Cominciamo a prendere in serissima considerazione le critiche

Cominciamo a prendere in serissima considerazione le critiche che ci muove la controparte. Partiamo dal peggiore: Renzi.
Che noi chiamiamo ebetino e comunicativamente ci ha fatto un culo cosi.
Dice che non abbiamo fatto nulla: bene.
È ovvio che è falso, molti di noi lo sanno benissimo.
Renzi ci indica la crepa. Negarla è da scemi, bisogna ripararla.
Ci indica cosa sono riusciti a far credere alla gente.
Renzi dice che la nostra conquista dei comuni di questo passo durerà 105 anni.
Ha ragione.
Poi, in alcuni comuni, dove siamo al potere siamo calati, quindi auguri.
E allora ?
E allora la nostra deve essere una rivoluzione culturale.
Molti di noi vorrebbero farla senza cultura e senza organizzazione.
Non funzionerà mai.
Dobbiamo organizzarci, fare cultura sopratutto su di noi, fare sinergia e scambio informativo e culturale tra gruppi locali. Solo allora potremo sperare di diffondere a nostra volta quella cultura e quella consapevolezza senza le quali il popolo voterà sempre e solo Barabba.
E si sentirà italiano solo dietro 420 grammi una volta di cuoio, ora sintetici, di forma sferica.

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