Il debito pubblico.

Questo va letto molto attentamente. Non perchè sia complicato in se, anzi è semplicissimo, ma solo perchè ce l’hanno sempre spiegato all’incontrario e quindi siamo condizionati a pensare che quello che scriverò tra poco, è strabiliante, se non una fesseria.     Ovviamente parliamo di una situazione di Nazione sovrana.  Cioè con propri confini, con una propria costituzione e con una propria moneta.  In regime di dipendenza da una moneta straniera, come le isole Vergini Britanniche con la Sterlina, o l’Italia con l’Euro, nulla si può fare.   E’ una palude, più ti muovi , più affondi.  E speri nella bontà di chi ti presta il (tuo) denaro.     Speranza mal riposta, ovviamente.

In una nazione sovrana il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini.

Il motivo è semplice.    E’ una partita a due. A somma zero.

Da una parte il pubblico , lo stato, dall’altro il privato, aziende e privati cittadini.

Lo stato emette moneta che poi ritira dal giro con le tasse.  Con l’emissione scrive “meno” sul suo conto, con te la tasse scrive “più” sul suo conto, sul suo bilancio.   Se va in pari vuol dire che tanto ha emesso , tanto si è ripreso, lasciando nulla nelle tasche del privato. (aziende, privati cittadini).  Se va in deficit, vuol dire che quella cifra, alla lira, è rimasta nelle tasche, sui conti dei cittadini.

Il debito pubblico non è dei cittadini, è la ricchezza monetaria rimasta nelle tasche dei cittadini.





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