Un seme

Non sappiamo nulla.

Un seme.

Da cui nascerà un pianta che sa: quando fiorire, come accoppiarsi, se germinare e quando, come sviluppare radici, sa trovare una molecola in 1×10¹⁵ molecole anche a 20 metri dalle sue radici, e sa cosa farne, come rispondere al vento, alla pioggia, alla Luna, al caldo , al freddo, al cambio delle alternanze circadiane e stagionali, all’uomo, si riproduce da 1,5 miliardi di anni evolvendosi mano a mano in individui adatti alle nuove emergenze del territorio. Si relaziona a quel punto con altre piante della sua specie, ci parla, invia segnali elettromagnetici per via fungina agli altri esemplari avvertendoli di pericoli, predatori e calamità.
Emetterà ossigeno utile anche a quelli che potrebbero essere suoi grandi nemici per scopi di remota e universale utilità. Questa pianta infine produrrà ogni anno migliaia, a volte milioni di semi, ognuno dei quali conterrà memoria, riassunto e lascito di tutto ciò, più un pezzettino piccolissimo, frutto di quell’ultima esperienza.

Tutto ciò che è accaduto in questo miliardo e mezzo di anni è scritto qui dentro, anzi, è tutto scritto in ognuno delle migliaia di cellule che compongono questo seme.

Sono germinati semi trovati in antichissime tombe di tremila anni fa, a memoria intatta.

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