Eu tanasia

“Le persone non vogliono sapere, vogliono credere.
Ecco perchè i creatori di sapere muoiono in povertà,
i creatori di credenze, posseggono il mondo”.

EU Tanasia

di Francesco Neri

Jacques Attalì, uno degli artefici dell’euro, quello che dichiarò che avevano congegnato l’eurozona in modo che chi avesse voluto non avrebbe potuto uscirne, ha scritto:
“Quando si sorpassano i 60-65 anni, l’uomo vive più a lungo di quanto non produca e costa caro alla società […]. L’eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali delle nostre società future […]. Il diritto al suicidio, diretto o indiretto, è perciò un valore assoluto in questo tipo di società.
Macchine per sopprimere permetteranno di eliminare la vita allorché essa sarà troppo insopportabile, o economicamente troppo costosa”.
(Jacques Attali, leggibile in Michel Salomon, “L’avenir de la vie”, ed. Seghers – ISBN: 2-221-50237-X)

Sono secoli, e il fenomeno si è incrementato molto negli ultimi decenni, che sotto la falsa apparenza di libertà ulteriori per noi, ci hanno infilzato con ulteriori libertà per loro di schiavizzarci. In quest’ottica si inseriscono benissimo la lotta contro i nazionalismi -chiamati così da loro – in realtà smantellamento delle sovranità nazionali identitarie , culturali e monetarie . La teoria gender – chi è che è vuole discriminare? – in realtà volta ad abbattere l’unica zona di gratuità rimasta al mondo, la famiglia, l’unica zona dove ancora non si paga tutto. La cultura multietnica, bellissima, ma in realtà volta ad importare miseria nei paesi avanzati, livellando non già i paesi poveri ai livelli culturali di quelli avanzati, ma il livello economico di questi ultimi ai primi. Così, anche la libertà di sospendere la propria esistenza, libertà che io ritengo legittima, ho difficoltà a far legiferare a riguardo da criminali. Il rischio è enorme. Molte, troppe volte si sono espressi ormai chiaramente: siamo troppi, ci vogliono sfoltire pesantemente. In Grecia lo stanno facendo: se hai più di 55 anni staccano: la macchina costa troppo. Tra l’altro sto studiando i libri dove c’è scritto, da gente enormemente sapienziale, che in realtà si può guarire, anche dall’infelicità come da tutto, a qualunque età…. insomma, OCCHIO.

Le navi

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
In giro per il mondo ci sono circa 60.000 navi per il trasporto di container.Attualmente, proprio ora, ci sono 20 milioni di container che viaggiano sui mari.
Portano da un continente all’altro il 90% della merce che consumiamo. Tutto..
Petrolio, salmone, giacche, giocattoli, armi, droga, pinzellaccheri, acciaio, farine, scarti.Dovendo poi tornare in Asia vuoti fanno prezzi stracciati.
Le bottiglie d’acqua minerale che noi schiacciamo e altra plastica, riempiono container per il Vietnam dove diventano bottoni per una giacca fatta in Cina, e assemblata in Bangladesh. Questa giostra vede armatori di Tonga, Monrovia, Panama e addirittura Ulan Bator – chi non ha visitato i famosi porti e le spiagge mongole – e marinai filippini al 40%.

I costi di trasporto container sono talmente bassi che i pescatori scozzesi pescano i salmoni, li mandano a sfilettare in India, e poi ritornano in Scozia per confezione e vendita.

Venti di queste navi inquinano come TUTTE LE AUTO DEL MONDO.

Il fatto che non sono 20, ma 60.000.

SESSANTAMILA !

Il trasporto via mare delle Porta Container inquina quindi TREMILA volte la somma di tutte le auto del pianeta.

Domeniche a piedi ?
Auto col filtro ?
Andiamo in bici ?

Tutte minchiate.

Se non impareremo a produrci localmente le cose , cibo ed energia in primis, e continueremo nella demenziale pretesa di spostare miliardi di tonnellate di tutto dappertutto per RISPARMIARE, tra guerre per gli spazi, foreste cancellate, inquinamento conosciuto e celato, tra non molto non ci sarà nulla da rivendicare, nulla da proteggere, nulla da salvare.

Serve il cambio di paradigma.

E serve Ora.

Salvo

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Conobbi Salvo Mandarà ad Atene, quando ci fu il referendum che speravamo liberasse la Grecia.
Così non fu.
Ci rivedemmo poi a Bologna all’inaugurazione del “Pecoglioni Tour”. Nome offensivo e quindi criticato da Silvano Agosti che conobbi in quell’occasione. Debbo dire che diedi ragione a Silvano. Al primo approccio Silvano da subito la netta sensazione di essere un maestro, e così è.
Salvo fu però irremovibile.

Vabbè. Esser cocciuti aiuta a volte a portare a realizzazione i propri sogni.
Diedi poi alcune interviste a Salvo5.0Tv.
Sono un gran chiacchierone….
E altri amici presentai a Salvo.

Faccio fatica a farmene una ragione..
Ancora non ci credo….
Mi mancherà davvero.
Mancherà a molti. Anche a chi non lo sa.

Salvo

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Piango un fratello, un amico caro.
Un uomo coraggioso, determinato e concreto.
Un combattente senza paura.
Ci divertivamo, ci eravamo simpatici e ci volevamo bene.Quest’estate, Salvo, ho rischiato di andarmene io.
Non mi hai rincuorato perché sapevi che non ce n’era bisogno,
ora non ricordo a nessuno chi sei stato,
perché per chi lo sa non c’è bisogno.
Chi lo non lo sa, non lo capirà mai.

Io ti ho conosciuto bene.

Ed è stato un onore.

Le stelle più grandi durano molto meno di quelle piccole,
ma fanno tantissima luce in più.
Perdere un grande amico, è un grande dolore, e quindi piango.

Grazie di tutto,
in questa parentesi terrena hai fatto quello che dovevi,
hai fatto tutto quello che potevi.

Grazie di tutto Salvo.

K Array

foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
foto di Francesco Neri.
Oggi, quarant’anni fa, cominciai a fare il lavoro che faccio tutt’ora.
Ufficialmente invece cominciai il 1° gennaio 1978.
Ma che ce frega ?
No. Così per dire…….
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Oggi, dopo molti anni, torno da una riunione , entusiasta.

Piccola azienda in Toscana , poco a nord di Firenze, ai piedi del Mugello.
Tre ragazzi che dire svegli non è riduttivo, è addirittura calunnioso: Sono innovatori, volenterosi, visionari, coraggiosi e determinati. Geniali.

In un settore come l’audio professionale dove ci sono giganti americani, giapponesi, cinesi, inglesi, tedeschi e gli italiani anch’essi sono sempre stati forti, loro hanno cominciato con prodotti di nicchia, casse piccole, invisibili, che pilotate da sistemi sempre più sofisticati, suonano come casse molto grosse, ma meglio.

Sono riusciti a fare quello che non fa nessuno.

Diffusori acustici pilotati da software sofisticatissimi che da vicino quasi non senti, si mettono in fase e creano ologrammi sonori solo a cento metri. Per i grandi concerti.
Diffusori in oro 24 carati grandi quanto un accendino bic che suonano forte e si mischiano invisibili nei negozi del lusso: Vuitton, Gucci, Fendi, tutti.
Diffusori assolutamente invisibili fatti a corda, messi come corrimano.
Impianti stratosferici messi in posti storici dove l’architetto non vuole vedere neanche una vite….

Unici.

I tre, dal Mugello hanno realizzato la S. Patrick Cathedral a New York, la Royale Opera House di Londra, Il Nubo di Miami (un bar da un milione a sera di incasso…) la più grande discoteca nel deserto di Dubai, poi Beirut, Hong Kong, Bosforo, la broadcast Company Cinese, il più bel teatro di Tokyo, dell’Avana, di San Paulo, impianti da 800.000 in chiese brasiliane da 60.000 fedeli che ballano..e altri cento lavori….

Un concerto con Zubin Metha su una foglia galleggiante a Manaus ? L’han fatto loro.

Yamaha, Jbl, e altri mostri americani e tedeschi vari a bocca aperta, impotenti, indietro….. che soddisfazione !

Non ho parole.

A noi hanno fatto , di persona, bruschette con l’olio nuovo, la pasta l’han cucinata loro…..ecc.

Sessantuno dipendenti per esportare in 80 paesi….
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Il Rinascimento nacque e prosperò nella Firenze di 500 anni fa.
Non so come, non so perché, ma 500 anni son volati e non hanno intaccato qualcosa che è rimasto nel profondo, chissà dove. Nel DNA. Invincibile.

Gli altoparlanti li prendono da una ditta sempre Toscana. Azienda tutta in vetro in mezzo a una vigna, bellissima, che esporta altoparlanti inarrivabili in 120 nazioni…
i finali, gli amplificatori da una azienda sempre di Firenze che ha surclassato ogni altro produttore di amplificatori al mondo, ormai a detta di tutti. Inarrivabili. Li usa la Nasa, Disney, Circle du Soleil, tutti.

Boh…

Ci denigriamo spesso.
Ci denigriamo tanto.

Eppure, non so come e neanche perché, in molti campi, e nell’inventiva sempre, siamo, e a questo punto mi viene da dire saremo, sempre i numeri uno.

Lode a chi ci prova, e ce la fa.