Abbiamo un piano.

Insomma, il piano è questo:
— Da un lato produrremo cibo in quantità, e in questa direzione le scadenze sono dettate dai tempi dell’agricoltura, quindi semenzai, serre, preparazione terreni, piantinai,ecc.ecc.
— L’energia, il calore, è il secondo dei bisogni primari: facciamo e insegnamo a produrre stufe con pochissimi soldi, efficienti ed economicissime da gestire: c’è molta gente che non può più permettersi i fossili.
Neanche il pianeta può ancora per molto.
— Il tutto gestito a breve, insieme a ogni altra competenza, bisogno, lavoro, necessità, scambio, con buoni di rete. Cioè crediti che ognuno può acquisire fornendo la sua opera: dall’idraulico alle uova, dal muratore al giardiniere, dal tenere i bambini all’accompagno, dalle lezioni di inglese al mettere le guaine sul tetto.
Faremo degli errori all’inizio, molte cose le facciamo per la prima volta, ma le competenze ci sono.
— Per il terzo, e forse primo, bisogno, cioè il senso di comunità e di solidarietà, noi , oltre a divertirci, non lasceremo indietro nessuno.
Questo è sicuro.
Questo è il nostro dovere.

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