Rimanere nell’EURO – Uscire dall’EURO

Rimanere nell’ EURO.

Rimanere nell’euro significa passare da quasi poveri , a poveri, poverissimi, poi schiavi.

Questa è l’ineludibile fine del percorso di una chiarezza lampante disegnato da chi ci vuole rovinati.

Lo stato italiano da molti anni emette meno moneta di quella che succhia con le tasse. Si chiama avanzo primario.

Dopo ciò noi paghiamo gli interessi.  Quindi ogni anno spariscono dal giro 50 miliardi di avanzo primario , più ne spariscono altri 100 circa di interessi.

150 miliardi in meno nel circolante ogni anno.

Non stiamo però scoppiandio in fretta come previsto dall’oligarchia.

Probabilmente il merito per assurdo è dell’evasione , il risparmio occulto e il tessuto sociale basato sulla più grande rete di protezione mai vista: la famiglia.

Allora dall’anno prossimo , dopo averci inchiodato col pareggio di bilancio, scatterà il fiscal compact.

Oltre ai 150 mld di cui sopra spariranno dal circolante altri 50 miliardi l’anno , per 20 anni, per ridurre il debito.

Questo , che noi si riesca a farlo, è proprio impossibile.  Diranno allora che dobbiamo privatizzare questo mondo e quell’altro, e in cambio di una marea di carta straccia

chiamata debito, ci costringeranno a vender tutto: aziende, banche, isole, coste, aziende, marchi, terre, sottosuolo, diritti, cassa depositi e

prestiti, demanio, spiagge, pensioni, tfr,ecc.ecc.  Questo era il piano , e non molleranno. Quantomeno non con le buone.

Questo è la PERMANENZA nell’EURO.

Se usciamo dall’ EURO.

Esistono molteplici scenari, certamente più dotti di questa mia striminzita sintesi. Li trovate ovunque.

Si esce dall’euro di colpo.  Si ridenominano tutti i mutui e tutti i conti in euro, con cambio uno a uno. Fluttuante dal giorno dopo.

Il debito: dopo alcune settimane di ricerche si saprebbe di chi sono i titoli del debito.

Quelli in mano a creditori privati o banche italiane, si convertono ex abrupto. Uno a uno.

Per quelli in mano a possessori esteri esistono diverse ipotesi.  Una è lasciar loro la scelta. Definitiva.

Se tenerli in euro o averli cambiati in lire.

Se li cambiano in lire il problema è finito: lo stato sarò sempre in grado, è lapalissiano , di stampare dei fogli di carta con su scritto sopra LIRA

in cambio di fogli di carta con scritto sopra LIRA, e una data (tds).

Se preferiscono tenerli in euro si aprono due scenari ipotetici   L’euro, uscendo noi, crolla. E con lui il valore reale del debito eurodenominato.

Per noi è un affare colossale.

L’euro regge, ma comunque lo stato ha gli euro per pagare perchè la lira si apprezza per forza: chiunque da quel momento DEVE comprar lira visto che le tasse può pagarle solo in lire. E chi abbisogna di lire le acquista pagando in euro.

E’ chiaro che contestualmente bisogna annullare Fiscal Comnpact e MEs.  E non firmare il Trattato di commercio Transatlantico.

Lo stato a quel punto manda subito il deficit minimo al 8%. Anche dieci.  La disoccupazione in due o tre anni deve arrivare allo zero tecnico. Cioè un 3% fisiologico alla pura e VOLONTARIA mobilità.

RICORDIAMOCI, è la cosa pià importante, che il denaro non è la ricchezza, la ricchezza è la produzione.  Riassorbendo la disoccupazione, produzione , fatturati e PIL non possono che schizzare su.

Poi, che piano applicare ? Quello di M5s.  Energia ? Ce l’abbiamo.  I soldi ? li facciamo.  l’inflazione tanto paventata ? Il rischio non esiste se si stampa fino e non oltre la piena occupazione. Edilizia ? C’è da ristrutturare tutta italia, sismica, fuori norma, vetusta, energeticamente un colabrodo. Mutui per istrutturazione trentennali al 3%.Due se il tetto è fotovoltaico con pannelli italiani.
E’ proteziomismo ? si.  Dichiariamo l’energia bene strategico e a quel paese l’europa.  Keynes docet.  L’edilizia vale 30 fiat da sola. Solo per fare un esempio. Alimentazione ? Quote latte, uova, broccoli e patate ? via.  Il cibo pure è strategico.   Equità ? Pensioni max 5000 euro min 1000. IL computo totale rispecchia quello attuale ma la maggior equità oltre a cambiar la vita a milioni di persone fa ripartire la domanda aggregata a un paese ecceionalmente impoverito.  F35 ? non scherziamo. Tav ? idem.  ecc.ecc…..

E via così.  In dieci anni siamo i padroni del mondo.

Come ci meritiamo, non certo per meriti nostri, ma per la la fortuna di esser nati nel paese più bello del mondo.

E la zucca, l’inventiva, le produzioni di qualità e un cibo senza pari ce l’abbiamo ancora. Per poco, se non applichiamo quanto sopra.

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