Tutti uguali

L’oligarchia ha un fine : la penuria.
E due nemici: la cultura, ovviamente, e i confini.

In ordine a questi secondi non vuole confini di nazioni, sesso. genere, razze, zone di possibile rivendicazione salariale, etnie, lingue e quindi pensiero.
– Tutti uguali, tutti zero, senza appoggi, sopratutto senza comunità a cui riferirsi. Soli. Senza identità.
E, purtroppo siamo già a buon punto. Molta gente già ora pensa di pensare, invece è pensata.
Le prove ? Una per tutte. In un paese che perde ogni giorno pezzi importantissimi di economia, di benessere sociale e sanità, felicità, fiducia, diritti, “faccia” internazionale, aziende fulcrali, status e futuro, non si parla altro che di Gender.
Pensate che di colpo l’oligarchia abbia a cuore i diritti di una parte ancorchè importante ma minoritaria dei suoi cittadini ? Siete ingenui.
Questo trastullarsi sul problema n° 11.349 del paese risponde a due esigenze ben precise: copre il fatto che stiamo approvando il TTiP , e in assenza del campionato e dei rigori dati/negati è fondamentale un “distrattore” alternativo, e spinge , come dico da un pò, verso la super omologazione.
E gli ingenui, magari gay, si muovono, come sempre, e a quel punto ciecamente, quando ritengono essere in ballo i loro diritti.
Errore.
Bisogna muoversi quando c’è in ballo il futuro di tutti, partendo dai più deboli, a mio avviso.

P.S. non c’è nessun rapporto tra questo post e i diritti dei gay.
Che io neanche citerei se dipendesse da me, essendo fin dall’inizio disinteressato allo status, razza, inclinazione, ecc. nello stabilire i diritti di chicchessia: uguali, totali, per definizione, sempre.
Uguali diritti per tutti, ma tutti diversi.
Diverso è bello.

Chi si interessa di Biologia, o anche solo chi fa orti sinergici, lo sa bene;
Senza diversità c’è morte.

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