Ci hanno attaccato ovunque

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Ci hanno attaccato ovunque….
Nei media, in fabbrica, nei campi, nelle università, nei magazzini, dal commercialista, dal notaio.
Nel licei, nei call center, in banca, nei supermercati, nei bar, ai concerti, a scuola, all’asilo nido e all’ospedale.

E quel che è più grave, ci hanno attaccato dentro.

Pensieri e parole sono la stessa cosa.
Quando parliamo, o quando pensiamo, il cervello fa esattamente le stesse operazioni. In una Tac, si illuminano le stesse zone, i percorsi neurali sono gli stessi.
E allora ?
Hanno cambiato le parole.
Hanno sostituito i significati delle parole.

“I mercati” fino a qualche anno fa erano solo rionali, pieni di verdure e frutta. Al Sud di pesce. Bellissimi.
“Accoglienza” era, ed è per moltissimi popoli “primitivi” un imperativo categorico di ospitalità. Era ed è cosa sacra.
L’hanno appiccicata alla subdola deportazione di poveracci dalle zone misere alle zone povere, al fine del livellamento in basso del sociale e della coscienza dei diritti che era frutto di un secolo di scontri.
“Stabilità” l’hanno applicata a men che virtuali bilanci simbolici del valore delle monete, trasformati nell’instabilità per noi, per le famiglie.
“Ottimizzazione” è stata usata per eliminare un ottimo sistema sanitario.
“Flessibilità” è stato usato per piegarci ai cambiamenti delle esigenze dei mercati. Per modellarci ai bisogni della moneta, non più serva dell’uomo ma sua padrona.
“Il tempo è denaro” – La frase criminale per eccellenza.
La peggiore. Pervasiva e monocratica.
L’instaurazione del peggior monoteismo mai visto.

Il tempo è tutto. Quando finisce il tuo tempo, non ci sei più, almeno in questa forma. Il tempo serve davvero per tutto, per cibarsi, per riprodursi, per amare, per morire.
Il tempo per la musica, l’arte, per i figli, per la Vita.

Dire che il tempo è denaro, significa dire che il denaro è tutto.

Li ci hanno fottuto.

Il tempo poi l’hanno spezzettato: anni, giorni, ore, minuti, secondi. Affinché fosse commerciabile.
Fosse merce, come tutto, come noi, ormai…
Quanto prendi al mese, all’anno ?
Ti pago un anno….

Hanno cambiato questi mattoncini del nostro parlare, che è il nostro pensare.
Gli hanno cambiati, e ci hanno messo i “loro”.
Ora pensiamo come loro, ragioniamo come loro, viviamo o vorremmo vivere come loro.

E allora ?

E allora è assolutamente impossibile combattere un sistema in cui ti identifichi. Impossibile.

Se non cambiamo il nostro pensiero, non cambierà nulla.
Non abbatteremo MAI un sistema di cui ci sentiamo, come pensieri e parole, parte integrante.

Questo è il “dove ci hanno attaccati” più importante.

Dentro.

In testa.

Azz. E come si fa ?

Ci vuole Cuore.

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