche tutti gli altri, vedono ridursi i propri introiti perché bisogna “competere” con mezzo mondo, esportare, attrarre investimenti, cioè accontentarsi delle briciole….

Con la globalizzazione, figlia del liberismo, in ogni nazione si è formata una piccola oligarchia di esportatori che ha interesse alla miseria del proprio popolo, affinché si accontenti di paghe da fame e di “flessibilità ” assoluta per poter esser competitivi, ed esportare, , e di importatori che fanno profitti sulla miseria di popolazioni lontane dei paesi fornitori di merci a bassissimo costo, da importare.
In mezzo il pianeta: distrutto.

Se voglio rispettare la COSTITUZIONE, che mi impone di dare lavoro, dignità, salute e sicurezza ai miei cittadini, non posso fare entrare i miei operai, italiani, in concorrenza con gli schiavi vietnamiti, o bengali, o i miei agricoltori con i tunisini o camerunensi, anche perché in quei luoghi vivi bene con 400 euro/ mese, qui un po’ meno….è una partita persa comunque.

Invece, cosa accade con i Dazi ?

Se ogni Stato mette Dazi su ciò che non conviene venga importato da altre nazioni, succede questo.

A quel punto quello che non riesco a esportare perché dazi esteri me lo rendono non conveniente, dovrò venderlo sul mio territorio. Quindi però la gente qui dovrà avere i soldi per comprarseli questi prodotti. Continuare ad abbassare i salari comincerà a NON essere conveniente per gli industriali, per i padroni che non devono più “battere” concorrenti esteri, ma devono vendere QUI. E per vendere QUI , in giro ci devono essere soldi.

Le barriere, secondo me, non devono esistere per le idee, per la tecnologia, per le informazioni, per chi VUOLE andare in giro, per i semi agricoli e metaforici, per i turisti, per i migranti climatici o diportivi.

Devono esistere invece, eccome, all’esportazione di miseria, all’importazione di miseria perchè questo la Globalizzazione, che in realtà è Glebalizzazione.

Hanno dileggiato per anni come cosa pessima, il PROTEZIONISMO, perchè in realtà proteggeva Noi, da LORO.

Fate caso al fatto che coloro che inneggiano alla caduta dei muri vivono in case con enormi muri di cinta.

In realtà la loro ricchezza è basata sulla penuria altrui.

Loro, in realtà, vogliono la libera circolazione della penuria.

Riassumendo:

Non prendo le arance dal Camerun privando il Camerun di vitamine e gli agricoltori siculi del lavoro. Mando in Camerun stampanti 3d per la costruzione in loco di macchine spremiagrumi utilizzando i tappi di bottiglia di plastica che stanno inquinando il paese.

Non prendo il petrolio dal Delta del Niger ammazzando tutti i pescatori con l’inquinamento e arricchendo solo l’Eni che nel frattempo è diventata Americana.

Mando in Nigeria tecnici esperti di ripulitura enzimatica dell’acqua tramite batteri idrocarburofagi e avendo a messo an orma qui l’appennino con tutti i tetti FV, non ho bisogno di petrolio alcuno.

Non salvo banche a 20 mld per volta, ma quei soldi li metto in 1000 bandi di ricerca su progetti di : ripulitura di zone inquinate tramite piante adatte, enzimi evoluti e batteri. Tamburi, Valle del Sacco, Casal Monferrato, Colleferro, Augusta, Brescia, ecc.ecc.

Metto Dazi del 500% sull’importazione di cibo da zone che usano il Glifosato, altro che il Ceta. Ho cinque amici col tumore, è un’ecatombe. Basta così. Il grano italiano a quel punto torna conveniente e ci facciamo pasta e pane da noi.

Propongo capitali a fondo perduto e mutui allo zero a qualunque azienda che fabbrichi armi, per la riconversione, con sgravio fiscale totale per dieci anni, a produzioni finalizzate al bene comune. Meccanica fine, mobilità evoluta, robotica, ecc.

Potrei continuare due giorni. Ci siamo capiti.

Bisogna mettere muri eccome.

Alle guerre, alle armi, alla miseria, ai veleni.

Ai burattinai che con i lunghi fili della globalizzazione ci tiran come burattini facendo venire quello che ci serve da lontano, schiavizzando la, avvelenando qui, e viceversa.

Io lo farei.
Lo farei subito.

Questo è il mio programma.

Avrei finito di vivere probabilmente, ma, come sapete, non c’è problema.

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